Panasonic TX-P50VT50: Recensione by HDBlog (parte 3 - finale)

23 Maggio 2012 17


In questa parte conclusiva della nostra recensione abbiamo analizzato i comportamenti del Panasonic TX-P50VT50 nella riproduzione da differenti sorgenti, le prestazioni nell'utilizzo dei videogiochi, il frame interpolation, le funzioni multimediali, l'audio e le considerazioni conclusive. PARTE 1 | PARTE 2

Sorgenti SD ed elettronica


Per una TV è di assoluta importanza la capacità di trattare adeguatamente sorgenti quali trasmissioni in digitale terrestre e satellitare, anche quelle che vanno in onda a definizione standard (condizione che, specialmente per i canali terrestri, è oltremodo preponderante nel nostro Paese).

Rispetto al modello dell’anno precedente il VT50 mostra diversi segni di miglioramento nel deinterlacciare i segnali (la quasi totalità delle trasmissioni è, attualmente, costituita da materiale interlacciato, 576i per i contenuti SD, 1080i per quelli HD). Anzitutto non è più presente il ritardo mostrato dal modello precedente nell’agganciare correttamente le cadenze (con una eccezione che vedremo in seguito): il tv riconosce immediatamente (o quasi) il tipo di materiale che ha di fronte, e lo tratta in modo corretto. Questo implica anche che il materiale di origine cinematografica, che se trattato come materiale video mostra diverse problematiche ed artefatti, viene generalmente riconosciuto e mandato correttamente a video. "Generalmente perché può capitare che il riconoscimento della cadenza non avvenga, o sia un po’ difficoltoso: testando il nuovo prodotto Panasonic abbiamo notato come questo comportamento, che ricordiamo essere l’eccezione alla regola, si verifica soprattutto quando si variano alcune impostazioni (ad esempio quando si cambia l’impostazione del frame interpolation), in fase di riconoscimento del tipo di sorgente da parte della TV.

In questi casi si nota come l’elettronica abbia un attimo di incertezza (visibile soprattutto con le schermate di test: si notano tremolii o spettinamenti) generalmente superato dopo qualche secondo (raramente il mancato agganciamento perdura: in questi casi è comunque sufficiente cambiare sorgente, o farla ripartire da capo, per ovviare). Al di là del corretto riconoscimento della tipologia del materiale e delle cadenze, si può apprezzare l’ottima capacità di ridurre le scalettature sulle linee oblique, che appaiono perfettamente dritte, e non come se fossero composte da tanti piccoli scalini.

Non da meno è il comportamento dello scaler: le sorgenti a definizione standard vengono adattate alla risoluzione del pannello con una qualità molto buona. Il livello di dettaglio è buono, ma non particolarmente esasperato, il che potrà far storcere il naso agli amanti delle immagini taglienti ed incisive, ma dall’altro consente di poter utilizzare, con un po’ meno problemi, anche sorgenti non esattamente al di sopra di ogni sospetto, come ad esempio alcuni trailer disponibili sulla piattaforma VIERA Connect.

Anche materiale in bassa definizione e decisamente compresso, infatti può essere utilizzato con una qualità mediamente ben più che accettabile, rendendo il VT50 molto versatile anche riguardo al materiale di qualità non sopraffina. Anche la gestione delle immagini in movimento conferma le qualità summenzionate: i contorni di soggetti ed oggetti difficilmente risultano impastati e quasi mai perdono compostezza, ed anche le trame fini ed i micro-dettagli sono riprodotti, nel limite del possibile (se il dettaglio risulta mancante, in origine, persino in immagini statiche, la TV non può fare miracoli, sulle immagini dinamiche), con buona accuratezza.

Sulla gestione dei segnali a 50Hz (tutti quelli PAL lo sono) giova addentrarsi più nello specifico: questa tipologia di segnali è risultata il tallone d’Achille delle TV Panasonic, negli ultimi anni, a partire dai VT20. Già lo scorso anno, con la serie 30, si erano visti alcuni miglioramenti, con difetti limati e più difficili da scorgere. Come si comporta il VT50? Non è ancora perfetto: utilizzando pattern come quello riportato nell’immagini, o scale di grigio in movimento, è possibile notare come i bordi o le singole sfumature, durante i movimenti rapidi (se le immagini scorrono lentamente, è impossibile notare qualsiasi imperfezione), perdano un po’ di definizione, tendendo ad ispessirsi leggermente e a creare un accenno di “falso contorno, ma senza arrivare ai veri e propri sdoppiamenti visibili nei modelli degli anni precedenti. La situazione complessiva è, dunque, per quanto perfettibile, davvero molto buona: quello che rimane sono minuzie che difficilmente saranno notate durante l’utilizzo reale; tanto più che, grazie all’Intelligent Frame Creation, è possibile limitare ulteriormente il fenomeno, soprattutto con il materiale più critico in questo senso, ovvero lo sport (i film, invece, non creano sostanziali problemi: le carrellate sono generalmente troppo lente per mettere in luce qualche imperfezione). In pratica il fenomeno ha ormai assunto una dimensione per cui sarà molto probabile non accorgersi di alcuna anomalia.

Rimangono da trattare due punti: l’uniformità e il 1080p pure direct.

L’uniformità viene trattata in questo paragrafo perché l’unico fenomeno evidenziato ha a che fare con un probabile bug del firmware. Visualizzando pattern di test, utili a verificare l’uniformità del pannello, non abbiamo verificato, nell’esemplare in prova (e nemmeno in altri due pannelli che ci è stato dato modo di vedere), alcuna significativa presenza di aloni con dominanti indesiderate, al pari del vertical banding totalmente assente. E’ comunque bene far presente che, durante le primissime ore di funzionamento, il pannello si è mostrato leggermente più sensibile alla ritenzione, e quindi, dopo aver utilizzato menu di sistema, dischi di calibrazione o comunque immagini statiche, è bene dare modo al pannello di “pulire la ritenzione (si tratta di tempi piuttosto contenuti). Diversamente si rischia di scambiare il fenomeno appena descritto come difetto di uniformità. Abbiamo parlato di un probabile bug del firmware: utilizzando rampe di luminanza (scale di grigi con i livelli divisi a metà schermo, in modo speculare tra sopra e sotto, con i livelli che variano da una parte da nero a bianco e dall’altra da bianco a nero), si nota come, calibrando il gamma in maniera fine, si può far emergere delle dominanti su alcuni livelli di grigio; non si tratta di aloni, essendo queste dominanti simmetriche su entrambe le rampe di luminanza (si ripresentano identiche sugli stessi livelli di grigio, in zone diverse del pannello), si tratta quasi sicuramente di un bug nella gestione del segnale, quindi, che potrà essere corretto con aggiornamenti del firmware. E’ bene precisare che abbiamo voluto riportare il fatto per completezza e correttezza di informazione, ma durante la normale visione è impossibile notarlo, e comunque si può ovviare agendo diversamente sul gamma.

