Dal 2019 le emittenti dovranno trasmettere almeno un film italiano a settimana

03 Ottobre 2017 204

Il Ministro della Cultura Dario Franceschini ha ottenuto l'approvazione di un decreto legislativo destinato a modificare sostanzialmente le quote di programmazione e gli investimenti di emittenti e servizi legati ai contenuti audio-visivi. Il provvedimento è mutuato dal sistema francese, in vigore già dagli anni '80, e anticipa la direttiva europea sui "servizi media e audiovisivi", in via di definizione. Quest'ultima introdurrà obblighi di programmazione e investimento anche per i servizi on demand (quindi Netflix, Amazon e via discorrendo).

L'obiettivo ultimo consiste nel valorizzare le produzione europee e soprattutto quelle italiane. Tutti gli operatori (emittenti e servizi on demand) dovranno destinare parte dei propri investimenti e del palinsesto a film, serie TV, documentari e cartoni animati realizzati nel nostro Paese. Vediamo cosa cambia in concreto:

  • viene definita una quota minima per tutte le opere europee pari al 55% per tutti gli operatori nel 2019, quota elevata al 60% a partire dal 2020;
  • a decorrere dal 2019, è introdotta una sotto quota riservata alle opere italiane di qualsiasi genere; per la Rai sarà almeno la metà della quota prevista per le opere europee, per le altri emittenti dovrà corrispondere ad almeno un terzo della quota prevista per le opere europee;
  • il rispetto delle percentuali si riferisce all'intera giornata di programmazione;
  • nel Primetime (fascia oraria 18-23) una quota del tempo settimanale di diffusione deve essere riservata a film, fiction, documentari e cartoni italiani: 12% per la Rai, 6% per gli altri fornitori. Si tratta di 1 film o fiction o documentario o animazione italiani a settimana. Per la RAI l'obbligo è di 2 opere italiane a settimana, di cui una cinematografica.

Per gli investimenti la quota per gli operatori privati è pari ad almeno il 10% degli introiti netti annui, elevata al 12,5% dal 2019 e al 15% dal 2020 (alle opere italiane deve essere destinato a regime il 4,5%). La quota prevista per la Rai è pari ad almeno il 15% dei ricavi complessivi annui, elevata al 18,5% dal 2019 e al 20% dal 2020 (il 5% a regime per le opere italiane). Agcom dovrà verificare il rispetto degli obblighi e comminare le sanzioni. Queste ultime potranno raggiungere importi notevoli: si parla di cifre che arrivano ad un massimo di 5 milioni di Euro o il 2% del fatturato (se superiore ai 5 milioni di Euro).

I broadcaster, ovvero Rai, Mediaset, Sky, Discovery, La7, Viacom, Fox, Disney e De Agostini, hanno espresso un forte disappunto per il contenuto del decreto:

Da quanto trapela sullo schema di decreto sugli obblighi di programmazione e investimento in opere europee ed italiane, approvato oggi dal Consiglio dei ministri, i broadcaster non possono che esprimere profonda delusione per aver dovuto constatare che le loro richieste costruttive, supportate da dati sugli investimenti e sulle dinamiche di mercato, non sono state accolte. L'impostazione anacronistica, dirigistica (quasi ad personam) e punitiva del ministro Franceschini è rimasta infatti sostanzialmente immutata nel testo condiviso dal Consiglio dei ministri. Ad essere danneggiata sarà così l'intera produzione audiovisiva italiana, con pesanti ricadute negative sull'occupazione del settore. Spiace anche leggere nel comunicato del ministero affermazioni non veritiere relative all'accoglimento di tutte le richieste dell'Autorità e sull'applicazione in anticipo e in coerenza alla nuova direttiva europea sui servizi media audiovisivi. In realtà la direttiva, per quanto riguarda l'attività di broadcasting tradizionale, non ha modificato in alcun modo l'attuale regime degli obblighi di programmazione e di investimento (peraltro calcolata in maniera non cumulativa e solo su parte degli introiti), al contrario di quanto è previsto nella riforma Franceschini, che trasferisce nel nostro ordinamento solo la parte peggiore di un sistema francese che si è dimostrato inadeguato e inefficiente per la stessa Corte dei Conti di quel Paese. Le imprese di broadcasting sono in realtà quelle che, duramente penalizzate dalle nuove disposizioni oggi approvate, con i loro investimenti garantiscono lo sviluppo dell'industria creativa e difendono la cultura in ambito europeo.


