Recensione QLED TV Samsung QE65Q9FN, nero profondo e ideale per i videogiochi

25 Giugno 2018 378

Samsung ha puntualmente rinnovato la gamma TV QLED, l'acronimo che indica i prodotti di fascia più elevata costruiti dal colosso coreano. Le serie disponibili sono cinque: Q6FN, Q7FN, Q8FN, Q8CN e Q9FN. L'ultima è quella che ci interessa più da vicino: il modello oggetto del test è il 65" appartenente alla linea che si posiziona al vertice dell'offerta di Samsung.

Le novità rispetto ai quasi omonimi modelli 2017 sono numerose. Cambia il design, arrivano nuove funzioni come l'Ambient Mode e c'è un pannello completamente rinnovato. Lo scorso anno i Q9 sfruttavano una retroilluminazione LED Edge e un numero piuttosto contenuto di zone per la gestione del local dimming. Quest'anno Samsung è tornata sui propri passi e ha riproposto una retroilluminazione Full LED sui top di gamma, una soluzione già sperimentata con successo in passato (ad esempio sui JS9500 e KS9500). Una serie di nuovi algoritmi è presente per gestire al meglio il nuovo pannello.

La dotazione è ovviamente completata dalle ormai immancabili funzionalità "smart", affidate ancora alla piattaforma proprietaria Tizen. Tra le altre caratteristiche troviamo la risoluzione Ultra HD, il supporto a HEVC, HDR, DVB-T2, DVB-S2 e a tutti i principali standard al momento disponibili. Samsung ha dedicato una cura particolare a tutti gli aspetti che vanno a regolare la comunicazione tra TV e console o PC. Il pacchetto dedicato ai videogiochi comprende varie possibilità molto interessanti, volte a migliorare l'esperienza utente sotto vari punti di vista.

Nel corso della recensione andremo a valutare tutti gli scenari di utilizzo e ogni aspetto, in modo da valutare in dettaglio il concentrato di tecnologie proposto da Samsung.

Per facilitare la fruizione dell'articolo abbiamo suddiviso la recensione in capitoli. Cliccate sui link qui sotto per saltare direttamente al capitolo corrispondente:

Caratteristiche tecniche e dotazione

L'esemplare che abbiamo ricevuto in prova è il 65", il taglio che si pone a metà via tra il 55" e il 75". A livello di design si conferma la tendenza a preferire soluzioni minimaliste. Il frontale è dominato quasi interamente dallo schermo, che copre praticamente tutta la superficie. La cornice nera è ridotta a circa 5 mm lungo i quattro lati. L'unico elemento non essenziale è il logo Samsung, posto all'interno di una sporgenza collocata al centro lungo il bordo inferiore. Al di sotto, celati alla vista, si trovano i comandi necessari a far funzionare il TV in assenza di telecomando.


La cornice laterale è realizzata con una finitura metallica e sfoggia linee più spigolose, seppur con angoli arrotondati quel tanto che basta a non renderli "pungenti" al tatto. Il retro è realizzato con una finitura zigrinata che lo ricopre interamente. Un unico sportello cela l'aggancio per la base. Non ci sono ingressi a vista. Il solo collegamento presente è quello per il box esterno che contiene praticamente tutta l'elettronica e l'alimentazione (torneremo sul punto in seguito). La testa del connettore è realizzata allo stesso modo di tutto il pannello posteriore, una soluzione che rende questo elemento quasi invisibile. Il piedistallo è leggermente inclinato verso il retro (ospita anche un vano per occultare il cavo che va al box esterno) e si presenta con una forma a "T". La porzione centrale è stretta e piatta, mentre il lato frontale ha l'aspetto di un sottile cilindro.

Complessivamente il risultato è decisamente riuscito. Il TV, complice anche la scelta del nero/antracite, non è appariscente e riesce a sposarsi efficacemente con l'ambiente. Il design è elegante, le finiture molto curate e la costruzione è robusta, anche grazie allo spessore un po' più pronunciato rispetto alla media (questo fattore è legato alla tipologia di retroilluminazione).


Tutte le porte e i connettori sono collocati sul nuovo One Connect Box, il box esterno che quest'anno è abbinato al cavo One Invisible Connection. Cosa cambia rispetto ai modelli 2017? Ad una prima occhiata il cavo può sembrare molto simile: è sempre semi-trasparente e sottile, quindi semplice da occultare lungo le pareti o i battiscopa. Osservandolo più attentamente si notano le differenze. One Invisible Connection è più spesso: si passa da 1,8 mm a 3,4 mm. Il cambiamento è legato alla volontà di incrementare la robustezza e alle nuove funzionalità introdotte. One Invisibile Connection deve il suo nome al fatto che è ora possibile trasportare non solo tutti i segnali audio-video ma anche l'alimentazione. Basta quindi un solo cavo da collegare al box esterno, che quest'anno è più alto (misura 390 x 130 x 70 mm) proprio perché contiene anche la sezione di alimentazione del TV. I modelli 2017 prevedevano invece un cavo di alimentazione per i TV e uno per il box. In dotazione viene fornito un cavo da 5 metri con la possibilità di acquistarne uno opzionale da 15 metri. Questa soluzione si rivela molto comoda ma presenta anche qualche punto negativo. Il rovescio della medaglia consiste nelle dimensioni dei connettori posti ai due lati opposti del cavo. Farli passare all'interno di canaline non precisamente predisposte è molto difficile.

Sul One Connect Box trovano spazio tre porte USB 2.0 (due da 5V e 0,5A, una da 5V e 1A), quattro porte HDMI 2.0b con HDCP 2.2 (la quarta è dotata di ARC, il canale di ritorno audio), una porta Ethernet, un'uscita digitale ottica, uno slot Common Interface, i connettori per i sintonizzatori DVB-T2 e DVB-S2, una porta Ex-Link e ovviamente il connettore per il One Invisible Connection. Non mancano Wi-Fi e Bluetooth. Da USB o rete locale è possibile riprodurre praticamente tutti i principali formati audio e video. Sono inoltre supportati i file system FAT, exFAT e NTFS.


