Prime impressioni sui proiettori professionali Panasonic, Laser, con Miracast e calibrazione automatica

26 Agosto 2014 4

Panasonic è un marchio storico, nel mercato dell'elettronica di consumo. La sua fondazione risale al 1918, per mano di Konosuke Matsushita, che diede il suo nome alla compagnia. Panasonic, infatti, è l'attuale denominazione, ma in precedenza il colosso nipponico era conosciuto come Matsushita Electric Industrial Co., Ltd. Questo breve cenno storico ci è stato utile per rendere chiaro il ruolo ricoperto nel corso degli anni: Panasonic è tra le compagnie più importanti al mondo, nel suo campo, ed è infatti molto nota per i suoi prodotti consumer, ovvero quelli indirizzati agli utenti finali. Non è però questo l'unico ambito in cui il marchio giapponese opera: vi sono, infatti, anche numerosi prodotti B2B (Business to Business), ovvero tutta la gamma professionale, indirizzata non all'utente finale, ma ad un'ampia platea di professionisti, che la utilizza per realizzare servizi o contenuti.

I prodotti professionali Panasonic non sono di certo sconosciuti a chi opera in alcuni ambiti, ma è invece vero che molti utenti consumer non hanno un'idea precisa di ciò che è possibile trovare sul mercato. Si tratta, in sostanza, di soluzioni che restano spesso limitate ai professionisti che li potrebbero utilizzare, il che, se da un lato appare assolutamente sensato, dall'altro tende a nascondere, al grande pubblico, tecnologie e dispositivi molto interessanti, dotati di funzioni che giungono poi, nel tempo, anche sui prodotti di largo consumo. In questo articolo presenteremo una panoramica sull'attuale gamma di proiettori (mentre in altri due articoli vedremo i display e le videocamere), approfittando di una presentazione a cui abbiamo potuto assistere.

Iniziamo dalla tipologia di prodotti numericamente più ricca, ovvero quella dei proiettori. Il modello più interessante è sicuramente il PT-RZ670. In cosa consiste la peculiarità di questo esemplare? La risposta va ricercata nella sorgente luminosa, costituita da un ibrido LED/Laser. A riprodurre le componenti cromatiche blu e rossa sono due LED (ovviamente uno blu ed uno rosso), abbinati ad un Laser che irradia una ruota colore, contenente fosfori verdi. Questa tecnologia, che non prevede il ricorso ad una tradizionale lampada, è denominata Solid Shine, e consente numerosi benefici. Anzitutto la lunga durata: fino a 20.000 ore, senza necessità di effettuare alcuna operazione di manutenzione. In secondo luogo si ottiene una totale versatilità, in fase di installazione: il proiettore può essere posizionato "a 360°", sia in orizzontale che in verticale. Notevole anche l'affidabilità, garantita per un funzionamento 24/7, grazie al sistema di raffreddamento a liquido di nuova concezione.


Vediamo le specifiche: PT-RZ670 è provvisto di una singola matrice DLP da 0,67", provvista di risoluzione WUXGA, 1920 x 1200 pixel in formato 16:10. La luminosità è notevole: ben 6.500 lumen, più che sufficienti per un uso anche in ambienti con una buona quantità di luce. Fuoco e zoom sono motorizzati, ed è inoltre disponibile il lens-shift (lo spostamento dell'immagine), anch'esso motorizzato, con un'escursione pari a +50% in verticale e ±10% in orizzontale. I segnali video vengono elaborati dal Detail Clarity Processor 3, che aumenta dettaglio e nitidezza, mentre il System Daylight View 2 migliora la resa dei colori, quando si utilizza il proiettore in ambienti luminosi. L'elaborazione del segnale è completamente effettuata a 10 bit. Da segnalare anche la presenza della connettività DIGITAL LINK, basata su HDBaseT: per chi non conoscesse questo tipo di soluzione, ricordiamo che si tratta di un'utilissima opzione (che ci piacerebbe vedere utilizzata in molti più prodotti), capace di trasmettere flussi audio-video (ma non solo: possono essere veicolati anche comandi, ad esempio), su cavo CAT5e o superiore, fino a 100 metri di distanza, senza perdita di segnale e senza compressione (per dare un riferimento, basti pensare che HDMI può iniziare ad avere problemi quando si passano i 10 metri).

Trattandosi di un modello professionale, non mancano tutte le opzioni per l'utilizzo combinato di più unità, in modo da formare un'unica immagine di dimensioni molto ampie. Troviamo, quindi, le funzioni Edge Blending e Color Matching, (per far combaciare i bordi e la riproduzione cromatica), la funzione di controllo della luminosità per più unità (in modo da poter armonizzare il flusso luminoso) e la funzione di regolazione geometrica per schermi di forma particolare (curvi, sferici, eccetera). Completa la dotazione la possibilità di controllare il proiettore tramite un web browser.