Chiudiamo col 1080p pure direct: questa funzione, teoricamente, dovrebbe servire per consentire di alterare il meno possibile la purezza del segnale in ingresso, permettendo anche di utilizzare segnali con campionamento 4:4:4. Attivandolo non si notano, però, evidenti migliorie, complice anche la mancanza di sorgenti, ad uso domestico, di questo tipo. Probabilmente l’utilizzo può risultare più utile per chi è dotato di un processore video esterno, che dovrebbe poter beneficiare della minor invadenza dell’elettronica di bordo, in modo da poter sfruttare senza grosse alterazioni, le potenzialità offerte da questa tipologie di elettroniche.

Sorgenti HD in 2D

Veniamo al test per eccellenza, il vero e più importante banco di prova per qualsiasi Display. Tutte le prove di visione sono state realizzate con il firmware 1.617 (quello equipaggiato di serie con la TV), e ripetute poi con la versione 1.619 (aggiornata via internet).

Iniziamo dalla luminosità: dopo la calbrazione, in modalità Professionale 1 sono state misurate circa 86 candele al metro quadro, una quantità ben più che sufficiente per visioni in ambienti che non siano molto luminosi. Per chi avesse necessità di utilizzare il VT50 in presenza di forti sorgenti di luce, può venire utile la modalità THX Bright Room, che, a fronte di una calibrazione molto buona, offre circa 160-170 candele al metro quadro. Si potrebbe andare ancora oltre, con la modalità Dinamico, ma quello che si guadagna in luminosità si perde in termini di corretta riproduzione delle immagini; il consiglio è di farvi ricorso solo se strettamente necessario.

Uno degli aspetti che colpisce, durante la visione, è il numero di dettagli sulle basse luci: il nuovo Focused Field Drive 2500 di Panasonic riesce, evidentemente, a svolgere pienamente il suo compito, mostrando una ricchezza di particolari là dove, su altre TV, si possono solo notare zone nere indistinte. Per meglio comprendere la portata dei miglioramenti, vediamo la stessa immagine, tratta da Il Cavaliere Oscuro, ritratta su un VT30 (prima immagine) e sul VT50 (seconda immagine).



Al di là delle ovvie differenze date dall’aver scattato le foto in momenti diversi (motivo per cui il confronto deve essere solo indicativo delle differenze sussistenti, e non uno strumento di valutazione), l’aspetto su cui concentrare l’attenzione è il numero di particolari visibili nelle zone più scure: risulta immediatamente evidente come, sul VT50, si possano scorgere più nuvole nello scorcio di cielo notturno, il che contribuisce a ricreare un miglior senso di profondità e quindi di tridimensionalità del quadro.

Lo stesso discorso si può applicare al palazzo visibile sulla destra: le finestra più prossime al bordo, ad esempio, sono appena percepibili sul VT30, mentre sul VT50, pur rimanendo per gran parte in ombra, si possono scorgere con maggiore facilità. Questa particolarità è sicuramente una delle caratteristiche migliori della nuova ammiraglia Panasonic: la capacità di scendere in basso col nero, in connubio con l’eccellente livello di dettaglio che accompagna le basse luci, permette alle immagini di sfumare, gradatamente, tutti i particolari che compaiono nelle zone molto scure. Si tratta di un pregio di notevole importanza, poiché consente di far intuire allo spettatore un senso di prosecuzione del quadro anche là dove il quadro tende a sfumare completamente nel nero. Non si ha, quindi, una brusca chiusura, che tende a far percepire un senso di piattezza ma, al contrario, viene restituito un ottimo senso di profondità di campo. L’apporto, inoltre, non è solamente qualitativo, ma anche quantitativo: i benefici si possono apprezzare anche quando le immagini non sono molto buie, un esempio è riportato nella foto sottostante:


Gli elementi che emergono maggiormente sono molteplici: si possono citare la porta in alto a sinistra, il fondale che scurisce progressivamente verso destra, la parte più in basso delle giacche dei due avvocati.

Altri segni di miglioramento sono riscontrabili nel dithering: come tutti i Plasma, anche la serie VT50 deve far ricorso al dithering per poter rappresentare le sfumature di grigio (si tratta di una caratteristica di funzionamento di questa tecnologia). Panasonic ha però apportato un cambiamento: il dithering non è più impiegato uniformemente su tutto il pannello, ma può essere più o meno presente, sulla superificie del pannello, a seconda delle opportunità e di cosa la TV deve visualizzare al momento. Come si rispecchia questa nuova implementazione, nell’utilizzo reale? Lo possiamo osservare avvalendoci dell’ausilio di un’immagine:


In questo caso la sorgente contiene, originariamente, una certa quantità di rumore video, visibile soprattutto sulle alte frequenze (la parte più in alto dell’immagine, quella molto luminosa). Se si guarda un fermo immagine, è comunque possibile notare la non perfetta pulizia del quadro, ma è evidente come tutta la grana, che in movimento sembra un brulicare di puntini, è perfettamente stabile. Questo implica che il dithering, che dovrebbe essere visibile in qualunque circostanza come una sorta di rumore video aggiuntivo, è invisibile dalla normale distanza di visione. C’è di più: anche avvicinandosi allo schermo è davvero difficile notarlo, a meno di non posizionarsi a distanze molto ravvicinate; anche da circa 1 metro, infatti, è molto difficile scorgere qualcosa. Il lavoro di contenimento è stato svolto quindi con successo, e rende il VT50 uno dei plasma con la minor presenza di dithering a video in assoluto.