Il pannello utilizzato sui Q9FN è un LCD Ultra HD di tipo VA a 10-bit con retroilluminazione Full LED Array, quindi con LED posti dietro al pannello. A questa soluzione viene abbinato un sistema di local dimming, il controllo a zone della retroilluminazione. Samsung si riferisce a queste due tecnologie parlando di Q Contrast Elite. Il numero di zone utilizzate sul taglio da 65" è pari a 480. Il funzionamento di tutto il sistema è affidato a nuovi algoritmi sviluppati per contenere il "blooming", gli aloni che si formano intorno alle porzioni luminose delle immagini contornate dal nero. I televisori aumentano la potenza della retroilluminazione soprattutto al centro delle aree più luminose, attenuandola progressivamente verso i bordi, in modo da creare una transizione più graduale dal chiaro allo scuro.

Per migliorare la resa in ambienti luminosi si è fatto ricorso al filtro Ultra Black Elite, capace di abbattere le riflessioni interne ed esterne e di mantenere un più elevato rapporto di contrasto percepito. Degna di menzione è anche la gestione delle bande nere nei film in formato 2,35:1: i TV sono in grado di spegnere la retroilluminazione in corrispondenza delle rispettive porzioni inferiore e superiore delle immagini. Samsung ha inoltre lavorato per ottenere un controllo più fine sulla scala dei grigi. I QLED sono dotati di algoritmi sviluppati per mantenere un dettaglio più elevato nelle porzioni scure. Il processore video analizza ciascun fotogramma in modo da valutare con precisione quali aree dello schermo necessitano di una maggiore luminosità, gestendole poi in modo da non penalizzare la riproduzione del nero presente nelle zone limitrofe.


Ovviamente non può mancare il supporto a HDR. I TV 2018 sono compatibili con i formati HDR10, HDR10+ e HLG. Samsung parla di Q HDR 2000, con picchi di luminosità che dovrebbero superare le 2.000 cd/m2 - nits (nel capitolo sulle misure vedremo se questo valore è stato raggiunto). É stata migliorata la gestione dei picchi per le aree più piccole su schermo. I picchi sono garantiti su aree al 10% e anche al 2%, quindi su una porzione più ridotta dello schermo, un fatto non scontato. Misurando alcuni LCD del 2017 abbiamo infatti riscontrato cali della luminosità al 2%, poiché l'area più minuta non veniva correttamente interpretata dall'elettronica che provvedeva quindi ad abbassare la retroilluminazione.

La dotazione comprende anche varie funzioni pensate appositamente per i video-giocatori. I nuovi QLED possono gestire segnali video in Full HD fino a 120Hz. Viene inoltre introdotto il Frame Rate Compensation, una funzione che permette di utilizzare la compensazione del moto con un incremento contenuto dell'input lag. Samsung parla di 24 ms con questa opzione attiva. Tutti i modelli sono inoltre compatibili con il Variable Refresh Rate (a partire dal firmware 1103), la funzione che consente alle GPU di visualizzare l'immagine nel momento in cui viene renderizzata, sincronizzando la frequenza di aggiornamento a quella reale ed eliminando quindi fenomeni come il "tearing" e lo "stutter". Questa funzione è supportata da PC e console come Xbox One S e X.

L'Auto Game Mode è invece una funzione che permette di demandare ai TV tutte le impostazioni necessarie per ottimizzare l'uso dei videogiochi. I QLED attivano automaticamente la modalità adatta, assicurando un input lag ridotto. La rilevazione dei contenuti è così intelligente da poter riconoscere i contenuti riprodotti tramite una console. Se si utilizza una PlayStation o una Xbox per vedere Netflix, la modalità gioco non si attiva, mentre se si esce dall'applicazione e si avvia un gioco, ecco che i TV cambiano automaticamente i settaggi.

Il telecomando è lo stesso che accompagnava i televisori dello scorso anno. L'unità color argento è caratterizzata da una finitura metallica. Il numero dei pulsanti è ridotto al minimo indispensabile ed è presente un microfono integrato per i comandi vocali. Occorre impratichirsi prima di potersi destreggiare tra tutte le funzioni: questa fase di apprendimento è resa necessaria dal ridotto numero di tasti. Col tempo il telecomando si rivela tendenzialmente piacevole da utilizzare, anche se in determinate circostanze si deve ricorrere a qualche passaggio in più per compiere alcune azioni. Oltre ai comandi vocali è possibile controllare altri dispositivi connessi al TV.


A completare l'elenco di funzioni è AutoCal, utile per eseguire una calibrazione automatica dei TV tramite il software CalMAN, l'applicativo utilizzato da molti tecnici professionisti quando si tratta di calibrare TV, proiettori e monitor (è quello che usiamo anche per le nostre recensioni). Durante tutti i passaggi i TV condividono il menu e le relative impostazioni con il software, in modo da apportare automaticamente tutte le correzioni necessarie. Il vantaggio garantito da soluzioni di questo tipo è legato alla possibilità di effettuare misurazioni su svariate decine di punti, un processo che sarebbe molto lento se eseguito manualmente. Per poter eseguire la calibrazione automatica sono necessari i seguenti requisiti:

  • Un QLED TV Q7, Q8 o Q9
  • Il software CalMAN
  • Un PC
  • Un colorimetro C6 o equivalente
  • Un generatore di segnale (si può usare anche un PC)
  • Un cavo seriale compatibile

QE65Q9FNATXZT viene proposto al prezzo di 3.999 euro. I prezzi in rete partono da poco più di 3.000 euro.

Come funziona un QLED TV

L'acronimo "QLED" viene impiegato per identificare TV LCD retroilluminati a LED con Quantum Dot. I Quantum Dot sono nano-cristalli composti da semiconduttori capaci di assorbire ed emettere luce. L'emissione luminosa è strettamente legata alle dimensioni. Gli LCD con retroilluminazione "tradizionale" utilizzano LED blu abbinati ad un rivestimento con fosfori gialli. Si ottiene quindi una luce bianca che va poi a riprodurre i colori tramite filtri rossi, verdi e blu.

Gli attuali QLED TV ricorrono ai Quantum Dot nella configurazione denominata QDEF, Quantum Dot Enhancement Film. Questa sorta di filtro utilizza Quantum Dot verdi e rossi per ottenere una sorgente luminosa più pura (quindi con colori più saturi) e di colore bianco, poiché rosso e verde si combinano alla luce blu emessa dai LED. La luce attraversa quindi lo strato LCD e viene poi nuovamente filtrata al livello dei singoli sub-pixel per ottenere il colore desiderato. In parole più semplici si utilizzano i LED e il QDEF per ottenere una sorgente RGB e poi si eliminano le componenti primarie indesiderate per ottenere un subpixel per ciascuno dei tre colori. Nanosys, il principale fornitore di materiali per i Quantum Dot, chiama questa soluzione "Photo-Enhanced".