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Commenti

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Gigi

Sono assolutamente d'accordo, sono anni che non vedo piu la tv seguendo un palinsesto, è stata la mia liberazione. Vedo quello che voglio, quando voglio e come voglio.

Gabriele

nessuno ti costringe a fare nulla.
Basta spegnere la tv o cambiare canale, se non vuoi vedere un programma

DeeoK

Mah, no.
Sono due tv diverse: a volte non mi va l'on demand perché devo scegliere e non so cosa voglio vedere, quindi subire passivamente quella scelta ha un perché oltre al fatto di poter scoprire prodotti nuovi.
D'altro canto non arriverò mai ai livelli di guardare passivamente qualcosa che mi fa ca*are solo perché non c'è altro. Personalmente sono pieno di interessi e se la tv non mi soddisfa faccio altro. Al limite meglio stare a spasso due ore con il cane ascoltando musica piuttosto che vedere Don Matteo.
Comunque pure Sky ha la pubblicità.

TheZeion

vero, ma a palinsesto sei "costretto" a guardare il meno peggio, se la rai passa Don Matteo in prima serata quando sulle altre reti non mandano serie, e tu guardi solo serie, ecco che ti guardi Don Matteo. Se invece, in un ottica on Demand, puoi guardarti quello che vuoi quando vuoi, ecco che Don Matteo finisce nel dimenticatoio. Le pubblicità inoltre variano di prezzo in base anche alla fascia oraria, e hanno senso nelle tv non criptate perché sono l'unica fonte di reddito. In una TV on demand, dove paghi un canone, la pubblicità non ha più senso (infatti Netflix, Sky e compagnia bella non interrompono con le pubblicità) e propongono contenuti che la gente ha veramente voglia di guardare, italiani o stranieri che siano, senza bisogno di fare leggi insulse come questa (giuste per restare in topic, perché stiamo divagando qui)

Antonio Exidor

Ma Don Matteo sarà doppiato perchè ne possano usufruire anche chi non è italiano?
Se all'estero vedono Don Matteo l'opinione che hanno di noi italiani diminuirà drasticamente, Ci manca che su Netflix ci mettono pure Un medico in famiglia...

Antonio Exidor

Puoi dirlo, non mi offendo.

massimo mondelli

vergogna vergogna vergogna

DeeoK

Secondo questa logica anche Don Matteo è un prodotto di qualità. Ma sorvoliamo.

Il discorso del fatto che nella tv a palinsesto guardi quel che passa il convento è errato: era vero ai tempi del Carosello, ma perché c'era solo quello. Con il digitale terrestre hai comunque una venina abbondante di canali fra cui scegliere, oltre al fatto che l'utente può avere altre fonti, come la tv satellitare oppure on demand. Non a caso anche nelle tv a palinsesto i programmi che vengono mantenuti sono quelli che fanno share.
Se vuoi un esempio, il programma di Sgarbi su Rai 1 fatto qualche tempo fa fece talmente poco share che lo cancellarono dopo una puntata.
Questo vale anche per il mercato USA, dove ad esempio Futurama fu cancellato, poi le repliche fecero un buon share e decisero di commissionare nuove stagioni.
Le logiche di mercato sono le stesse per entrambi i tipi di televisione, cambiano solo i metodi di monetizzazione delle emittenti. Nel modello a palinsesto sei costretto a mantenere programmi che piacciono perché monetizzi tramite pubblicità e se un programma non se lo fila nessuno il valore degli intervalli pubblicitari diminuisce.

TheZeion

I film di Adam Sandler non sono tutti spazzatura (alcuni si, altri no) ma il concetto è diverso, nella TV on demand vince ciò che piace, nella TV a palinsenso guardi quello che passa il convento. Poi che a te Adam Sandler non piaccia per niente, le serie TV Marvel di Netflix ti facciano schifo, questo è un altro discorso, son gusti tuoi e non è mia intenzione dire che hai torto su questo, ci mancherebbe, però, riprendendo il mio discorso iniziale, in una TV on demand una regola come questa non ha senso

Dike Inside

Ecco perchè Don Matteo su Netflix...

