Netflix è inarrestabile: ecco i segreti del successo

20 Aprile 2018 218

Sono cresciuto a pane e serie TV americane, nato nel bel mezzo degli anni ottanta posso dire di aver vissuto la mia infanzia televisiva in un momento storicamente importante, faccio qualche nome per spiegarmi meglio: Supercar, MacGyver, The A-Team, CHiPs, Baywatch, Beverly Hills 90210, X-Files e Friends. Nomi sacri che hanno fatto storia e lasciato poi spazio ad ambientazioni più attuali, avventure "recenti" come in Lost e storie dannate di Breaking Bad.

A questo punto sarete stati invasi da ricordi e flash di queste interminabili serie, ci hanno tolto ore e ore di sonno e costretti ad arrivare a scuola o all'università ancora sbadiglianti, ma cosa hanno tutte in comune? La risposta è molto semplice e scontata: sono produzioni statunitensi con budget più o meno grandi, tutte portatrici sane della loro cultura che abbiamo imparato ad assimilare e riprodurre in casa nostra (ecco Halloween lo potevamo lasciare lì e tenerci carnevale).

Netflix ha cominciato su questa scia, puntando tutto sulle tantissime serie realizzate a Hollywood e dintorni e sul magico mondo della rete, ignorando inizialmente la vera potenzialità della loro piattaforma digitale. Seguo il fenomeno da prima che arrivasse in Italia, scrissi un pezzo nel febbraio del 2015 dopo i primi mesi di utilizzo in Germania e prima del debutto in Italia (che avvenne più tardi quell'anno), ma solo nei giorni scorsi al "See What's Next" di Roma ho capito il segreto del loro successo.

LA CHIAVE? PENSA IN GRANDE, ANZI, GLOBALE

Il CEO di Netflix, Reed Hastings, appare come un uomo semplice, alla mano, una persona diretta che ha un evidente passione sfrenata per l'azienda che segue e ha co-fondato nel 1997, partendo dal noleggio dei DVD per posta. Nel suo passato c'è anche una breve parentesi italiana, a Roma, città che pare amino particolarmente anche altri top executive dell'azienda come Ted Sarandos (Chief Content Officer).

Proprio quest'ultimo ci ha svelato nei giorni scorsi un piccolo ma importante retroscena che ha poi cambiato volto all'azienda. Sarandos ed altri si trovavano in trasferta a Roma anni addietro, e così, affascinato dalla Città Eterna, il CCO chiamò Hastings al telefono e disse: "Reed, dobbiamo espanderci all'estero, è troppo bello qui". Mr Hastings ci ha poi raccontato la stessa storia, con il sorriso sulle labbra come quando si ricordano quei simpatici aneddoti di gioventù, ammettendo quello fu l'inizio del nuovo corso. Guardando indietro, osservando poi la risonanza che il fenomeno sta avendo a livello globale, Hastings ci ha svelato:

"Il nostro errore più grande è aver atteso per l'espansione fuori dagli states, dovevamo farlo già due anni prima"

Quello che mi piace di Netflix, dopo qualche anno che osservo e utilizzo, è il continuo adattarsi, l'evolversi in direzione di cosa realmente vuole il pubblico. Non è una frase fatta, lo credo davvero e a dimostrarlo ci sono i numeri e l'immenso successo che alcune serie stanno avendo in tutto il mondo. See What's Next 2018 è stata ulteriore prova e Roma non è certo casuale come location: Netflix è uscita dai soliti confini americani, è la prima ad averlo fatto davvero e la risonanza credo sia difficile da calcolare.

La loro strategia è a prova di bomba: quest'anno investiranno circa 8 miliardi di dollari in produzioni originali e co-produzioni in giro per il mondo, $1 miliardo verrà speso solo in Europa e l'Italia figura tra i protagonisti. Pian piano ci stanno abituando a godere dei talenti di paesi e lingue a noi lontane, con produzioni locali e risonanza globale. Pensiamo a Narcos, campione di incassi anche negli Stati Uniti nonostante la provenienza sia "insolita", oppure al più attuale "La Casa di carta" (Spagna) che sta spopolando in tutto il mondo.

Nota curiosa: "La Casa del Papel" è stato prima proposto in Spagna (maggio 2017) su un canale televisivo tradizionale senza ottenere particolare successo, poi acquisito da Netflix e rielaborato, con più puntate e durata accorciata (da 70-75 min ai 40-50 min), è adesso ai vertici degli ascolti in tantissimi paesi.

Avete già visto Lost in Space?

Le loro produzioni locali rendono tutto più semplice per noi che stiamo dietro agli schermi, le storie hanno un fondo più realistico per chi vive in quel paese, ci si riconosce nelle ambientazioni e, magari, nei personaggi. Ognuno con differenti peculiarità ma, soprattutto in Europa, è inestimabile il valore di percepire quell'identità nazionale/continentale a cui tanti sono affezionati.