Il proiettore PT-RZ670 era abbinato ad una lente a tiro ultra-corto, capace di riempire ampie diagonali ad una distanza molto ridotta dallo schermo. L'ottica in questione prende il nome di ET-DLE030, e consente di proiettare da una distanza minima di soli 370mm dallo schermo (il rapporto di tiro è 0.38:1). Questo risultato viene raggiunto grazie ad un sistema di specchi, con un risparmio, in termini di spazio occupato, pari a circa il 60%. Le applicazioni possibili sono molteplici, e permettono, ad esempio, di evitare situazioni come quelle in cui si deve proiettare il fascio di luce in uno spazio commerciale limitato e molto affollato, dove oggetti o persone si frappongono continuamente alle immagini proiettate. Il vantaggio si conferma anche in applicazioni verticali, ad esempio per staging, musei o trasporti, dove non sempre è possibile appendere un sostegno per il proiettore o dove non c’è spazio a sufficienza, sia davanti che dietro il proiettore, per ottenere un’immagine delle dimensioni richieste.

ET-DLE030 può essere usata in sinergia con l'Edge Blending, sia verticale che orizzontale, per rendere gli schermi ancora più grandi. L'edge blending permette di combinare l'immagine proveniente da più proiettori, correggendo automaticamente la geometria delle immagini: in sostanza consente di creare un quadro di maggiori dimensioni, facendo combaciare i bordi delle immagini di tutti i proiettori in uso. La compatibilità (con i proiettori) è molto estesa: tra i modelli supportati citiamo PT-DZ870, PT-DW830, PT-DX100, PT-DZ770, PT-DZ680, PT-DW740, PT-DW730, PT-DW640, eccetera.


Le immagini proiettate dal PT-RZ670, con l'ottica a tiro ultra-corto, ci sono sembrate convincenti: il flusso luminoso è effettivamente molto elevato, tanto da poter rendere piuttosto bene anche in un ambiente fortemente illuminato. L'ottica ET-DLE030 offre una versatilità non comune, aprendo le porte ad installazioni altrimenti impossibili, senza comportare un detrimento percepibile, per quanto concerne la qualità video. Aberrazioni cromatiche e problemi geometrici, infatti, sembrano virtualmente assenti. In sostanza il sistema mostrato da Panasonic offre molti punti di forza: alta luminosità, elevata versatilità e lunga durata, senza doversi preoccupare di manutenzione e con operatività praticamente ininterrotta, grazie al sistema di raffreddamento a liquido.

Passiamo ora a quella che, senza ombra di dubbio, costituisce la novità più rivoluzionaria del lotto. In questo caso non si tratta di un proiettore, bensì di un software, denominato ET-CUK10. Il nomenclatura per esteso è molto più esplicativa: Auto Screen Adjustment Upgrade Kit. In sostanza si tratta di un'espansione opzionale per il Geometry Manager Pro, un software che permette di utilizzare varie funzioni per realizzare immagini formate da molteplici proiettori. Come abbiamo già menzionato in precedenza, può essere utile sfruttare più proiettori, per comporre immagini di dimensioni maggiori. In tutti questi casi, però, si rende necessario armonizzare il quadro creato da ogni singola macchina, in modo che i bordi, i colori e la luminosità risultino perfettamente omogenei. I software di gestione, come appunto il Geometry Manager Pro, dispongono di potenti strumenti, in grado di garantire una notevole flessibilità. E' però necessario calibrare a mano tutti i parametri, un procedimento che può essere laborioso (specialmente se i proiettori sono molti) e che va ripetuto ogni volta che si modifica anche un solo parametro.


Auto Screen Adjustment Upgrade Kit risolve proprio queste problematiche, proponendo un sistema semplice ed estremamente potente, in grado di effettuare tutte le regolazioni necessarie, impiegando pochi minuti. I requisiti sono i seguenti: i proiettori devono essere compatibili col software (sono supportati PT-DZ21K, PT-DS20K, PT-DZ13K, PT-DS12K, PT-DZ10K e PT-DZ870), con un collegamento via LAN, mentre il computer che gestisce tutte le operazioni deve essere connesso, via USB, ad una fotocamera Nikon D5200 o superiore. E' infatti la fotocamera ad inviare le informazioni sulle immagini proiettate, in modo da consentire al software di apportare le dovute correzioni.

In fase di avvio si può decidere la conformazione dell'immagine da comporre ed agendo su altri parametri: tutto il resto è totalmente automatizzato, ed i risultati sono davvero ottimi. Abbiamo potuto assistere alla calibrazione relativa ad un ampio schermo curvo, sul quale proiettavano due PT-DZ870. Il risultato lo potete ammirare nell'immagine allegata poco sopra: non vi è alcuna problematica relativa a bordi, colori o luminosità. L'operazione è stata portata a termine in meno di una decina di minuti. Non temiamo di sbilanciarci, dicendo che si tratta di una soluzione davvero geniale, in grado di semplificare enormemente la gestione di proiettori multipli (è possibile controllarne fino a 48).