I Quantum Dot impiegati sui QLED 2018 sono ulteriormente evoluti rispetto a quelli implementati sui modelli del 2017. Samsung ha fatto ricorso a nanocristalli con un diametro ridotto: il verde passa da 2,6 a 1,5 nanometri, mentre il rosso da 1,6 da 1,1 nanometri. Questi cambiamenti hanno permesso di incrementare la luminosità e ottenere colori più puri.

HDR10+

Come tutti i TV Samsung 2018, anche la serie Q9FN supporta HDR10+, il formato privo di royalties promosso da Samsung, Panasonic, Fox e che da gennaio è supportato anche da Warner. La differenza rispetto a HDR10 consiste nella presenza dei metadati dinamici, lo stesso approccio portato avanti da Dolby con il Dolby Vision (che invece richiede il pagamento di una licenza).

Con i metadati dinamici il tone mapping (l'elaborazione che sui televisori adatta la luminosità dei contenuti al picco del pannello) non è più applicato secondo valori prefissati e sempre uguali, indipendentemente dalle scene che si devono visualizzare. Anche il tone mapping diviene quindi dinamico ed è possibile applicare differenti elaborazioni in modo da ottimizzare i risultati in base alla luminosità di ciascuna scena. Non si deve quindi scegliere cosa preservare: una scena scura viene elaborata (più precisamente viene applicata una differente curva) in un determinato modo mentre una scena luminosa viene gestita diversamente. HDR10+ è retro-compatibile: il flusso video si può quindi visualizzare anche su display che supportano solo HDR10 (ovviamente vengono a mancare i metadati dinamici).

Attualmente i QLED 2017 e 2018 possono veicolare contenuti in HDR10+ tramite Amazon Prime Video. Il nuovo formato potrà essere gestito anche tramite gli ingressi HDMI 2.0. Per vedere le prime applicazioni concrete bisognerà probabilmente attendere almeno la seconda metà del 2018, quando le specifiche necessarie per veicolare il flusso video su HDMI saranno completate. Più o meno nello stesso periodo dovrebbero anche arrivare gli aggiornamenti per i lettori Ultra HD Blu-ray e nuovi prodotti compatibili fin dall'uscita. Samsung ha già annunciato l'arrivo di aggiornamenti per i modelli usciti nel 2017.

Le misure e i consigli per regolare la TV

I menu del Q9FN non presentano particolari differenze rispetto a quelli dei QLED 2017, fatta eccezione per alcune funzioni aggiuntive. Anche lo stile grafico utilizzato è il medesimo: sfondo grigio con scritte nere. I controlli sono assolutamente completi e mettono a disposizione tutto il necessario per regolare a puntino la qualità delle immagini. Le modalità consigliate sono le stesse dello scorso anno: la migliore in assoluto, come prestazioni, è la modalità "Film". Per una visione in ambiente luminoso si può però di selezionare anche la modalità "Standard", meno precisa nel rispettare i riferimenti ma in alcuni casi più adatta a compensare la maggiore quantità di luce presente. Attivando il menu di servizio o utilizzando la funzione AutoCal si aggiungono altre due modalità video per esperti. Cal Day e Cal Night sono state realizzate rispettivamente per il giorno (ambienti luminosi) e la notte (ambienti oscurati).


Anche quest'anno è presente la modalità HDR+. Questa funzione opera in due modi. Quando si utilizzano contenuti in SDR (Standard Dynamic Range: tutto quello che non è realizzato in HDR) applica una sorta di upscaling. Il segnale viene elaborato per simulare una più elevata gamma dinamica. In sostanza si tratta di una conversione da SDR a HDR. Con i contenuti già in HDR viene invece gestita diversamente la riproduzione delle scene più scure e di quelle più luminose. I TV mostrano più dettagli nelle parti più scure (agendo sul livello di luminosità) e incrementano il rapporto di contrasto in quelle più chiare, in modo da creare un distacco più netto tra gli oggetti in primo piano e lo sfondo. Il fine è sempre il medesimo: aumentare il livello di dettaglio a video. Tendenzialmente consigliamo di tenerla disattivata quando si visualizzano contenuti in HDR. Si può invece provare ad attivarla su contenuti in SDR.

Le voci presenti nel menu includono regolazioni di base come retroilluminazione, luminosità, contrasto, nitidezza, colore e tinta e parametri più avanzati, come il bilanciamento del bianco a 2 o 20 punti, la regolazione dei colori (il CMS, Color Management System), le impostazioni relative al gamma (si può aumentare o diminuire), la compensazione del moto Auto Motion Plus e il local dimming Attenuazione locale (Basso, Standard e Alto: non si può disattivare).


In condizioni di fabbrica il TV offre già prestazioni molto buone. il bilanciamento del bianco è già piuttosto regolare. In generale si ravvisa una leggera mancanza di tutte le componenti cromatiche sui mezzi toni, specialmente per quanto riguarda il blu. Il DeltaE medio (l'errore rispetto al risultato ottimale) si attesta a 1,3 (3 è la soglia critica che l'occhio umano è in grado di cogliere) mentre quello massimo, corrispondente al bianco al 100%, è fissato a poco più di 2. Il gamma ha un andamento abbastanza lineare, ad eccezione delle bassissime luci (i livelli immediatamente superiori al nero assoluto) e dell'intervallo compreso tra il 90% e il 100%. Il valore medio è 2,43. La riproduzione dei colori è un po' meno precisa. La copertura dello spazio colore Rec.709 è pari al 98,7%. Lo scostamento dal riferimento spazia dall'1,8 del magenta al 4,4 del blu, la componente cromatica che presenta lo scostamento più evidente. I livelli intermedi di rosso e del blu (in maniera meno pronunciata) evidenziano una saturazione un po' più scarsa del riferimento.


In fase di calibrazione del TV si deve sempre tenere a mente di non effettuare mai le misure con menu a schermo. Questo comportamento si presentava anche sul Q8C dello scorso anno. La presenza dell'interfaccia a video, anche quando ridotta al minimo, va evidentemente ad impattare su tutta l'immagine nel suo complesso, alterando quindi le misure ed inficiando completamente le regolazioni apportate (in pratica si finisce per misurare il menu e non il TV). É evidente che per Samsung la via maestra consiste nell'utilizzare la possibilità di interfacciare il TV con CalMAN, che permette di gestire tutte le voci dall'interfaccia del software per PC. Chi non è provvisto di questa possibilità deve eseguire una misura, leggere i valori sul PC, aprire il menu del TV ed apportare le modifiche a spanne, affidandosi alla propria esperienza e al proprio occhio. Raggiungere risultati eccellenti non è difficile, semplicemente è richiesta pazienza e tempo per via della necessità di entrare ed uscire continuamente dal menu.