Se guardo "Dogs of Berlin" riesco a percepire certe sfumature chiare della società tedesca e le vibrazioni della loro dinamicissima capitale, ancor più se guardo "Black Mirror", specchio distopico del Regno Unito visto da una chiave sempre più futuristica e tecnologica. Esempio ancora più ecclatante "Suburra", serie che segue le orme dell'omonimo film del 2015 ed esporta gli intrighi (molti dei quali più che realistici) della Capitale con una produzione holllywoodiana.

L'esperimento italiano è andato bene, anzi, benissimo, tanto che seguirà una seconda stagione di Suburra e si affiancherà una nuova serie italiana originale, Luna Nera, finalmente lontana dai soliti temi: mafia, chiesa e loschi intrighi politici derivati. Non è tutto per il nostro paese, presto arriverà anche il primo film originale Netflix intitolato "Rimetti a noi i nostri debiti".

Importante sottolineare un altro ingrediente della strategia vincente di Netflix, ovvero la diretta produzione dei contenuti e possibilità di renderli fruibili in tutto il mondo senza le grane delle licenze. I film e le serie "esterne" continueranno ad esistere e amplieranno l'offerta della piattaforma, intendiamoci, ma esistono regole e restrizioni delle licenze che cambiano da paese a paese, motivo per cui troviamo spesso dei titoli differenti quando viaggiamo.

Alcuni dei protagonisti del primo "panel"

Hastings ha ammesso che agli inizi non avrebbe mai pensato di arrivare a tanto, tantomeno a produrre direttamente serie, documentari e film. Il grande schermo soffre, il cinema ha dovuto fare i conti con la pirateria prima e con lo streaming poi, tanto che lo scontro si è alzato di livello in qualche caso e regolamenti realizzati ad hoc per penalizzare proprio i contenuti Netflix. Non è una novità che non saranno i benvenuti all'imminente festival di Cannes, anche se la Francia è un caso particolare; I cugini transalpini vantano infatti incassi al botteghino tra i più alti del pianeta.

Le produzioni originali sono in crescita esponenziale, i lauti investimenti e il trend della piattaforma stanno convincendo sempre più artisti e registi al passaggio dal grande schermo. Dall'ultimo "benchmark" si sono aggiunti oltre 6 mln di nuovi abbonamenti per un totale di 125 mln in tutto il mondo, numeri da capogiro che fanno tremare anche il mondo dei programmi televisivi tradizionali.

Reed Hastings si aspetta un loro lento declino a favore dei contenuti in streaming, immaginando i TV futuri come grandi tablet pieni di applicazioni e servizi come Netflix e YouTube. Nulla di cui stupirsi, d'altronde le Smart TV è proprio li che puntano.

E POI CI SONO I DOCUMENTARI

Per chi ama più i film direi che Netflix non è la soluzione migliore, ma il loro portfolio si è arricchito negli anni di contenuti ancor più preziosi e interessanti di cui si parla troppo poco: i documentari. L'obiettivo finale è l'intrattenimento, è ovvio, ma perchè non farlo portando sul piatto temi importanti, attuali, temi che possano realmente smuovere le coscienze dell'opinione pubblica su argomenti di interesse comune?. Penso a "Dirty Money", una miniserie di documentari su scandali dei nostri tempi che hanno come tema centrale i soldi, oppure a "Rotten", miniserie focalizzata su cibo malsano, allergie e animali maltrattati.

I temi disponibili sono i più disparati, trovo di inestimabile valore anche la miniserie "Abstract" in cui si tratta dell'arte del design attraverso gli occhi di veri protagonisti della nostra comunità: fumettisti, architetti, fotografi e tanto altro. Contenuti originali prodotti da Netflix e aperti a tutti i 120 milioni di account collegati, quindi una scala globale a produzioni che avremmo altrimenti etichettato di nicchia.

Ultimo fattore che vedo vincente riguarda i sottotitoli e la disponibilità dell'audio in lingua originale, almeno per noi italiani che siamo storicamente legati ai doppiaggi e perennemente in debito quando si parla di parlare o scrivere in altre lingue. In questa due giorni romana ci hanno confermato che solo una piccolissima parte dei nostri connazionali guarda i contenuti in lingua originale (quando non è l'italiano), speriamo che l'ampia scelta ci porti pian piano verso la giusta direzione, magari impariamo tutti qualcosa.


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Commenti

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Daniele Davide

saranno dei bambini ritardati come il padre... che famiglia di m3rda

Daniele Davide

mah, ma ti sei visto allo specchio continua a guardare netflix che resti cosi

gabrimazzo

resti fuori come un melone.....poi cosa volete dalla mia faccia

Stewie

Esatto, sopratutto la parte della disdetta, ti invoglia a tenere un servizio anche se magari lo userai meno: lo paghi poco e non ti devi preoccupare di gabole e clausole come con Sky.