Anche il livello del nero, e di conseguenza la dinamica delle immagini, migliorano con la nuova serie: non ha subito stravolgimenti qualitativi e non è facilissimo accorgersi delle differenze rispetto alla serie precedente senza affiancare le TV ed analizzarle con cura. E’ comunque riscontrabile un miglioramento, che rende il nero davvero molto profondo, sicuramente tra i migliori riproducibili, ad oggi, su una HDTV. Il connubio tra l’ottima luminosità ed il livello del nero molto basso, produce immagini caratterizzate da una grande dinamica:


Sia le alte che le basse luci sono presenti allo stesso tempo, senza le necessità di privilegiare le une o le altre di volta in volta. Ne consegue un alto rapporto di contrasto, che si traduce in una notevole concretezza e naturalezza all’occhio dello spettatore.

Altro aspetto cruciale, per una corretta riproduzione delle sorgenti è la fedeltà cromatica, ovverosia la capacità di restituire i colori senza alterarli rispetto alle condizioni originali in cui il materiale viene ripreso dalla videocamera. Per capire se una TV è in grado di riprodurre correttamente i colori, una delle prime prove che si può effettuare riguarda gli incarnati. Il motivo è che tutti conosciamo, per esperienza diretta, il colorito che i vari tipi di carnagione conferiscono ai volti, mentre sarebbe praticamente impossibile sapere se il blu di una maglia, piuttosto che il rosso di un’auto o il giallo di una insegna debbano apparire più o meno saturi, con tinte più o meno virate su altri colori, proprio perché manca un metro di paragone che ci possa aiutare. La riproduzione degli incarnati, da parte del VT50, è eccellente:


Il volto dell’attore appare chiaramente rubicondo, specialmente su naso e guance, e la luce che vi si riflette crea un effetto particolare, in contrasto col lato destro, che rimane in penombra: la ricostruzione è praticamente perfetta, non vi sono dominanti, il colorito non è eccessivo (l’attore ha effettivamente guance e naso rossi), la tendenza non è all’eccesso (come capita, a volte, su TV che hanno un incarnato troppo luminoso, che rende quasi luminosi i visi stessi), viene semplicemente restituito quello che è contenuto nella registrazione originale.

Le stesse considerazioni si possono applicare alla fedeltà cromatica in generale:


Il rosso della Mustang è carico e saturo al punto giusto, e in questo primo piano risalta il suo essere intenso e vibrante, specialmente rispetto alle tinte più spente utilizzate per rappresentare New York abbandonata ed in rovina. Anche gli altri colori sono ugualmente fedeli: qui possiamo vedere tinte prevalentemente verdi e blu.


Qui, invece, abbiamo tinte più calde:


Il VT50, dunque, si conferma capace di riprodurre qualunque tinta col giusto grado di saturazione e luminosità, senza rielaborare la sorgente originale e mostrando la maggior naturalezza e fedeltà possibile.

Il livello di dettaglio delle immagini è molto buono: evidentemente, grazie anche alla minor presenza di dithering, è stato possibile ottenere una maggior precisione, nella riproduzione delle trame più fini e di tutti i micro-dettagli. La TV riesce a restituire, con notevole precisione, tutti i particolari presenti, ad esempio, sui primi piani di un volto:


Le imperfezioni della pelle, le rugosità, i peli della barba: tutto è presente a video e ben visibile, all’occhio dello spettatore. Pur mantenendo la resa equilibrata che caratterizza da sempre i Plasma Panasonic, la nuova serie mostra un livello di incisività e analiticità superiore, che la rende, sotto questo punto di vista, un po’ più simile ad un LCD.


E’ bene sottolineare come non venga sacrificato l’equilibrio generale, in favore della ricerca di un dettaglio più esasperato o comunque privilegiato, a dispetto di altre componenti, anche quando questa tendenza potrebbe inficiare la qualità globale del quadro: il bilanciamento è sempre ottimo, semplicemente è ora possibile ottenere immagini più taglienti e più ricche di particolari, quando questo è utile a migliorare la visione.

Resta un ultimo punto da analizzare: la capacità del Display di riprodurre adeguatamente le sfumature, senza causa quello che in gergo viene chiamato “posterizzazione, “color banding o “dynamic false contouring (con una pletora di termini, tutti riguardanti sostanzialmente lo stesso aspetto, invero piuttosto superflua e foriera di fraintendimenti). Si tratta, in parole povere, dell’incapacità da parte di un pannello di riprodurre tutte le sfumature di colore effettivamente necessarie con la conseguenza che, dovendo approssimare, si possono manifestare a video bande di colore, transizioni più nette tra tinte diverse e incarnati con zone rossastre o verdastre.

La tecnologia Plasma è da sempre più sensibile a questo tipo di fenomeni, essendo connaturata al suo stesso funzionamento, ed è quindi importante capire se nei nuovi top di gamma per il 2012, Panasonic è riuscita a limitare questo aspetto. Utilizzando materiale di test come scale di grigio, anche in movimento, si può notare come la rappresentazione delle sfumature non sia ancora perfetta, ma comunque sono evidenti i miglioramenti rispetto allo scorso anno. si può notare che la transizione tra le gradazioni di grigio tende ancora, in alcuni casi, ad avvenire “a gradini, ovvero un pochino più nettamente del dovuto ma sono rilievi che valgono come puntigliosa precisione, in quanto la visibilità e l’incidenza (non tutte le sfumature presentano questo fenomeno) sono sia ridotte rispetto ai precedenti modelli, sia ridotte in assoluto.

Il VT50 è quindi un’ottima evoluzione della tecnologia Plasma secondo Panasonic.


Le prestazioni offerte sono migliorative su tutti gli aspetti che contribuiscono a determinare la qualità delle immagini.


I difetti, sia imputabili alla serie VT30, sia quelli connaturati alla tecnologia Plasma, sono stati limati, mentre si confermano, a livelli superiori, sia la dinamica delle immagini, complici il livello del nero ancora più basso e la superiore luminosità, sia la naturalezza e fedeltà nella riproduzione dei contenuti.

