La IATA ed il check-point del futuro
Di Giovanni Broegg il 8 giugno 2011
Ieri, alla conferenza aeroportuale della IATA, è stato presentato un nuovo prototipo di sicurezza aeroportuale. In pratica si passa da un sistema che cerca oggetti cattivi, ad uno che può trovare persone cattive. Il setup è composto da tre rivelatori lunghi 20 piedi, uno per i “viaggiatori conosciuti”, uno per quelli ad “alto rischio” ed uno per tutti gli altri.
Il checkpoint del futuro sarà dotato di tre gallerie denominate “Stranged”, “Normal” e “Known Traveller” che in italiano potrebbe suonare più o meno così: “sconosciuto”, “Normale” e “Viaggiatore conosciuto” contrassegnate da tre colori diversi, rispettivamente: giallo, viole e celeste.
Invece di far passare i passeggeri al check-in, il prototipo sarebbe in grado di utilizzare scanner retinici e chip biometrici per verificare l’identità del passeggero e analizzare la loro storia personale. Chi ha completato e superato i controlli passano con il loro bagaglio a mano, mentre quelli ritenuti particolarmente rischiosi dovrebbero sottoporsi ad un più intensivo “full-body scan” all’interno della corsia “Enhanced” di sicurezza. Le restanti persone, nel frattempo, sarebbero dirette verso il rilevatore “normale”, che ci farebbe automaticamente la scansione per i liquidi, i metalli e tutto ciò che sui voli, non è ammesso.
La IATA ha comunicato che un rischio sarebbe quello di obbligare i governi a condividere i dati sui loro stessi cittandini. Perciò, per ora, la IATA e le agenzie governative non hanno ancora annunciato una “prova pilota” anche se le “prove” dovrebbero avvenire tra due o tre anni. Di seguito un video dei 3 prototipi:
httpv://www.youtube.com/watch?v=uie1Ijyr8DE
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