Per i nostri test abbiamo utilizzato un colorimetro SpectraCal C6 HDR2000, un generatore di segnale DVDO TPG, HDFury Integral, HDFury Vertex, HDFury Linker, il misuratore di input lag realizzato da Leo Bodnar e Calman 5.9 Ultimate. Il bilanciamento del bianco si può sistemare alla perfezione. Il DeltaE medio che abbiamo ottenuto è 0,18 con una punta massima di 0,23, molto al di sotto della soglia visibile per l'occhio umano. Il gamma riflette le modifiche apportate sulla scala di grigi. L'andamento è perfettamente lineare con un valore medio di 2,4 e uno scostamento infinitesimale rispetto al riferimento. Anche i colori migliorano sensibilmente: la copertura dello spazio colore Rec.709 si porta al 99,2% con un DeltaE compreso tra lo 0,2 del ciano e l'1,4 del blu. Le saturazioni intermedie risultano più precise (anche se restano un po' più scarse del dovuto), con quasi tutti i livelli di rosso e blu che restituiscono un DeltaE inferiore a 2.

Curve di luminanza e EOTF a 1.000 nits con contrasto a 45 (sinistra), 44 (centro) e 42 (destra)

La retroilluminazione è impostata di base con valori piuttosto elevati anche in modalità Film e Cal Night. In entrambi i casi siamo a circa 200 cd/m2 - nits, un valore troppo alto per la visione in ambienti completamente oscurati e adatto invece per stanze in cui sono presenti fonti di luce. Per la nostra taratura abbiamo scelto di attestarci a circa 130 cd/m2 - nits. In queste condizioni il livello del nero si attesta a 0,008 - 0,01 cd/m2 - nits con Attenuazione locale regolata su Basso (la misura è stata effettuata su scacchiera ANSI, su schermata nera o con APL inferiore a 50 il nero non è più misurabile). Sconsigliamo di utilizzare le impostazioni più aggressive del local dimming poiché il livello del nero non migliora significativamente, mentre le basse luci presentano chiusure più evidenti con perdita di dettagli.

Curve di luminanza e EOTF a 4.000 nits con contrasto a 50 (sinistra), 48 (centro) e 45 (destra)

Anche la taratura di fabbrica in HDR è molto precisa. Le variazioni più rilevanti si riscontrano dall'80% in su, con un rosso un po' scarso e verde e blu presenti in quantità non molto superiori al riferimento. La curva EOTF (Electro-Optical Transfer Function) evidenzia una tendenza ad accentuare la luminosità lungo quasi tutta la scala dei grigi. Si tratta evidentemente di una precisa scelta da parte di Samsung, che ha voluto enfatizzare questo aspetto probabilmente per ottenere immagini dal forte impatto, un effetto che è riuscito, seppure non sia formalmente molto corretto. Per ottenere il picco di luminosità più elevato è necessario utilizzare l'impostazione predefinita di Attenuazione locale, ovvero Alto. Diversamente la luminosità massima si abbassa e non consente di sfruttare a pieno le potenzialità del pannello. La riproduzione dei colori è abbastanza fedele con discrepanze mediamente non molto pronunciate.

Picco di luminosità in relazione all'area visualizzata su schermo

Il bilanciamento del bianco a 2 e 20 punti consente di ottenere anche in questo caso eccellenti risultati. L'andamento delle tre componenti cromatiche primarie sulla scala dei grigi si allinea quasi perfettamente al riferimento, con scostamenti tanto contenuti da risultare di fatto invisibili all'occhio. La curva EOTF continua invece ad evidenziare la tendenza ad accentuare la luminosità anche sui mezzi toni. Per ottenere una resa strumentalmente più corretta si deve agire sul contrasto riducendone il valore. Prima è però necessaria una premessa. I contenuti in HDR vengono realizzati con un tetto massimo di luminosità fissato in fase di produzione. La maggior parte dei contenuti viene creata con un tetto di circa 1.000 cd/m2 - nits, altri arrivano a 4.000 cd/m2 - nits, pochi si spingono fino a 10.000 cd/m2 - nits. Il valore prefissato influenza l'andamento della curva poiché l'elettronica deve applicare un differente tone mapping, l'intervento che adatta la luminosità del materiale in ingresso a quella del pannello.


Regolando il contrasto si può ottenere una curva EOTF che segue molto da vicino il riferimento. Per farlo occorre però impostare un valore differente per i contenuti a 1.000 cd/m2 - nits e per quelli a 4.000 cd/m2 - nits. Per i primi l'impostazione ideale del contrasto è intorno a 42, per i secondo intorno a 44-45. Apportare i cambiamenti richiede pochi istanti ma è anche vero che si deve ripetere l'operazione ogni volta che il contenuto presenta un tetto di luminosità differente. La via più comoda consiste nell'impostare un valore che possa andare bene per tutti: secondo i nostri test è 44-45 (chiaramente possono esservi alcune differenze su esemplari differenti). In questo modo si mitiga notevolmente il comportamento di base del TV: la luminosità è decisamente meno esuberante e molto vicina a quella impostata da chi ha creato originariamente i contenuti.

Il livello del nero in HDR, misurato con schermata APL 50 o scacchiera ANSI, si attesta ad un ottimo 0,05 cd/m2 - nits, un valore davvero contenuto se si considera l'alta luminosità del pannello. La copertura dello spazio colore BT.2020 si attesta al 72,97% xy e 78,98% uv, mentre il DCI-P3 è coperto al 96,97 % xy e 97,68% uv. Q9FN riesce a mantenere il picco di luminosità per periodi di tempo prolungati e non mostra particolari variazioni su aree ridotte dello schermo (dal 2 al 10%).