Sorgenti in 3D

Rompiamo immediatamente gli indugi: le prestazioni del nuovo top di gamma Panasonic, per quanto riguarda la visione di contenuti in tre dimensioni, lo pongono ai vertici per qualità delle immagini. Non si tratta, effettivamente, di una sorpresa: tutti i Plasma 3D realizzati dal costruttore giapponese hanno sempre offerto eccellenti prestazioni, tra le migliori in assoluto, era quindi naturale che i nuovi modelli non potessero che confermare i precedenti successi e anzi, si può affermare che sono stati fatti alcuni passi avanti sotto almeno tre punti di vista: occhiali più confortevoli, tempi di risposta migliorati (lo vedremo più approfonditamente parlando del frame interpolation) e maggiore luminosità.

Partiamo dagli occhiali: come abbiamo visto, parlando della dotazione, gli occhiali hanno un peso molto ridotto, non solo rispetto ad altri modelli, ma in assoluto. Questo consente di poter praticamente dimenticare di averli indosso, anche quando la visione si protrae a lungo, con evidenti vantaggi per lo spettatore, che può quindi concentrarsi unicamente sulla visione, senza dover avvertire sensazioni di affaticamento. Come anche per gli anni precedenti, si conferma la tendenza a non scurire immediatamente l’immagine, nel caso in cui si ruoti la testa di lato, come accade, invece, su alcuni TV LCD.

Il crosstalk è ulteriormente ridotto e presente, ormai, solo in rarissimi casi, che non distraggono dalla visione anche per l’esigua misura nella quale questo fenomeno è percepibile: questo miglioramento è ascrivibile all’ulteriore diminuzione dei tempi di risposta dei pannelli Neo Plasma 2500.

L’aumento di luminosità, riscontrato in modalità 2D, è naturalmente presente anche quando si utilizzano contenuti in 3D: in modalità Dinamico è possibile raggiungere un picco di circa 37 candele al metro quadro (al netto dell’abbattimento causato dagli occhiali attivi), una quantità molto buona per questa modalità di funzionamento. Ovviamente, in assenza di condizioni ambientali che richiedano un innalzamento dell’emissione luminosa da parte del pannello è consigliabile utilizzare impostazioni meno aggressive e più corrette: ne gioveranno sia la qualità delle immagini, sia l’affaticamento visivo. Gli occhiali 3D si comportano piuttosto bene nel contenere l’abbattimento luminoso:



La prima foto è stata scattata attraverso gli occhiali, la seconda direttamente al pannello: ovviamente la resa è solo indicativa (l’esposizione è stata mantenuta bassa onde non creare zone innaturalmente chiare, ma la luminosità generale era più elevata), deve semplicemente fornire un’idea della luminosità che viene “tagliata dagli occhiali attivi.

La qualità della visione è, inoltre, garantita a prescindere dalla tipologia di materiale 3D impiegato: anche le sorgenti in side by side (ovvero il formato utilizzato per tutte le trasmissioni televisive, come quelle di Sky, ad esempio) sono perfettamente trattate dalla TV, che ricostruisce efficacemente gli effetti di parallasse. Anche la perdita di risoluzione, inevitabile proprio per la natura del materiale (ogni fotogramma ha una risoluzione pari a 960x1080 pixel), è ben compensata dall’elaborazione dell’elettronica, fermo restando che, ovviamente, il livello qualitativo di un blu ray che alterna fotogrammi a piena risoluzione è sicuramente superiore.

Non manca nemmeno la conversione 2D-3D: la sua efficacia si dimostra più che discreta, e parzialmente variabile a seconda del materiale sul quale opera (è sconsigliabile utilizzarla su sorgenti scadenti: evidentemente l’algoritmo non ha sufficienti informazioni da elaborare per ricostituire la tridimensionalità delle immagini). Tendenzialmente è bene impostare la voce “2D->3D profondità su “massimo, in modo da ottenere un buon effetto di profondità o di fuoriuscita di soggetti/oggetti dallo schermo, diversamente l’effetto è, in diversi casi, un po’ blando.

Prestazioni con i videogiochi


La reattività ai comandi è da sempre un punto di forza, per i pannelli al Plasma: per ragioni connaturate al loro funzionamento, infatti, vi è una minore necessità di fare ricorso all’elettronica, con conseguenti rielaborazioni del segnale che introducono, inevitabilmente, una certa quantità di input lag.

La nuova serie VT50, rispetto alla precedente, fa però evidentemente più affidamento su qualche tipo di elaborazione del segnale: collegando VT30 e VT50, fianco a fianco, con uno splitter HDMI, che distribuisce lo stesso segnale alle due TV, contemporaneamente, si può notare come il nuovo modello mostri un ritardo leggermente superiore. Misurando il valore dell’input lag, si ha la conferma delle impressioni visive: il valore medio si attesta sui 40-50ms, in modalità Professionale, e scende più verso i 30ms in modalità Game. Chi utilizza le tv per molte sessioni video-ludiche non deve preoccuparsi: normalmente è difficile riscontrare una tangibile lentezza nell’impartire i comandi, motivo per cui solo i giocatori molto attenti, che fruiscono di titoli che richiedono risposte prontissime, potranno riscontrare un comportamento non ottimale. Per questa tipologia di utenti, e specialmente nel caso di giochi online (per i quali il ritardo dovuto alla TV si somma a quello causato dalle connessioni alla rete), è consigliato di ricorrere alla modalità video specificatamente pensata per questo tipo di sorgenti. E’ comunque sempre consigliato attivare il 1080p pure direct, che dovrebbe limitare al minimo qualsiasi intervento dell’elettronica.

E’ invece generalmente sconsigliabile l’utilizzo dell’Intelligent Frame Creation: attivarlo, infatti, non solo causa un aumento dell’input lag, ma non porta miglioramenti particolarmente tangibili. Il VT50, infatti, si è mostrato perfettamente in grado di gestire il moto delle immagini, particolarmente veloce nei videogiochi, senza mostrare cedimenti. Il quadro appare generalmente nitido (ovviamente non vengono considerati eventuali sfocature imputabili alla sorgente) e totalmente privo di scie.