Come abbiamo menzionato, i proiettori utilizzati per la dimostrazione del nuovo software erano i PT-DZ870, modelli DLP ad un singolo chip da 0,67", con risoluzione WUXGA, 1920 x 1200 pixel. La lampada è doppia, con due unità da 420W, per una luminosità di 8500 lumen. La doppia lampada può essere utilizzata non solo per ottenere la massima luminosità, ma anche per una operatività 24/7, alternando prima una lampada, poi l'altra. Il rapporto di contrasto dinamico, misurato con iris dinamico attivo, è pari a 10.000:1. Tra le funzioni presenti ritroviamo il Detail Clarity Processor 3 ed il System Daylight View 2, alle quali si aggiunge la Dynamic RGB Booster, che analizza le immagini fotogramma per fotogramma, modulando la potenza della lampada a seconda dei contenuti da riprodurre, per ottenere una luminosità ed una fedeltà cromatica ottimali. L'elaborazione del segnale è a 10 bit, ed è anche presente il supporto alle sorgenti 3D, tramite occhiali attivi o passivi. Completano la dotazione il supporto allo standard DICOM, la presenza della connettività DIGITAL LINK, il controllo tramite web browser, le funzioni integrate per la proiezione con più unità ed infine le numerose ottiche opzionali.

Dai proiettori ad alta luminosità, si passa a quelli più compatti e trasportabili, iniziando dal PT-LW330.


La tecnologia muta, onde adattarsi alle minori dimensioni: non più DLP, dunque, ma 3LCD, con 3 matrici RGB da 0,59", dotate di risoluzione pari a 1280 x 800 pixel, in formato 16:10. La luminosità si assesta sui 3.300 lumen, con un rapporto di contrasto pari a 5.000:1. Il ciclo di vita della lampada è molto elevato: si va da un minimo di 4.000 ad un massimo di 8.000 ore, in modalità Eco2. Buona anche la rumorosità: nonostante il robusto flusso luminoso, Panasonic dichiara un livello di rumore misurato in 29dB. L'ottica è dotata di zoom (1,2x) e fuoco manuali, con un rapporto di tiro pari a 1,46 - 1,75:1.

Particolarmente interessanti le numerose funzioni multimediali: LW330 è dotato di due porte USB, una Tipo A ed una Tipo B. Quella Tipo A viene impiegata per il Memory Viewer, ovvero un media player integrato, capace di riprodurre file JPEG, BMP, testo e PDF, prelevati da qualunque memoria collegata. Tramite la porta Tipo B, invece, si può sfruttare la funzione USB Display, che preleva il segnale audio/video da un PC collegato, con un solo cavo, senza la necessità di installare software. Degna di menzione è anche la funzione Daylight View Lite: il suo compito consiste nel misurare l’illuminazione circostante, tramite un sensore luce incorporato, al fine di correggere le impostazioni dell’immagine in tempo reale, proiettando dettagli nitidi e chiari anche in ambienti scarsamente o intensamente illuminati.. Completa la dotazione lo speaker mono da 10W, per riprodurre i suoni anche in assenza di un impianto dedicato.

Molto simile al PW330 è il PT-VW345NZ, che presenta alcune caratteristiche peculiari.

I punti in comune, rispetto al modello appena illustrato, sono numerosi: ritroviamo la stessa tipologia di matrici, sempre 3LCD da 0,59", con risoluzione pari a 1280 x 800 pixel. Anche la lampada è identica, mentre è differente il flusso luminoso, che sale a 3.700 lumen. Diminuiscono, invece, sia la durata della sorgente luminosa (4.000 - 6.000 ore), sia il rapporto di contrasto, che si attesta sui 3.000:1. Zoom (1,6x) e fuoco sono sempre manuali, con un rapporto di tiro pari a 1.2 - 1.9:1. Sono inoltre presenti sia il Memory Viewer che il USB Display, ai quali si aggiunge una novità sostanziale, ovvero la connettività Wi-Fi dual band. VW345NZ è quindi in grado di proiettare immagini da PC collegati in rete, fino a quattro contemporaneamente, con un massimo di 16 immagini visualizzabili come piccole anteprime. Panasonic ha realizzato un'apposita applicazione per dispositivi iOS e Android, in modo da poter condividere vari tipi di contenuti anche da smartphone o tablet, senza cavi e senza dover utilizzare altri tipi di sorgenti. E' inoltre supportata anche la tecnologia Miracast, utile per effettuare il mirroring da qualunque prodotto compatibile.