AutoCal

Per quanto riguarda la gestione delle immagini in movimento non ci sono particolari novità rispetto ai modelli precedenti. Se si esclude l'Auto Motion Plus vengono riprodotte circa 300-400 linee di dettaglio. Con Auto Motion Plus attivo si aprono molte possibilità. Sono infatti presenti varie voci ed è possibile personalizzare l'intervento grazie alle voci "riduzione vibrazioni" e "riduzione distorsioni". Torna anche "Movimento nitido LED", cioè il black frame insertion, una soluzione potenzialmente utile per migliorare la risoluzione delle immagini in movimento. Sta all'utente valutare se sia opportuno ricorrere a questa funzione: la sua attivazione causa un abbassamento della luminosità (ma questo non è davvero un problema, la riserva è più che abbondante) e causa l'insorgenza di "flickering". Le immagini tendono a "sfarfallare" e questo può causare fastidio in alcune persone più sensibili (è del resto proprio questa sorta di "pulsazione" che consente di incrementare il dettaglio in movimento). Riteniamo dunque che una prova diretta sia molto più valida di qualunque parere di terzi: ciascuno può valutare di persona il proprio grado di sensibilità e la propria tolleranza. Auto Motion Plus consente comunque di raggiungere le circa 1080 linee, attualmente il massimo possibile. Abbiamo inoltre misurato anche il volume colore relativo (cioè quello che fa riferimento al picco di luminanza raggiunto dal pannello). I dati che abbiamo ottenuto riportano un volume colore pari al 152% del Rec.709, vicino al 100% del DCI-P3 e al 70% del BT.2020.

Volume Colore

Una menzione la merita anche la funzione AutoCal. Purtroppo non è stato possibile testare la versione specifica per i modelli 2018. Al momento il software CalMAN non presenta ancora il profilo dedicato alla nuova gamma. Ci si può comunque interfacciare indicando i TV come QLED 2017 ma non sono disponibili tutte le opzioni. Si può eseguire una calibrazione automatica in SDR ma non in HDR. Manca inoltre la possibilità di tarare le saturazioni intermedie, un nuovo strumento che avrebbe migliorato ulteriormente la precisione nella riproduzione dei colori. Collegando PC e TV tramite il cavo seriale si ottiene il controllo diretto di tutte le voci presenti nei menu relativi alle impostazioni video. Si tratta di un grande vantaggio poiché non è più necessario utilizzare il telecomando per variare i valori, tutti i parametri si modificano direttamente tramite CalMAN. In questo modo si acquisisce una notevole rapidità e si evitano le problematiche legate alla visualizzazione dei menu a video (i menu sono sullo schermo del PC). L'auto-calibrazione opera eseguendo numerose misurazioni per il bilanciamento del bianco e dei colori. Non è però tutto completamente automatico: l'utente deve comunque indicare il grado di precisione inserendo il DeltaE desiderato e operando alcune scelte (livello della retroilluminazione, modalità video eccetera). I risultati sono molto buoni e non necessiterebbero di ulteriori correzioni. Nei nostri test abbiamo deciso di ricorrere comunque alla taratura manuale per spingere al massimo le possibilità offerte dal TV (in questo modo si ottengono risultati ancora più precisi). La differenza, rispetto alla modalità manuale, risiede nella quantità di tempo richiesta per ottenere i medesimi risultati: con AutoCal si riescono a sveltire enormemente i tempi. Il nostro giudizio è quindi immutato rispetto allo scorso anno: si tratta di una funzione che vorremmo trovare su un numero sempre maggiore di prodotti, specialmente nella fascia più alta.

Chiudiamo con i consumi: il TV richiede circa 90W in modalità Film SDR, circa 140W in modalità Standard SDR e tra i 140 e i 150W in modalità Film HDR.

La Smart TV

La piattaforma Smart TV utilizzata da Samsung è nuovamente Tizen, il sistema operativo proprietario che si era già dimostrato molto valido nelle sue precedenti incarnazioni. La struttura di base non ha subito modifiche significative rispetto al 2017. L'interfaccia e le principali voci presenti sono sempre le stesse. É del resto innegabile che la struttura realizzata da Samsung non avesse bisogno di essere ripensata da zero.

L'impostazione di base è quindi quella molto razionale che avevamo apprezzato sui Q8C. L'interfaccia è realizzata in modo da fornire varie facilitazioni. Posizionandosi sulle impostazioni, ad esempio, si possono scorrere tutte le opzioni ad accesso rapido. Il TV consente quindi di modificare parametri quali la modalità dell'immagine e quella del suono, l'uscita audio (speaker o prodotti collegati come una soundbar) e la connettività alla rete, senza dover necessariamente passare per il menu completo.

Una serie di icone rettangolari a sviluppo orizzontale raggruppa lungo il bordo inferiore dello schermo tutte le applicazioni e i servizi. Le immagini utilizzate sono piuttosto ampie e consentono quindi di identificare facilmente tutte le applicazioni presenti. Sopra al primo gruppo di icone è posto un secondo menu, sempre a sviluppo orizzontale. Sono qui racchiusi i contenuti accessibili tramite le singole applicazioni. Posizionandosi sopra le icone di YouTube o Netflix, ad esempio, è possibile scorrere i video iniziati o quelli consigliati. Per continuare la visione di un contenuto è sufficiente evidenziarlo e lanciarlo, senza bisogno di aprire prima l'applicazione e cercare poi il video desiderato all'interno del singolo servizio.


Ovviamente non poteva mancare un web browser integrato. La navigazione in rete è piuttosto rapida e reattiva, ma come sempre non riteniamo che si tratti di funzioni realmente interessanti per un televisore. Esistono infatti molti modi più comodi e anche più veloci per consultare i siti internet. Come abbiamo riportato parlando delle specifiche, è presente un microfono integrato nel telecomando. Si possono quindi impartire comandi vocali o effettuare ricerche utilizzando la propria voce. Il TV recepisce i comandi con precisione, come del resto accadeva anche sui prodotti 2017 e 2016. Come per altri televisori dotati delle stesse funzionalità, anche in questo caso confermiamo che l'utilità dell'interazione vocale è limitata alla ricerca di contenuti o al lancio di qualche applicazione. Tralasciando la curiosità iniziale, ben difficilmente ci si troverà a sfruttare la voce per il cambio dei canali, la regolazione del volume o altri controlli di questo genere.

Anche la gamma QLED TV 2018 è in grado di riconoscere le sorgenti collegate tramite HDMI. I televisori si comportano come i modelli dello scorso anno: quando si collega una sorgente il sistema provvede ad analizzarla per identificarla automaticamente. In questo modo tutti i dispositivi connessi non sono semplicemente contrassegnati con l'ingresso a cui sono collegati, ma vengono nominati in base alla tipologia (un PC ad esempio) o al nome del dispositivo stesso (come una console Xbox One).