DeeoK

Il problema è che viene vista. Anzi, che io sappia Netflix ha commissionato altri film con Adam Sandler.
Non confondiamo prodotti con budget più alto con prodotti con qualità maggiore.

DeeoK

Mah, no, basta vedere quante commedie da due soldi stanno finanziando ora. Ed al di là di Netflix, il quantitativo di robaccia che produce Hollywood è enorme. Al di là della credenza popolare, negli ultimi anni se in Italia si vanno a vedere le produzioni di qualità rispetto al numero totale delle produzioni non si hanno valori tanto diversi da quelli USA dove comunque ci sono pochi prodotti di qualità in un mare di immondizia.
Alla gente non piace la qualità, piace la spazzatura.

In ogni caso non si costringe a trasmettere contenuti specifici, si costringe a trasmettere contenuti italiani. Questo per far sì che le emittenti inizino ad investire in prodotti locali invece di passare robaccia estera.

TheZeion

vero, ma se non la guarda nessuno muore li, le serie brutte chiudono (poi tutto è soggettivo) o migliorano, altrimenti non si ripagano, non puoi costringere la gente a guardare quello che non vuole, ma qui si costringe le emittenti a trasmettere contenuti specifici.

ilo

Si ma nel momento in cui non la si guarda sono costretti a non proporre più certi contenuti

Gaio Giulio Cesare

Non sapevo di questo aneddoto, dopo averlo letto , mi viene ancor di più da vomitare.

jacksp

Il problema è sempre lo stesso, i soldi andranno alla Rai che se li magnerà e continuerà a produrre per il 90% m...
Investissero di più sui documentari con Alberto Angela in 4K invece!

Benedetto

Adesso ci costringono a guardare anche quello che dicono loro, roba da pazzi!

Snekezia

lo hai scritto veramente? L'articolo riguarda la nuova legge, di cosa dovrebbe parlare stuck_788? Degli unicorni blu?

O_Marzo

Posso dirti che mi sta profondamente sul membro quest'aria da saccenza e superiorità che traspare dal tuo commento?

xan

esiste una fonte per questa cosa?

DeeoK

Lo scopo finale è quello.
Mediamente le emittenti televisive trasmettono m*rda straniera, ora le si costringe a trasmettere anche m*rda italiana nella speranza che ci siano investimenti.

DeeoK

Non è minimamente vero: Netflix la sua robaccia la produce eccome.

carlo994

Beato tu che non lo sai

Antonio Exidor

Avete fatto bene a mettere Montalbano come immagine, è l'unica fiction italiota che anche se replicata decine di volte fa il pieno di audience. Tanto a guardare la tv generalista la sera sono anziani (che dopo 5 minuti s'addormentano).

TheZeion

la tv a palinsesto è destinata a morire, il futuro è l'on demand, e a quel punto certe produzioni di dubbia qualità andranno a morire. Nel frattempo ci "tocca" vedere leggi come questa legate ad un concetto di televisione agonizzante. Portiamo pazienza e aspettiamo, se proprio siete scandalizzati fatevi Netflix/Infinity/SkyGo o altro e smettete di affidarvi all'antenna

Davide Bissoli

Beh in questo caso meglio così. Non mi piace per niente questa legge

Davide Bissoli

Ma finché questa emittente trasmette contenuti di una certa decenza e compostezza non puoi costringerla a far vedere altro

Kevin Campora Costa

Lascia stare... Fossi una donna mi sentirei mortificata da una simile stronz4ta.

Mountain Sheep

Tanto è agcom quella che dovrebbe far le multe se non vengono rispettate e come doveva farle agli operatori per i 28 giorni al posto dei 30 non muoverà un dito

cosmon560

Che m3rdata colossale.