Il frame interpolation

L’analisi del frame interpolation va necessariamente separata a seconda della tipologia di segnale su cui viene utilizzato: fortunatamente anche Panasonic ci viene incontro, avendo utilizzato la denominazione Intelligent Frame Creation per le sorgenti a 50 e 60Hz, e 24p Smooth Film per quelle a 24Hz.

Partiamo col 24p Smooth Film: come sequenza di test utilizziamo la solita carrellata sui grattacieli di Hong Kong, presente ne Il Cavaliere Oscuro.


Impostando il funzionamento su minimo, non si riscontrano variazioni sensibili: la fluidità subisce un incremento estremamente contenuto tanto che occorre prestare molta attenzione per notare il lievissimo aumento. Di pari livello è la riduzione del motion blur: osservando i grattacieli sullo sfondo, e gli altri elementi che scorrono rapidamente su schermo, si nota con facilità come risultino sfocati e poco nitidi; il miglioramento, rispetto alle condizioni di partenza del materiale a 24p è praticamente impercettibile. L’unica miglioria più percettibile è la diminuzione delle posterizzazioni, che divengono ancora più lievi.

Variando l’impostazione su medio, si notano vistosi cambiamenti: la fluidità migliora notevolmente a scapito, però, di gran parte della natura cinematografica del materiale, che viene quasi completamente annullata. Anche il motion blur subisce una netta diminuzione, a tutto vantaggio del livello di dettaglio, specialmente degli elementi sullo sfondo che appaiono molto più a fuoco. Tutto questo ha però un prezzo, che si paga sotto forma di artefatti: osservando i dettagli più fini come le finestre dei grattacieli che scorrono, si può notare come l’immagine tende a perdere compattezza in alcuni punti, con dettagli che finiscono per mescolarsi col resto del quadro, generando una sorta di macro-blocking (i “quadrettoni che spesso si notano su segnali molto compressi) e un accenno di effetto halo. Ovviamente non tutte le carrellate sono così critiche, e quindi l’elettronica non viene sempre messa così alla frusta ma è bene sapere che, utilizzando il 24p Smooth Film su medio, si può incorrere in questo tipo di fenomeni, ed è quindi consigliato utilizzarlo solo se, tendenzialmente, non se ne può fare a meno.

Passando, infine, a funzionamento su massimo si riconfermano le stesse impressioni avute su medio con un incremento sotto tutti i punti di vista: la fluidità viene ulteriormente accresciuta raggiungendo livelli notevoli (tali da annullare completamente l’originale sequenza cinematografica. La visione ricorda in tutto e per tutto quella di una ripresa televisiva o di una telecamera amatoriale) e le immagini, anche rapide, sono quasi totalmente prive di sfocature o elementi non precisamente messi a fuoco. A questo livello di funzionamento, però, gli artefatti sono ancora più evidenti, non tanto come intensità quanto a livello di quantità: è l’insorgenza ad aumentare, anche se non drasticamente, con la presenza degli stessi artefatti citati per la modalità medio (forse si può aggiungervi un accenno di Moiré, visibile su alcune trame molto fini).

Volendo trarre delle conclusioni, si può dire che il 24p Smooth Film è utile più che altro con l’impostazione al minimo, se lo si vuole utilizzare per limare ancora un pochino la riproduzione delle sfumature, mentre su medio e massimo tende a produrre un po’ troppi artefatti, che possono essere notati in modo relativamente facile, distraendo dalla visione. Va comunque specificato che non è assolutamente necessario far ricorso all’interpolazione, per ottenere una resa soddisfacente: i segnali a 24p vengono trattati perfettamente dalla tv (che li porta a 96Hz riproducendo ogni frame 4 volte), e la gestione delle immagini in rapido movimento è garantita dal bassissimo tempo di risposta, pari a 0.4 ms. Grazie alla pronta risposta, infatti, anche le sequenze in rapido movimento risultano sempre molto nitide (ovviamente nel limite di quello che è contenuto nella sorgente: se il motion blur è presente all’origine, la TV non può rimuoverlo), con un livello di dettaglio sicuramente superiore ai precedenti modelli realizzati dal colosso giapponese.  Utilizzando apposite sequenze di test si può rilevare come alcune sfumature di grigio tendano ancora a sfumare le une nelle altre, facendo probabilmente perdere qualcosa in movimento, ma si tratta di comportamenti non visibili nell’utilizzo reale e di conseguenza la perdita di risoluzione causata dal pannello è veramente ai minimi assoluti (probabilmente vedremo di meglio solo con gli OLED).


I risultati sono, invece, molto diversi se si utilizza l’Intelligent Frame Creation: il livello minimo produce risultati identici a quelli osservati col 24p Smooth Film, a cambiare sono l’impostazione medio e massimo. Visualizzando sorgenti con immagini che si muovono rapidamente, come una partita di calcio, si può osservare come attivando l’interpolazione su medio, le linee del campo ed il pallone appaiano decisamente più nitidi, anche durante le transizioni più repentine. Il miglioramento rispetto al normale utilizzo è evidente, ed il numero di artefatti a video è abbastanza ridotto (un paio di volte ci è capitato di notare artefatti sul pallone). La situazione migliora ancora se si utilizza la funzione al massimo dell’intensità: le sfocature praticamente spariscono (rimane qualche imperfezione o leggera mancanza di dettaglio, ma davvero molto poco) e la fluidità risulta perfetta con una presenza di artefatti quasi inalterata, segno che un maggior numero di fotogrammi, nella sorgente di partenza, aiuta l’elettronica a fornire un risultato decisamente migliore.

E’ quindi chiaro che, in caso si utilizzino sorgenti a 50 o 60Hz con molte rapide carrellate, l’Intelligent Frame Creation può risultare utile, al fine di ottenere una visione più nitida e meno affetta da motion blur (anche indotto dalla trasmissione, a causa delle attrezzature di ripresa o dalla natura interlacciata del segnale) ed è quindi consigliabile l’utilizzo su medio, che produce un numero piuttosto ridotto di artefatti introducendo, di conseguenza, più vantaggi che svantaggi.

VIERA Connect e funzioni multimediali

Le funzionalità multimediali e la piattaforma di Smart TV sono direttamente derivate dai modelli dello scorso anno: ritroviamo, infatti, sia i VIERA TOOLS che il VIERA Connect.