Dopo aver identificato una sorgente è possibile programmare il telecomando in modo da poterne controllare tutte le funzioni. L'unità fornita in dotazione può quindi fungere da telecomando universale. All'utente non è richiesto alcun intervento particolare e questo rende tutto il processo molto semplice. Durante i nostri test abbiamo collegato lettori Ultra HD Blu-ray, console e PC e confermiamo la bontà di questo sistema. Quando si accede al menu del televisore vengono anche riportati a video alcuni comandi che consentono di accedere ai menu dei dispositivi, facilmente contrassegnati con icone e didascalie che ne semplificano la leggibilità.

Samsung sfrutta un database che contiene numerosi dispositivi. Le sorgenti più diffuse (console, decoder, Sky, lettori di vario genere) vengono immediatamente riconosciute . Il database non è ovviamente infinito e quindi capiterà per forza di cose che prodotti molto vecchi o di nicchia non siano identificati. Sono però casi piuttosto circoscritti che non spostano il giudizio su questa funzionalità. Come abbiamo scritto lo scorso anno, si tratta di una possibilità sicuramente gradita che può semplificare la vita agli utenti, specialmente a quelli non molto esperti.

La disponibilità di applicazioni è come sempre ottima: tutti i principali servizi sono presenti e si possono scaricare anche alcune utili applicazioni. Citiamo Netflix, Infinity, Amazon, Rakuten TV, Chili, YouTube, Dailymotion, Vimeo e Plex. Ove presente è ovviamente supportato lo streaming a risoluzione Ultra HD e sono disponibili anche alcune funzioni non comuni. Su Infinity, ad esempio, è abilitato lo streaming in Ultra HD con e senza HDR, una possibilità circoscritta a pochi modelli di altri marchi. La vocazione video-ludica del Q9FN è testimoniata anche dalle applicazioni legate al gioco. Una delle più interessanti è GameFly, un servizio di cloud gaming che consente di avviare vari titoli grazie allo streaming da PC in remoto. Il TV non esegue i giochi ma si limita a inviare i comandi impartiti e a ricevere un flusso audio-video. Con una connessione sufficientemente veloce e con latenza non eccessiva (consigliamo caldamente la connessione con cavo Ethernet) si riesce a giocare piuttosto bene. Un'altra applicazione interessante è Steam Link, utile per riprodurre i giochi in streaming da un PC collegato alla rete locale.

Se l'ossatura di Tizen è dunque rimasta sostanzialmente inalterata, ciò non significa che non vi siano anche alcune novità. La gestione di varie funzioni è ora affidata all'app SmartThings, disponibile su dispositivi iOS e Android. La sinergia tra smartphone, tablet e TV consente di semplificare l'uso dei prodotti. Per configurare il televisore è sufficiente avviare l'applicazione sul proprio smartphone. La connessione tra i prodotti viene sfruttata anche per il trasferimento delle password necessarie per accedere alla rete Wi-Fi domestica e ai servizi eventualmente presenti. Al momento sono ancora pochi quelli supportati (ad esempio Spotify e Hulu), con altri in arrivo nel prossimo futuro, poiché Samsung deve prima stringere accordi con ogni fornitore. La procedura è davvero semplice e rapida: alla prima accensione il TV rileva i dispositivi e l'applicazione provvede a guidare l'utente in modo da completare tutti i passaggi, compresa la gestione delle sorgenti collegate ai televisori.

SmartThings consente anche di controllare tutti i dispositivi "smart" compatibili. Si possono gestire frigoriferi, lavatrici, luci ed altro ancora. Sono supportati sia i prodotti Samsung che quelli certificati, come ad esempio le lampadine Philips, i sistemi per la sorveglianza Arlo e i citofoni Ring. Il marchio coreano punta inoltre sulla sincronizzazione e condivisione dei contenuti. Quando si scatta una foto col proprio smartphone è possibile condividerla immediatamente con Samsung Cloud. L'immagine è quindi istantaneamente disponibile sugli Smart TV. Si possono poi ricevere notifiche direttamente sul grande schermo: le informazioni veicolate comprendono gli aggiornamenti relativi ai dispositivi "smart home", promemoria con impegni ed eventi e messaggi sulla messa in onda dei contenuti preferiti.

Nuova è anche la modalità Ambient Mode, ideata per rendere utile il TV nei momenti in cui non viene effettivamente utilizzato. Da un sondaggio è emerso che lo schermo nero dei televisori viene ritenuto poco appagante dal punto di vista visivo. Ecco dunque l'idea: dare uno scopo al grande schermo anche quando non si visualizzano film o programmi televisivi. I display divengono quindi mezzi per veicolare una serie di informazioni, come ad esempio le previsioni del tempo, l'ora, le notizie e anche le già menzionate notifiche. L'app SmartThings è stata sviluppata in modo che i televisori riconoscano gli utenti che vi hanno fatto ricorso per interagire con i televisori. Quando un utente si avvicina ai QLED TV con il proprio smartphone, su schermo appaiono informazioni personalizzate in base alle preferenze impostate sul dispositivo mobile.

L'Ambient Mode permette anche di visualizzare su schermo sfondi di vario tipo. Nei TV sono preinstallati alcuni modelli predefiniti che vengono applicati con effetti di ombreggiature e trasparenze in modo da replicare l'effetto di un quadro su una cornice. L'app SmartThings rientra nuovamente in gioco per realizzare un effetto "mimetico". Fotografando il TV e l'ambiente circostante è possibile riprodurre lo spazio che circonda il QLED su schermo. I televisori elaborano l'immagine e la adattano a tutto schermo, creando l'illusione di uno sfondo che si estende senza soluzione di continuità dentro e fuori il TV. Al momento questa funzione è ancora in sviluppo. Se lo sfondo è uniforme il risultato è già buono, mentre con pareti che presentano trame elaborate o strutture molto eterogenee è molto difficile ottenere un effetto convincente.

Samsung ha tenuto in considerazione anche i consumi: la modalità video riduce il bisogno di energia al 40%. Si parla di circa 60W come consumo medio (con le impostazioni di base, volendo si può ad esempio ridurre l'intensità della retroilluminazione). Un sensore provvede a regolare automaticamente la luminosità e anche la temperatura colore, in modo da adattare le immagini alle condizioni dell'ambiente.