The

Agcom dovrà verificare il rispetto degli obblighi e comminare le sanzioni.
Perfetto non dobbiamo preoccuparci

Ikaro

Anche se un po' più nell'ombra c'è già adesso una imposizione abbastanza spinta da parte delle major Hollywoodiane

franky29

Tuo personale parere io invece trovo geniale come siano riusciti a intrecciare la trama dei film successivi dopo Tokyo drift , che si disse fosse l'ultimo , i film di cui tu parli sono proprio altri che sono fatti solo per fare qualche soldo e non hanno una ben che minima storia dietro e comunque per la tua gioia il decimo sarà l'ultimo (almeno della serie principale escludendo eventuali spin off sui personaggi secondari)

Danny #

Tantissimi, anche lo stesso f&f ma solo il primo, assai assai arrivo al secondo.
Se la saga non ha più niente da dare si chiude ma, inspiegabilmente, l'immondizia piace, come i panini del McDonald.
Cmq vorrei correggere un attimo: Tutti i film sono degni di essere trasmessi, basta evitare di incensare la spazzatura e dire le cose come stanno.
Il lavoro altrui è sempre duro da criticare, il cast si impegna per fare ogni singolo film del mondo e chi lavora merita rispetto.
Ma i produttori devono tornare a fare il loro mestiere e fare film, non orripilanti test di effetti speciali condensati in 2h di strazio.

ilmondobrucia

nooooooooooooooooooooo

franky29

E grazie che manca la brewster lol Sarà ma io ho preferito che abbiano continuato la storia (che finirà con il 10) e trovo pure fantastico come abbiano intrecciato la trama dopo gli avvenimenti di Tokyo drift

stuck_788

chi cavolo è Paolo Ruffini?

Mario I/O

Amen.

guidonespelacchiato

OK trasmettete film di Monicelli, Fellini, Rossellini, Germi, Bellocchio, Petri, Moretti (fino a caro diario)... e ovviamente Guzzanti a tappeto

Name

Certo, bisognerebbe chiedere a schmidt le statistiche americane invece, ma forse meglio evitare.
Gli si potrebbe chiedere se, forse, tutti i giovani italiani senza una seria formazione digitale non siano quelli che creano le app doppione su android by google, ma forse anche qui è meglio evitare.

marcoar

Era nato per quello e, secondo me, tale doveva rimanere. Al terzo si sarebbero dovuti fermare.
Le forzature, il farcire il film di effetti speciali, improbabili poi, lo hanno allontanato da quello schema "puro" che c'era nei primi due (già con il terzo con gli effetti speciali si calcò la mano)

Poi, io li ho visti tutti. Ma non li ho apprezzato particolarmente. L'ultimo meno che meno, mancando uno dei pilastri del cast (la brewster)

zdnko

Dopo l'equo compenso ha fatto un altra cagata!

delpinsky

"AGCOM e multe pari al 2% del fatturato...."
Quindi per le opere cinematografiche italiche non trasmesse vanno bene le multe in base al fatturato, mentre per le truffe delle compagnie telefoniche ai danni dei contribuenti vengono invece comminate "multine" da poche centinaia di migliaia di euro? CHE VERGOGNA lo stato italiano!
Per carità difendiamo il cinema italiano e le opere italiane, a patto che non si parli di roba tipo cinepamnettoni e spazzatura del genere. Guardate la BBC con Planet Earth I e II e Blue Planet I e II, per esempio. Spettacolari.

Natale Giuliano Mainieri

La maggior parte dei soldi Rai vanno a finire a Rai Way (Quella che gestisce e fa la manutenzione ai ripetitori.) non alle trasmissioni TV. Quelle sono pagate dalla pubblicità!

zdnko

Poi se le produzioni italiane sono in dialetto napoletano e non si capisce una ceppa chi se ne importa!

zdnko

Nelle scuole elementari obbligheranno la presenza di almeno un bambino italiano per classe! :D

zdnko

L'italiano medio purtroppo preferisce Vacanze di Natale e I Cesaroni!

Pip

Se facessero le repliche di super quark da quando Piero Angela cavalcava i globuli rossi ad oggi mi andrebbe benissimo, peccato che so già che riempiranno la tv di caxxate stile "I cesaroni", "un posto al sole" e altre offese all'intelletto...

zdnko

Ritorneranno alla grande Pierino, Banfi e Fantozzi! :D

Mr.Matto

Un privato che diffonde contenuti per un pubblico ha delle responsabilità, uno stato può decidere di dare obblighi o incentivi a chi trasmette.
Si tratta di una regola, se in Francia funziona vuol dire che non è insostenibile. È insostenibile per i broadcaster italiani perché hanno un sistema produttivo e distributivo ridicolo, per cui conviene sempre comprare prodotti esteri al discount.

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