Loris Piasit Sambinelli

la seconda!

daniele

Per me fa molto anche che riesca a proporti sempre contenuti diversi ogni volta che entri.
Faccio l'esempio, infinity ha 3 volte il catalogo netflix e ogni volta che entro mi ripropone gli stessi 30 titoli.

Jimbo Kern

E' più forte di me, il doppiaggio non lo tollero. Non guardo niente che sia doppiato, mi spiace.

Mew

Hai iniziato The Alienist?

ciro mito

Cb o italia film

red wolf

opperò, leggo che il romanzo da cui è tratto è il sequel dell'ultima corvee, film bellissimo del 73. mi hai scatenato la scimmia...

red wolf

su 1337x nn c'è, dove lo trovo? Mi andrebbe bene anche sottotitolato in inglese

ciro mito

Dopo ci guardo , è comunque una delle pochissime serie con un buon doppiaggio
Sega rispetto alla lingua originale è anche meglio
E io guardo tutto in vo

Jimbo Kern

Oppure usare il torrent :-)

Jimbo Kern

Le migliori, a mio parere, sono le serie TV inglesi. Poche stagioni, non troppi episodi per stagione. Esaurito l'argomento, finiscono. L'eccezione è Dr. Who, ma quella è, appunto un'eccezione.
Quelle americane si trascinano troppo, c'è roba che va avanti da 15 anni senza più niente da dire (es. NCIS, Criminal Minds)... Oppure, una volta trovato un filone, lo replicano tutti (es. Chicago Fire > Station 19). Le produzioni valide ed originali sono ormai pochissime...

Jimbo Kern

Il primo che mi viene in mente, The Bridge (l'originale danese/svedese). Solo audio doppiato in Italiano.

ciro mito

Mi fai un paio di esempi ?
Non ho mai trovato un file senza la lingua originale

ciro mito

Vediti Last Flag Flyng se vuoi emozioni
Filmone , ovviamente inesistente in italia

Babi

xD

Babi

Perché l'articolo dice che finalmente un film italiano è distante dai soliti temi di chiesa politica ecc e immediatamente dopo annuncia appunto un altro film made in italy che si intitola: "Rimetti a noi i nostri debiti".

Marco Paternuosto

Non riesco leggere il commento...

Daniele Davide

sparisci figlio di cagna ritardata

Squak9000

Non erano si qualità... erano serie adatte appunto ai ragazzini di 10 anni.

Gli attori...

Quelli he sanno fare... fanno e sono al cinema.

Quelli cani insegnano nelle scuole e fanno serie TV.

(poi c’é quella piccola categoria che ormai ha perso anche il buon senso... che non li chiama nessuno per fare cinema... e vanno a fare qualche parte)

Vittorio

Economicamente non se la passa malissimo. Si indebitano ma per produrre serie proprie che quindi accrescono il valore della società (sono asset che restano). Sanno che prima o poi qualcuno (Disney?) inizierà a fare concorrenza seria e cercando di espandersi più rapidamente possibile sul mercato finché sono praticamente da soli.

Sui contenuti concordo con te ma purtroppo pare che Bright abbia avuto un ottimo riscontro in termini di nuovi abbonati.

Marco SoC

Evidnetemente l'ha vista tua che aspettava i soliti clienti per starda ferma nel solito lampione

No Replay

Meglio sfigato che sputa caxxate

Manuel Bianchi

Ci sta tutto ma se per te le serie di qualità erano SuperCar e MacGyver hai dei problemi forti :D , a parte che sono durate una 4 e l'altra 7 stagioni e non certo 10/15, ma oggi si produce ad una qualità immensamente superiore a quella di 40 anni fa, a quei tempi la differenza tra cinema e serie televisiva era imbarazzante oggi non esiste. Quelle serie le ho guardate anch'io (...che sono un '73) e me le sono anche godute, come tanta altra porcheria di quei tempi; ma era o guardi quello o niente, non c'era certo la scelta di oggi e più che altro perchè mancavano i canali per distribuirli. Altra cosa, non sono gli attori bravi a costare ma quelli famosi, e non è la stessa cosa...

Manuel Bianchi

anch'io, e non era l'unica della serie che mi allupasse :D

Rieducational Channel

Manifesti nettamente migliore della Forma. Vabbe', non che ci volesse poi molto.

LordMassi

Ma pagliaccio te che spari caxate senza senso, insulti milioni di persone, sminuendo una passione con termini fuori luogo e senza senso. Ma che problemi hai?