Il nostro giudizio su Tizen è quindi decisamente positivo. Si tratta attualmente del sistema più reattivo e veloce. La stabilità generale è ottima e la disponibilità di contenuti è ampia.

La prova di visione

La prima accensione 65" Q9FN rivela immediatamente l'elevatissima luminosità. Non serve ricorrere a contenuti in HDR per rendersi conto della potenza garantita dalla retroilluminazione Full LED sviluppata da Samsung. Anche in SDR il prodotto è capace di raggiungere livelli molto elevati. Con bianco al 100% si arriva molto vicino alle 700 cd/m2 - nits, mentre riducendo l'area copertura su schermo al 10% si passano le 1.600 cd/m2 - nits. Si tratta dunque di un televisore che è perfettamente a proprio agio anche negli ambienti più luminosi, complice anche l'eccellente filtro anti-riflesso, a nostro avviso il migliore attualmente sul mercato. La combinazione di questi elementi permette di mantenere un elevato rapporto di contrasto percepito anche in piena luce. Il bianco non acquisisce dominanti indesiderate (su alcuni prodotti si nota come viri al magenta se in ambiente c'è molta luce) e anche i riflessi sono ben contenuti.

Il QLED top di gamma 2018 conferma la tendenza a restituire un quadro molto dettagliato, una caratteristica che avevamo sottolineato già lo scorso anno nella recensione del Q8C. Anche i particolari più minuti vengono messi in risalto. L'elettronica svolge quindi il suo compito con efficacia ed equilibrio. Non si ravvisa la tendenza ad esasperare l'incremento del dettaglio sempre e comunque, anche quando porterebbe un detrimento al quadro complessivo per via dei difetti presenti sui segnali meno nobili. In alcuni casi è bene mettere mano alle impostazioni per regolare finemente alcuni parametri, tra cui quello relativo alla nitidezza. Può risultare utile quando si guardano segnali televisivi più compressi e quindi più soggetti alle imperfezioni causate dalla scarsità di informazioni presenti nel flusso video. Ammorbidire il quadro con contenuti di questo tipo può tornare utile per ottenere una visione più piacevole. Non è del resto sorprendente che le informazioni mancanti non si possano completamente inventare da zero, motivo per cui anche un processore video capace non può fare i miracoli.

La visione in SDR (Standard Dynamic Range) raggiunge vette di eccellenza. A colpire è sicuramente il livello del nero davvero molto, molto basso. Con un po' di luce in ambiente la differenza tra il Q9FN e un OLED è praticamente impossibile da percepire. Al buio si nota che l'LCD Samsung non è completamente spento (a meno di non visualizzare schermate totalmente nere), però il divario tra le due tecnologie non è più così marcato e il QLED riesce comunque a farsi valere. La gestione del local dimming è generalmente ottima. Il "blooming", gli aloni che si creano intorno a porzioni luminose dell'immagine contornate dal nero, è contenuto benissimo ed è davvero molto raro notarlo. Da questo punto di vista il Q9FN non ha rivali. Altri LCD Full LED sono in grado di esibire prestazioni di tutto rispetto, ma nessuno padroneggia il contenimento del "blooming" quanto questa serie Samsung. I nuovi algoritmi sono realmente efficaci. Anche le bande nere, i punti generalmente più critici in assoluto, restano quasi sempre completamente nere, anche quando il formato non corrisponde al rapporto d'aspetto 2,35:1. Il rapporto di contrasto misurato su scacchiera ANSI si attesta a 16.250:1.


L'uniformità dell'esemplare che abbiamo ricevuto per la recensione si è dimostrata piuttosto buona. Visualizzando una scala di grigi completa si possono notare alcune zone dove la retroilluminazione Full LED presenta variazioni non molto marcate rispetto al resto dello schermo. Tale fenomeno, spesso presente su questa tipologia di prodotti, si manifesta sotto forma di strisce verticali più facilmente visibili durante le carrellate orizzontali (è il cosiddetto "dirty screen effect"). Sul nostro Q9FN l'incidenza si è dimostrata piuttosto contenuta: le imperfezioni sono presenti ma in misura tale da non rendersi generalmente visibili durante le normali condizioni d'uso. Non sono invece presenti luci spurie o "clouding", quindi vere e proprie chiazze più luminose che generalmente emergono soprattutto nelle scene scure.

Per i nostri test abbiamo seguito l'ormai consolidata metodologia che prevede l'uso di varie sorgenti. I servizi in streaming non hanno mostrato alcun tipo di incertezza o problematica. Netflix, Amazon, Infinity, YouTube e tutti gli altri evidenziano una qualità molto buona sui video non eccessivamente compressi. Persino YouTube, una sorgente non esattamente allo stato dell'arte come qualità video, riesce a risultare decisamente convincente se si sceglie il giusto materiale in Ultra HD e con HDR. Naturalmente non si può pretendere di avere un quadro sempre impeccabile. Lo streaming utilizza una compressione che in vari casi mette in luce vari difetti, come ad esempio una transizione troppo netta tra le sfumature di colore. Anche le scene molto scure possono mostrare rumore video ed altri limiti imputabili al materiale messo a disposizione dai servizi stessi. In questi casi il Q9FN ha faticato maggiormente nel mantenere equilibrio, precisione e dettaglio, ma non si tratta sicuramente di difetti imputabili al prodotto realizzato da Samsung.