Di natura completamente diversa è il PT-RZ470, un altro proiettore dotato di tecnologia Solid Shine, e quindi sprovvisto di lampada, sostituita dalla soluzione ibrida LED/Laser.


Per evitare il fenomeno del color breaking, anche conosciuto come rainbow, Panasonic utilizza il sistema 30x Drive, che accende e spegne LED e Laser in modo rapidissimo, per evitare che l'occhio possa notare una sorta di "lampi" formati dalle singole componenti cromatiche primarie, una specie di effetto arcobaleno che conferisce, per l'appunto, il nome a questo fenomeno. Anche il sistema di raffreddamento è studiato ad hoc, per consentire un'efficace dissipazione del calore generato dal Laser, consentendo di operare in ambienti fino a 45° e con una rumorosità di 29dB. I dati di targa riportano l'utilizzo di un singolo chip DLP da 0.65", con risoluzione Full HD e luminosità di 3500 lumen. Il rapporto di tiro è di 1.46 - 2.94:1, con uno zoom manuale 2x. Il rapporto di contrasto è pari a 20.000:1, con la presenza del lens shift (verticale: + 73%, -48%; orizzontale: +27%, -35%). Completano la dotazione la connettività DIGITAL LINK ed il supporto alle sorgenti 3D, ottenuto tramite il ricorso ad occhiali attivi.

RZ470, pur utilizzato con un'installazione in retroproiezione (come potete osservare nelle immagini, il proiettore era collocato dietro lo schermo) in ambiente luminoso, riusciva comunque a restituire un quadro piuttosto contrastato e luminoso, confermano la solidità della tecnologia Solid Shine di Panasonic.

Il penultimo modello di cui parleremo è il PT-EZ580, un modello molto versatile, per quanto riguarda le possibilità di installazione.

La tecnologia è, ancora una volta, quella 3LCD, con matrici da 0,76" e risoluzione WUXGA, 1920 x 1200 pixel in formato 16:10. La luminosità si attesta sui 5.400 lumen, con un rapporto di contrasto pari a 5.000:1. Zoom, fuoco e lens shift (±60%% in verticale e ±10% in orizzontale) sono motorizzati, il che significa che si è in grado di regolare tutti i parametri da telecomando, rendendo l'installazione molto più pratica. La durata della lampada si attesta tra le 4.000 e le 4.500 ore. La dotazione comprende la connettività DIGITAL LINK (che, come abbiamo visto, è ora presente su moltissimi prodotti, scelta molto lungimirante) e le modalità picture-in-picture e picture-by-picture, che consentono di visualizzare due immagini su schermo, simultaneamente (affiancate oppure con una più piccola, visualizzata come finestra).

A chiudere la panoramica è un vero e proprio colosso, il PT-DZ16K: le misure sono 620 x 291 x 800 millimetri, con un peso di ben 43 chilogrammi.

La tecnologia utilizzata è quella DLP, nella sua variante migliore, ovvero a 3 chip, con matrici da 0,95" a risoluzione Full HD. Il rapporto di contrasto è pari a 10.000:1, con zoom, fuoco e lens shift (variabile in funzione della lente utilizzata) motorizzati Questo prodotto è concepito appositamente per ridurre il Total Cost of Ownership (TCO, ovvero il costo di gestione), proponendosi come una soluzione affidabile, capace di garantire luminosità elevata ed una non complessa manutenzione. La luminosità massima ammonta a 16.000 lumen, ed è erogata grazi ad un sistema che utilizza ben quattro lampade UHM da 420W ciascuna. La durata delle lampade è di circa 3.000 ore, mentre il filtro Eco non richiede manutenzione fino a 12.000 ore di utilizzo. Per garantire la massima efficienza sono state adottate due interessanti soluzioni: Lamp Relay permette di alternare le lampade, in modo da poter operare 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Il sistema di raffreddamento è a liquido, ed è prevista un'apposita funzione per passare da una lampada alle altre, nel caso in cui una delle quattro dovesse esaurirsi. La serie PT-DZ16K può essere gestita da remoto, grazie al software ET-SWA100 di Panasonic, per il controllo e monitoraggio proiettori.


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Commenti

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Emanuele

poi alla fine delle 20.000 ore c'è un altra "spesuccia"

Giorgio

Probabilmente in un'arena o sala conferenze di hotel a 6 stelle (Dubai o simili).
Per ora è solo un prodotto d'elite.

supertux

Quello del gigante alla fine di "solo" 50.000€.
La cosa che mi ha incuriosito di più è il fatto di fare "l'immagine multipla" con 48 proiettori sia per il risultato finale sia perché solo di proiettori costa 2,4mln e non riesco ad immaginarmi un posto dove possa essere usata una configurazione del genere.

Lybs

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