VIERA TOOLS raggruppa tutte le voci relative alla riproduzione di audio, foto, video, client e server DLNA ed anche il VIERA Connect.


Viene mantenuta la possibilità di effettuare registrazioni dai tuner integrati, salvando su supporti USB o SD Card. Il funzionamento è semplicissimo così come anche la gestione delle registrazioni che sono raggruppate sotto la voce recorded tv. Tutta la gestione dei client DLNA con streaming di contenuti di varia natura, non è cambiata, mentre è molto curata la riproduzione di video. Anzitutto è possibile, durante la riproduzione di file da supporti USB, selezionare sia la modalità video preferita sia l'aspect ratio, in modo da non dover necessariamente adattare le proporzioni della sorgente a quella dello schermo, producendo indesiderate storpiature. Sono altresì supportati i file mkv con sottotitoli (per selezionarli è sufficiente premere option sul telecomando, e selezionare l'apposita voce dal menu).

Una novità assoluta è la presenza del server DLNA: tramite questa funzione, in pratica, non si utilizzerà più la tv per collegarsi ad altri computer, NAS o dispositivi che fungono da client DLNA per prelevare i contenuti ma, al contrario, sarà la tv stessa a trasformarsi in un server a cui altri dispositivi potranno collegarsi per prelevare qualsiasi file multimediali risiedente su memorie USB o SD Card (comprese le registrazioni effettuate tramite la TV stessa), oltre alle trasmissioni ricevute dai tuner integrati (in questo caso sarà possibile visualizzare lo stesso canale eventualmente in visione sullo schermo del Plasma). Il server può essere impostato anche in modo da funzionare quando la tv è in stand by è sufficiente attivare la carica USB in stand by.

Molte le novità introdotte nel VIERA Connect.


L'interfaccia grafica è rimasta inalterata rispetto allo scorso anno, ed è composta da 4 schermate predefinite che contengono diversi riquadri per l'accesso diretto alle applicazioni (fino ad 8 su un'unica schermata), ed un rettangolo al centro che mostra la sorgente attualmente in uso. E' naturalmente possibile cambiare l'impostazione delle schermate, riorganizzandole a piacimento. Il menu impostazioni, scelta curiosa, non è disponibile in prima pagina, si deve scorrere fino alla terza per trovarlo (un consiglio: per prima cosa disabilitate l'effetto sonoro che accompagna ogni spostamento all'interno del VIERA Connect, alla lunga diventa fastidioso). Le applicazioni predefinite comprendono vari servizi di streaming (si spazia dai trailer cinematografici alle news), Acetrax (per la visione di film in streaming a pagamento), Shoutcast, Skype, previsioni del tempo, Picasa, Daily Motion, Facebook, YouTube ed altri.

L'applicazione dedicata a YouTube è caratterizzata da una interfaccia grafica molto funzionale e piacevole alla vista.


E' inoltre presente l'area Market, ovvero un vero e proprio negozio virtuale dal quale è possibile scaricare applicazioni gratis ed a pagamento.


La scelta è abbastanza varia, quanto a tipologie (meno se si considera la quantità), e comprende anche alcuni videogiochi che si possono utilizzare direttamente sulla tv, senza bisogno di console o pc. Nella foto, ad esempio, sono visibili Asphalt 5, Let's Golf 2 e UNO.

La più grande novità è però costituita dalla presenza del browser web, che è stato relegato all'ultima pagina: a nostro avviso avrebbe meritato una posizione meno defilata, anche perché non è presente alcun modo per accedervi direttamente (o almeno non lo abbiamo trovato: anche il tasto internet, sul telecomando, in realtà serve per accedere al VIERA Connect). Il browser è ben realizzato, con una interfaccia intuitiva, pulita, e comprende anche il flash.


Nell'immagine è ritratto il sito di Alfa Romeo, che ha ormai assunto lo status di test per antonomasia, quando si tratta di testare il supporto al flash (essendo realizzato quasi esclusivamente con questa piattaforma). Il funzionamento è rapido (i caricamenti, compatibilmente con la velocità della connessione utilizzata, sono abbastanza veloci) e comodo, dato che, come si può vedere guardando nella barra degli strumenti in alto a sinistra sono presenti anche le funzioni per ingrandire le pagine. Assolutamente obbligatorio l'impiego del telecomando con touch pad. Il telecomando tradizionale si dimostra molto impacciato e goffo, durante la navigazione: tutte le operazioni sono rallentate moltissimo dalla necessità di muoversi con la croce direzionale, che palesa il suo essere pensata per scopi completamente diversi. Tramite il piccolo telecomando con superficie tattile, invece, si acquista molto in velocità e comodità, complici anche le gestures che permettono di scorrere le pagine in alto od in basso (basta disegnare un cerchio immaginario in senso orario e anti-orario: sulle prime capiterà di ottenere risposte errate, ma con un po' di pratica si prende velocemente confidenza). Rimane piuttosto scomodo, invece, l'inserimento dei testi, che obbliga necessariamente a passare il cursore su ogni lettera, dando la conferma (che è doppia nel caso di vocali, dato che viene aperto un ulteriore sotto-menu contenente le varianti accentate). Decisamente consigliata una tastiera, quindi, per chi volesse scrivere su forum, twitter o facebook.

Diamo, infine, uno sguardo all'applicazione VIERA Remote per iPad (ricordando che è disponibile anche per il sistema operativo Android): nella barra inferiore sono rappresentate 5 icone che consentono l'accesso ad altrettante schermate.


Nella prima schermata troviamo:

  • la croce direzionale
  • il tasto per l'accesso ai menu
  • il tasto per tornare indietro
  • il tasto exit
  • il tasto per accedere ai VIERA TOOLS
  • i quattro tasti colorati, rosso, verde, blu, giallo

La croce direzionale non funziona unicamente toccando le quattro frecce: è possibile anche muovere il cursore del browser liberamente (l'applicazione adatta la schermata automaticamente, quando si utilizza il browser), o utilizzare alcune gestures (ad esempio: muovendosi verticalmente con due dita, si cambia canale, mentre i movimenti circolari, orari ed anti-orari, modificano il volume). E' inoltre possibile utilizzare il touch screen come gamepad, in caso di utilizzino giochi scaricati dal Market.