Daniele Davide

puah pagliaccio

Daniele Davide

ahaha che sfigato

Daniele Davide

siete voi i mentecatti da serie tv cerebrolesi

Daniele Davide

ahaha quello la fa tua madre

Daniele Davide

dalla tua faccia mmi sembri unocondei problemi

LordMassi

Dire che non sia una realtà consolidata conferma che ho capito il tuo punto di vista. Ripeto io in questo post non vedo nulla di fazioso.

Svasatore

Inarrestabile successo.
Occhio, non é una realtà consolidata.
Problema mio? Disaccordo?
Ho detto altro, rileggi sarai più fortunato.

Jon Snow
baywatch solo quelli che si allupavano con PamelaAnderson

Presente!

red wolf

ogni tanto ...anzi, raramente, mi faccio una binge watching su una serie in particolare che mi stuzzica ma nn guardo mai serie tv, i film che guardo a casa sono uno o due al mese, proprio mirati....mentre per quelli che m'interessano veramente e che escono al cinema, beh vado al cinema. Il fatto è che c'è una mole di serie\tv impressionante, tra serie nuove, seconde\terze\quarte stagioni, film tv ,film flop al cinema dirottati alle tv in streaming....una quantità abnorme di contenuti....insomma trobba roba e troppo scarsa oppure anche ottima come idea ma scarsa nei mezzi. Il fatto che l'oscar di quest'anno sia andato alla forma dell'acqua la dice lunga sulla qualità media dei film di questo 2018\17. Anche 4 manifesti a ebbing nn è nulla di che....cerco l'estasi emozionale dove apparentemente non dovrebbe esserci....spulciando film minori solo nella carta da regalo che (nn) li avvolge. Unica consolazione è pixar, certezza granitica

Marco Paternuosto

Ma quando mai le cose che hanno più mercato o più visioni hanno più qualità? Netflix è una moda ed è stato il precursore adesso è superato e nessuno lo pagherebbe a prezzo pieno.

Squak9000

Mi raccomando!
Li hai fatti i compiti?
Altrimenti ti staccano Netflix...

Squak9000

non ho parlato di attori Italiani dei nostri giorni...

si, fanno pena anche loro... una cosa quasi inbarazzante proprio.

Ungarus

Il segreto è comprare tutto e tutti e affidarsi alla legge dei grandi numeri per la produzione in proprio.

GianTT

praticamente hai citato argomenti che potrebbero associarsi benissimo a serie come GoT, The Wire, Gomorra... quindi anche queste sono serie da bimbiminkia?

GianTT

No, infatti non dico sia brutta, ma che non è la serie che mi fa salire l'invidia per Infinity diciamo

LordMassi

Peccato che molte sono produzioni esclusive Netflix quindi non li trovi da nessuna parte, anche molte di quello da te citate le trovi ovunque ve pure su Netflix non capisco dunque di cosa parliamo. La differenza netflix la fa proprio con le produzioni fatte in casa, che sia in termini numerici che qualitativi non teme confronti anzi è 2 spanne sopra i competitor. Poi perdonami il tuo primo commento cita testualmente che preferisci quelle piattaforme che offrono film e cinema. Quindi non capisco adesso questo tuo discorso sulle serie TV. Che Netflix sia il top in questo campo dello streaming non lo dico io ma i numeri e i fatti. Che non riscontri il tuo gusto è un dato puramente soggettivo

Gunny35

Ottimo anche per la tua insegnante di sostegno

Jimbo Kern

Parlando di attori cani, credo che gli italiani siano i primi al mondo in questo. Gli attori odierni non arrivano neppure al livello di Alvaro Vitali, che al confronto meritava un Oscar per ogni film girato. Gente pescata dai reality che, tra l'altro, non sa neppure parlare un italiano appena decente ma si esprime in maniera dialettale quasi incomprensibile a metà del Paese...
Che poi le serie TV siano tutte scadute è un dato di fatto. mancano le idee valide, ma non si può pensare che escano solo capolavori.

Jimbo Kern

Contrariamente a quanto scritto nell'articolo a me sembra che su Netflix Italia per diversi contenuti la lingua originale non sia disponibile ma ci sia solo il doppiaggio italiano, cosa che me ne fa saltare a piedi pari la visione. Speriamo che non sia una tendenza, se anche su Netflix mi tocca guardare certe cose parlate in romanesco-napoletano, ritorno a scaricarmele col torrent.

Marco Paternuosto

Ma chi non lo ha mai visto bbt ...che tesoro trova su infinity? La 11 fa spaccare dal ridere.

Mariottide la serie l'hai mai vista?

Marco Paternuosto

Sono tutte discutibili anche le tue...solo che molte di queste postate da me sono pluripriemate.

Vikings su tim vision è una stagione avanti...mentre molte di quelle che hai detto le trovi anche da altre parti

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