Samsung illustra le caratteristiche di HDR10+ con metadati dinamici

10 Luglio 2017 14

Samsung ha tenuto un Summit negli Stati Uniti per illustrare le potenzialità dei QLED TV. Tra i temi trattati c'era anche HDR10+, il nuovo formato sviluppato come evoluzione di HDR10. Parliamo quindi di elevata gamma dinamica tecnologicamente più avanzata rispetto al livello base costituito proprio da HDR10. HDR10+ è codificato come standard SMPTE ST 2094-40. Non sarà quindi un formato esclusivo di Samsung: tutti lo potranno utilizzare senza dover pagare royalties.

Le specifiche di base sono le stesse di HDR10: troviamo quindi lo spazio colore BT.2020 utilizzato come "container" per il DCI-P3 (che determina effettivamente le coordinate cromatiche di primari, rosso, verde, blu e secondari, ciano, magenta e giallo), una profondità del colore a 10-bit e il ricorso a Perceptual Quantizer (PQ) ed EOTF (Electro-Optical Transfer Function: qui potete trovare maggiori informazioni). Per capire quali sono le concrete differenze tra HDR10 e HDR10+ occorre prima spiegare il funzionamento dei metadati, quelle informazioni che permettono di gestire le immagini in HDR.


I metadati comprendono una serie di informazioni. Le prime riguardano il picco di luminosità e il livello del nero (quindi i due estremi della scala) relativi ai display utilizzati per realizzare i contenuti che vengono poi visionati sui TV. Molto importanti sono anche il MaxCLL e il MaxFALL. MaxCLL è l'acronimo di "Maximum Content Light Level" e rappresenta i livello di luminosità del pixel più luminoso presente nel flusso video. MaxFall, ovvero "Maximum Frame-Average Light Level", indica invece il livello medio più elevato inerente la luminosità del fotogramma più luminoso.

Questi due parametri sono molto importanti per il tone mapping. Di cosa si tratta? I contenuti in HDR vengono generalmente prodotti con un tetto massimo di luminosità fissato a 1.000 cd/m2 - nits o 4.000 cd/m2 - nits. Quando un TV non raggiunge questi livelli deve compensare per far rientrare le informazioni entro i limiti imposti dalle proprie caratteristiche. Il procedimento che si applica è proprio il tone mapping. Al momento non esiste una procedura standard per gestire questo tipo di elaborazione. Ogni produttore utilizza algoritmi differenti che producono risultati a volte decisamente distanti tra loro.

HDR10: a sinistra le alte luci sono "bruciate", a destra si perdono dettagli sulle zone scure

Samsung mostra due esempi per far capire cosa può succedere quanto si ricorre al tone mapping. Si può preservare il livello del nero, assicurando che le immagini scure non risultino troppo buie e quindi con perdita di dettagli (tutto troppo nero per distinguere i particolari). In questo modo si vanno però a penalizzare le alte luci, quindi le porzioni più luminose, che appariranno troppo brillanti e quindi "bruciate", un'espressione utilizzata per indicare immagini che finiscono per diventare indistintamente bianche.

Se si applica il concetto opposto, ovvero privilegiare le alte luci, si può mantenere un buon dettaglio nelle porzioni più luminose ma si rischia di penalizzare la riproduzione delle scene più buie. Queste ultime possono quindi apparire troppo spente e prive di tutti i particolari che lo spettatore dovrebbe poter distinguere.

HDR10+ con metadati dinamici

È proprio per questo che nasce HDR10+ con metadati dinamici. Cosa cambia? Con questo tipo di approccio il tone mapping non è più applicato secondo valori prefissati e sempre uguali, indipendentemente dalle scene che si devono visualizzare. Anche il tone mapping diviene quindi dinamico ed è possibile applicare differenti elaborazioni in modo da ottimizzare i risultati in base alla luminosità di ciascuna scena. Non si deve quindi scegliere cosa preservare: una scena scura viene elaborata (più precisamente viene applicata una differente curva) in un determinato modo mentre una scena luminosa viene gestita diversamente.

HDR10+ è retro-compatibile: il flusso video si può quindi visualizzare anche su display che supportano solo HDR10 (ovviamente vengono a mancare i metadati dinamici). Al momento si parla solo di streaming poiché l'utilizzo di sorgenti via HDMI richiede HDMI 2.1. Samsung ha già siglato un accordo con Amazon Video che porterà contenuti in HDR10+ sui alcuni TV.

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Commenti

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giampietra

@Nicola Zucchini Buriani

Complimenti per l'articolo sintetico ma allo stesso tempo esauriente e comprensibile.
Sono questi gli articoli che mi aspetto da una testata di tecnologia, utili ad informare e a "formare" degli utenti più consapevoli..

Svasatore

Il Sony supera i 2000 lumen e in un anno l'hanno alzata del 100% e più.
Perché non dovrebbero riuscirci o arrivarci vicino tipo 3500 nits?
Poi lo hanno detto che entro pochi anni arriveranno a 8000 nits.
HDMI 2.1 é relazionata con l'hdr 10+ che per funzionare al meglio ha bisogno di 4000 nits.
Arriveranno entrambe il prossimo anno.

andrea55

La nuova gamma raggiunge i 2000 nits quindi sarebbe anche fattibile, però 4000 nits non sarebbero eccessivi?

marco

io uso il TV KS9000 che fa 1000nits e credetemi che al buio è più che sufficiente, tipo se su una scena classica l'attore ti punta la torcia, è quasi fastidiosa... figurarsi a 4000nits ti bruci la retina !!!!

Ajeje Brazorf

Non capisco il nesso tra l'hdmi 2.1 e la luminosità...
È impossibile che in un anno il picco di luminosità venga quadruplicato. Adesso siamo sui 1000-1500 nits (e l'anno scorso pure), quindi che l'anno prossimo vengano raggiunti i 4000 nits è impossibile.

il Gorilla con gli Occhiali

HDR10+ ma di cosa parliamo? Il miglior HDR mai creato!

Dante Cheda

I tv di oggi saranno in grado di riprodurre HDR10+ tramite un upgrade del firmware? O sarà impossibile? Serve davvero l'hdmi 2.1? Dolby Vision è già dinamico e l'hdmi 2.0a è sufficiente, o mi sbaglio?

Svasatore

Bah commento inutile poiché si parla di hdr+ che può funzionare anche sugli OLED.

Svasatore

Non ancora ma il prossimo anno quasi sicuramente.
Tanto arriverà anche l'hdmi 2.1

Davide

In realtà sugli lcd è facile accorgersene, la retroilluminazione con gli hdr viene sparata sempre e comunque anche quando non serve e questo penalizza il livello del nero.
Discorso ben diverso con gli oled.

limada

Non c'è niente da capire, basta mettere lo stesso programma su tre diversi tv e vedere la differenza.

d4N

Ma ci sono in vendita televisori con picchi di luminosità a 4000 nits?

ghost

Quando qualcuno capirà la differenza tra normale e hdr/ hdr + ecc senza usare grafici ed esempi sarà una bella conquista

limada

Cosa non si fa, per far passare come novità un semplice TV led, confezionato con bella carta regalo e nastri d'argento ed oro.

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