Pentagono e il progetto Phoenix: come recuperare e riciclare parti di satelliti in disuso (video)
Di Gabriele Arestivo il 29 giugno 2012
Come noto, il problema della “spazzatura in orbita” è più che attuale e sono diverse le soluzioni presentate per porre un limite agli eventuali danni che i satelliti non più in funzione possono causare. Ricorderete CleanSpace One, lo “spazzino” concepito allo Swiss Space Center per ridar lustro alla cintura di rifiuti che avvolge la Terra a 2000 km di altezza.
A differenza di quest’ultimo che mira ad eliminare fisicamente i detriti, nasce il progetto Phoenix del Pentagono, un’ambizioso programma che dovrebbe partire entro il 2015 e prevede il recupero dei componenti riutilizzabili dai satelliti spenti e vaganti.
Il processo avverrebbe utilizzando due principali componenti: un satellite “tuttofare” in grado di raggiungere e prelevare fisicamente le parti meccaniche interessate (come le antenne) ed uno adibito a contenere e stoccare il tutto. Le difficoltà principali stanno nello sviluppo del primo, capace di raggiungere qualsiasi detrito in orbita ed eseguire delicatissime operazioni di disassemblaggio per ricavarne solo gli elementi riciclabili di altissimo valore economico.
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