La seconda schermata ne contiene, in realtà, molte altre a sua volta: basta scorrere verso destra per cambiare la configurazione che appare a video. Si tratta, essenzialmente, di una fedele replica di tutti i comandi presenti sul telecomando in dotazione con la TV.


Qui troviamo:
  • il cambio dei canali
  • la regolazione del volume
  • l'azzeramento del volume
  • la selezione della sorgente
  • i tasti colorati

  • croce direzionale
  • tasto centrale per l'ok
  • menu
  • ritorno
  • VIERA TOOLS
  • exit
  • tasti colorati

  • impostazioni 3D
  • media player
  • menu
  • VIERA Connect
  • SD Card
  • spegnimento automatico
  • game
  • VIERA Link
  • lista dei favoriti
  • formato delle immagini
  • info
  • tasti colorati

  • tasti numerici
  • ultimo canale visionato

  • tasti per l'utilizzo dei file multimediali (play, pausa eccetera).

Nella terza schermata sono contenuti i media che è possibile mandare in streaming sulla TV.


E' quindi possibile, ad esempio, visualizzare immagini o slideshow. Il tutto avviene molto semplicemente, in quanto basta selezionare una foto ed effettuare uno swipe verso la tv (praticamente far scorrere la foto verso l'alto, come se la si volesse, idealmente, inviare alla TV).

Nella terza schermata sono contenuti i media che è possibile mandare in streaming sulla TV.


E' possibile inviare solo parole complete (toccando l'icona a destra, sotto la barra dove il testo viene composto), quindi, in caso di errore, occorrerà cancellare e scrivere nuovamente la parola corretta.

Infine, la quinta ed ultima schermata contiene i settaggi, molto semplici (come del resto lo è il funzionamento dell'applicazione) e basilari.


Utilizzando il browser tramite dispositivo iOS, è possibile iniziare a navigare su tablet o smartphone e poi, tramite un semplice swipe (analogo a quello utilizzato per i media), passare alla navigazione su TV, che metterà in funzione il proprio browser.

Per tutte queste funzionalità è richiesta la connessione di TV e dispositivi alla stessa rete Wi-Fi.

Qualità della sezione audio


Ormai la sezione audio delle tv piatte, complice lo spessore molto ridotto, è tale per cui la si utilizza il meno possibile delegando il compito di riprodurre l'audio ad impianti separati, pena il dover torturare il proprio apparato uditivo con spiacevolezze assortite, tra cui voci metalliche, spazialità e volume estremamente ridotti, suono "inscatolato" ed altre eventuali varianti.

Fortunatamente qualche modello rientra ancora tra le eccezioni che confermano la regola, e tra questi rientra senza dubbio la serie VT50: i dialoghi sono chiari, le voci non presentano sibili (ad esempio sulle "S") e non sono né troppo squillanti, né eccessivamente basse. Buona anche la spazialità che ricrea un fronte che suona, all'orecchio, come più ampio della larghezza della TV avvantaggiando, in questo modo, l'ariosità dei suoni che non danno l'impressione di essere racchiusi nel poco spazio delimitato dallo chassis ma sembrano coprire un'area maggiore.

Volume e bassi (è presente anche un piccolo subwoofer, all'interno), nei limiti di quanto è reso possibile dalla necessità di ridurre al minimo l'ingombro, forniscono una discreta pressione sonora e un effetto abbastanza convincente, che per quanto non riesca a ricreare il vero "pugno nello stomaco" (ovvero l'erogazione di basse frequenze potente e repentina) dato da  un subwoofer vero e proprio, raggiunge un livello qualitativo più che accettabile.

Ovviamente è bene togliersi dalla mente qualsiasi pretesa di qualità assoluta: le prestazioni sono più che discrete ma solo in relazione all'audio integrato nelle TV, se si richiede un'erogazione generosa, bassi a profusione e velleità di particolare rilevanza, allora è assolutamente necessario dotarsi di un impianto home theater, ma fortunatamente è garantito un livello tale per cui, se non si può o non si vuole optare per una soluzione esterna, non ci si troverà a rimpiangere di aver utilizzato la dotazione audio del televisore.

Le molteplici possibilità di intervento tramite il menu audio, inoltre, aiutano ad ottimizzare i risultati, anche in relazione al proprio ambiente: in linea di massima non abbiamo trovato troppo convincenti le eleborazioni di surround virtuale (se alcuni aspetti possono migliorare, è anche vero che ne vengono introdotti altri che influiscono negativamente sui riverberi, spazialità eccessiva e sulla chiarezza dei dialoghi), mentre, se si dispone di una buona dose di pazienza e di un po' di dimestichezza, si possono ottenere buoni risultati tramite l'equalizzatore.

Conclusioni

Il TX-P50VT50 rappresenta la massima espressione qualitativa della tecnologia Plasma realizzata da Panasonic: le nuove tecnologie impiegata, dal Focused Field Drive 2500 al filtro Infinite Black Ultra, passando per la nuova struttura delle celle dei fosfori, hanno prodotti gli sforzi sperati, ed è innegabile che il nuovo modello di punta migliora ulteriormente le prestazioni sotto molteplici aspetti.

La visione in 2D si colloca tra i vertici assoluti, in quanto a qualità delle immagini: il livello del nero, molto basso, e l'ottima luminosità consentono di ottenere una notevole dinamica, e quindi un rapporto di contrasto molto elevato, che dona alle immagini un senso di profondità di campo notevole. Parimenti, la fedeltà cromatica e la naturalezza delle immagini contribuiscono a riprodurre fedelmente le sorgenti, rendendo il nuovo Panasonic una TV perfetta per i cinefili, sempre alla ricerca di un pannello capace di riprodurre i propri film preferiti senza alterare le scelte effettuate dal regista. A questi pregi si accompagna anche un buonissimo livello di dettaglio, aumentato rispetto agli anni precedenti, ed una diminuzione del dithering, ormai visibile solo da distanze tanto ravvicinate da renderlo virtualmente inesistente, durante il normale utilizzo.

