Toshiba vuole rivoluzionare la fotografia con il sensore che cambia focus dopo lo scatto
Di Gabriele Arestivo il 28 dicembre 2012
Quanti dei vostri scatti finiscono nel cestino ancor prima di arrivare sul PC a causa di una maldestra messa a fuoco? La risposta è più che scontata per molti di noi, a volte delle fotografie particolarmente interessanti devono essere scartate necessariamente, a malincuore, perchè neanche Photoshop può riportare assoluta vividezza degli elementi se completamente fuori fuoco.
La soluzione l’ha in tasca Toshiba, riprendendo quelli che sono i principi messi in pratica dalla startup americana che ha dato vita a Lytro, la piccola fotocamera già capace di cambiare il piano di messa a fuoco dopo lo scatto e angolo d’inquadratura, operazioni che speriamo ben presto potranno essere riprese da altre case produttrici. Toshiba vuole esportare questa tecnologia, sviluppando un sensore con tali capacità dedicato a settore degli smartphone e tablet.
Il piccolo modulo cubico mostrato in foto ha lati di un solo cm e contiene ben 500.000 lenti, ognuna del diametro di 0.03mm, posti davanti ad un sensore che misura 5x7mm. Una struttura simile al sistema visivo degli insetti, che si affidano a tantissimi piccoli occhi. Il risultato di uno scatto è una immagine veramente complessa, formata da 500.000 differenti versioni, ognuna delle quali basata su un piano diverso di messa a fuoco. Ciò che si ottiene è una foto interamente messa a fuoco, qualsiasi sia la distanza degli elementi presenti nel campo visivo, una vera rivoluzione per le fotocamere di smartphone e tablet.
I vantaggi rispetto a Lytro sono evidenti, con una miniaturizzazione di questa tecnologia che dovrebbe essere disponibile sul mercato a partire dalla fine del prossimo anno, nel frattempo occhio a mettere a fuoco tutto ciò che desiderate, sarà quasi impossibile tornare indietro.
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