Non da meno è la visione in 3D, che si conferma un riferimento per l'intero settore: qui le prestazioni sono migliorate meno sensibilmente, vista la già eccellente base di partenza, ma comunque sia i nuovi occhiali, molto comodi e leggeri, sia la maggiore luminosità, contribuiscono a rendere la fruizione di contenuti tridimensionali ancora più piacevole e coinvolgente. L'unico rammarico è per il tipo di alimentazione utilizzato per gli occhiali attivi: sicuramente la batteria a bottone aiuta ad alleggerire il peso complessivo, però si tratta di una soluzione meno pratica dato che impone di prestare attenzione ai consumi, anche se va detto che sia l'icona su schermo, in fase di riconoscimento degli occhiali da parte della TV, sia il LED di stato posto sugli occhiali stessi, aiutano a tenere d'occhio il livello di carica residua.

Per quanto riguarda il frame interpolation, il discorso va separato in base al materiale su cui viene utilizzato: con le sorgenti a 24p, i blu ray, l'utilizzo è di scarsa utilità sia per l'eccellente capacità del VT50 di gestire immagini in rapido movimento sia per la tendenziale insorgenza di un numero di artefatti non trascurabile, in alcuni frangenti, ragione per cui l'attivazione di questa funzione rimane sconsigliata se non al minimo. Sulle altre tipologie di sorgenti, invece, l'utilizzo può portare benefici, soprattutto in termini di nitidezza sui movimento di camera: gli eventi sportivi, in particolare, possono trarre beneficio dall'attivazione dell'Intelligent Frame Creation su medio.

Di buon livello sono anche le possibilità multimediali: alle funzioni ormai standard, su quelle che ormai vengono comunemente definite Smart TV, si accompagna la facoltà di utilizzare il televisore come media server, condividendo i contenuti con altri dispositivi collegati alla propria rete domestica. Altra gradita aggiunta è il browser web completo di flash, ben realizzato e reso facilmente fruibile dal telecomando con touch pad. Ancora un po' limitato in quanto a numero di applicazioni disponibili, è il Market, ma sono già disponibili diverse applicazioni utili e c'è tutto il tempo per migliorare, data la buona base di partenza.

Riassumendo: si tratta di una tv con funzionalità complete, che dispone di controlli avanzati per la felicità degli utenti più smaliziati, che potranno regolare ogni parametro a puntino, ma che possiede già dei preset ottimi per chi non vuole o non sa addentrarsi in calibrazioni di schermi. La dotazione di serie è davvero completa: c'è il Wi-Fi integrato, 2 paia di occhiali 3D attivi ed anche il doppio telecomando per l'utilizzo quotidiano o quello più votato alla rete ed alla multimedialità. Anche il prezzo di vendita è ottimo, in relazione alla qualità offerta: agli accessori ed alle molteplici funzioni si accompagnano una qualità delle immagini eccellente, tra i vertici assoluti della categoria, ed una qualità costruttiva molto buona, che comprende ottime finiture, un pannello con un'unica lastra di vetro sul frontale, ed un design accattivante. Permangono alcuni difetti, come la gestione dei 50Hz ancora perfettibile, o come la rappresentazione delle sfumature, non esente da qualche piccola pecca, ma complessivamente ci troviamo di fronte ad un modello che migliora le già notevoli prestazioni del precursore, e che mostra qualità difficilmente raggiungibili dai concorrenti (come ad esempio il numero di dettagli sulle basse luci). Non si può che promuoverlo a pieni voti.

Un sentito ringraziamento ad AudioQuality per aver fornito locale e materiali.

PARTE 1 | PARTE 2 

Condividi


17

Commenti

Regolamento Commentando dichiaro di aver letto il regolamento e di essere a conoscenza delle informazioni e norme che regolano le discussioni sul sito. Clicca per info.
Caricamento in corso. Per commentare attendere...
Nicola Buriani

Grazie a te: per i nuovi modelli ci stiamo organizzando.

Luca

La recensione più completa in assoluto su un televisore, complimenti davvero.
Mi piacerebbe però che recensiste anche altri top di gamma, e soprattutto il nuovo panasonic zt60.
Complimenti ancora.

Paolo Vanzini

recensione spet-ta-co-la-re!!!!!
Il mio g30 verrà cambiato a breve

Alessandro_Di_Fulvio

Grazie ;)

Nicola Buriani

1999€ di listino.

Paride

Davvero complimenti per l'analitica recensione....una delle più accurate e piacevoli da leggere sul web!!
...e brava anche Panasonic che sforna prodotti ogni anno sempre "più eccellenti"; se la politica dell'azienda rimarrà questa credo che quando dovrò sostituire il mio VT20 acquisterò sempre un loro pannello!

Alessandro_Di_Fulvio

Non ho avuto tempo di leggere tutta la recensione... quindi non so se lo hanno detto gia, da qualche parte nell'articolo ma... quanto costa? :)

kong

must buy!

FrancescoCurci

Davvero complimenti per la recensione, una delle più approfondite che io abbia mai letto!

Aceomron

si confermo io ho il v20 e il pannello dovrebbe essere un g12...

Nicola Buriani

Grazie, se hai domande o rilievi da fare, sono qui anche per questo.

Nicola Buriani

Ti ringrazio, mi fa piacere che ti abbia interessato anche se non si tratta di prodotti che generalmente segui.

etc_init_d

non sono interessato a questo genere di prodotti, ma ho letto molto volentieri la recensione, mi è sembrata molto approfondita..
complimenti!

andrewcai

quello del''anno scorso è il vt30

JohnT

Ottima recensione, Nicola, come sempre del resto...

Emanuel Iannoli

Io ho quello dell'anno scorso il P42VT20 42" 3D 600 Hz FullHD quindi da questo mi aspetto solo che sia migliore, ma quello mio non è da meno... ;)

Guest

Pollice in su se come me, dopo aver visto questa recensione, siete passati direttamente alla conlusione :)

Realizzato un display virtuale che crea forme fluttuanti nell'aria (video)

Superconduttore da record, con una forza di 3 tonnellate nello spazio di una palla da golf

Uno scienziato propone di costruire muri alti 300 metri, per fermare i tornado

Sharp realizza un pannello AMOLED da 13,3" con risoluzione 8K