Proprio per questi motivi è necessario ricorrere a sorgenti con qualità più elevata per spremere il massimo da televisori di questo tipo. Abbiamo quindi riprodotto vari dischi Ultra HD Blu-ray e demo di pari qualità, ovviamente anche in HDR. Il picco di luminosità in modalità dinamica è il più alto che abbiamo mai misurato. Parliamo di circa 3.000 cd/m2 - nits, un valore che viene mantenuto per pochi secondi (poi crolla repentinamente e consistentemente). Il dato più interessante è quello relativo alla modalità Film, poiché si tratta di quella più corretta e fedele al contenuto originale. Su un'area pari al 10% dello schermo la luminosità si attesta tra le 1.500 e le 1.600 cd/m2 - nits, anche dopo la taratura. Come abbiamo evidenziato parlando delle misure, il tone mapping (l'elaborazione che adatta la luminosità dei contenuti al picco del pannello) applicato di base è più aggressivo per quanto riguarda la luminosità anche dei mezzi toni. Anche senza ricorrere alle misure lo si può apprezzare guardando gli incarnati in scene ben illuminate. I volti appaiono un po' più accesi e si tende a perdere qualche dettaglio sulle porzioni più chiare dello schermo, poiché i particolari si "bruciano" e finiscono per divenire indistintamente bianchi. Abbiamo già evidenziato come si può correggere questa tendenza andando a regolare il valore del contrato. Volendo si possono ottenere risultati davvero ottimi per tutte le tipologie di contenuti realizzati in HDR, anche se le correzioni non sono proprio comodissime da apportare. Per la maggior parte degli utenti è sicuramente più pratico affidarsi ad un'impostazione media che risulti soddisfacente sia per i contenuti con luminosità fissata intorno alle 1.000 cd/m2 - nits sia per quelli a 4.000 cd/m2 - nits. In questo caso si riesce a contenere lo scostamento a livelli tali da non costituire un reale limite. Auspichiamo comunque che Samsung decida di apportare cambiamenti, tramite gli aggiornamenti firmware, in modo da accontentare tutti, sia chi preferisce una resa più d'impatto dal punto di vista della luminosità, sia chi ama il rigore di un prodotto che segue le indicazioni fornite dai riferimenti e usate anche dai creatori di contenuti.


É comunque innegabile che il Q9FN sia in grado di offrire immagini molto coinvolgenti in HDR, specialmente in ambienti luminosi. L'elevata potenza offerta dalla retroilluminazione è capace di contrastare efficacemente la luce proveniente da fonti artificiali o naturali, preservando il rapporto di contrasto e riuscendo a rappresentare picchi di luminosità che non perdono molto "vigore". Un punto di forza è sicuramente l'ampissimo volume colore. Tutte le tinte risultano vibranti, sature e naturali a qualsiasi livello di luminosità entro le circa 1.000 cd/m2 - nits. Da questo punto di vista il QLED Samsung stacca praticamente tutti i rivali: i colori sono sempre vividi e molto naturali, anche durante le scene con i picchi di luminosità più elevati, condizioni in cui altri TV e altre tecnologie faticano a tenere il passo e devono scendere a qualche compromesso in termini di luminosità e/o saturazione. L'ottimo livello del nero, davvero ben contenuto se si considera la quantità di luce emessa dai LED, contribuisce inoltre ad assicurare un altrettanto ottimo rapporto di contrasto. Il "blooming" è generalmente ben contenuto anche in HDR. Si può notare la sua presenza a volte nelle bande nere, specialmente se il formato non è 2,35:1. Considerarlo un reale difetto è però difficile, poiché l'insorgenza è sporadica (servono picchi di luminosità in corrispondenza dei bordi superiore od inferiore) e l'incidenza sulla qualità dell'immagine è contenuta (gli aloni non sono generalmente molto visibili).

Alcuni limiti sono comunque presenti, sia in SDR che in HDR. É del resto un fatto comune a tutte le tecnologie attualmente disponibili sui televisori. Qualche compromesso va messo in conto. Nel caso del Samsung Q9FN si possono notare due imperfezioni ascrivibili al local dimming. La prima si manifesta sotto forma di pulsazioni della luminosità. In alcune scene particolarmente ostiche, tendenzialmente quelle molto scure con presenza di forti luci concentrate in alcune porzioni ristrette dello schermo, il local dimming sembra non intervenire con sufficiente prontezza o con assoluta decisione. Il risultato è una leggera fluttuazione della retroilluminazione che varia per alcuni istanti senza stabilizzarsi perfettamente. Questo fenomeno è stato ridotto con l'arrivo dell'ultimo firmware (quello che ha portato anche il supporto al FreeSync) e non si verifica frequentemente. Anche la pulsazione stessa è spesso lieve, quindi non è sempre semplice accorgersene durante il normale utilizzo. L'altro compromesso riguarda la gestione dei dettagli sulle basse luci, le porzioni più scure dell'immagine. Il QLED ha la tendenza a privilegiare un nero più basso rispetto al mantenimento dei dettagli e alla riproduzione delle alte luci. Anche questo aspetto è stato mitigato dall'ultimo aggiornamento, che ha reso gli algoritmi meno aggressivi. Può comunque capitare che in alcuni passaggi il TV tenda a visualizzare un nero più basso sacrificando alcune informazioni nelle scene buie. Il cielo stellato che si vede in una scena del film "Lucy", con i grattacieli che si stagliano in basso, evidenzia qualche particolare in meno rispetto a quelli effettivamente presenti. Alcune stelle risultano meno visibili e anche le luci della città tendono a nascondere qualcosa. Anche in questo caso non si tratta di una tendenza eccessivamente presente ed invasiva, specie dopo gli aggiustamenti apportati, ma è comunque giusto segnalarla per completezza di informazione.

L'angolo di visione è migliorato rispetto ai modelli del 2017 e rispetto alla media degli LCD in generale. Per vedere virare i colori è necessario spostarsi maggiormente dalle posizioni in asse con il centro dello schermo. Anche il "blooming" risulta non eccessivamente evidente quando si guarda lo schermo da posizioni non precisamente centrate. I passi avanti consentono quindi un po' più di libertà ma non troppa. Il pannello è pur sempre un LCD di tipo VA, una tipologia che da sempre garantisce un ottimo livello del nero a discapito di un ristretto angolo di visione. Non bisogna quindi aspettarsi rivoluzioni copernicane: chi si siede non in prossimità del centro non può non percepire un nero più elevato, una maggiore presenza di aloni e colori che degradano progressivamente, perdendo saturazione e naturalezza.


L'impianto audio 4.2 si è dimostrato di buon livello per uno schermo piatto. La potenza è buona e consente di non dover necessariamente alzare il volume a livelli alti per ottenere un suono perfettamente intelligibile. La riproduzione delle medie frequenze è convincente, qualcosa si perde sulle alte mentre le basse sono quelle che soffrono maggiormente. Buona la separazione tra i canali, merito anche delle ampie dimensioni dello schermo.

Il One Connect Box, complice anche la doppia alimentazione integrata, tende a scaldarsi durante l'uso. Non abbiamo riscontrato alcun tipo di malfunzionamento dovuto alla dissipazione del calore, ma consigliamo comunque di installarlo in luoghi ben areati, in modo che il calore generato possa trovare il giusto sfogo tramite le prese d'aria. Chiudiamo come sempre con l'input lag, il ritardo nella risposta ai comandi impartiti. Samsung è da tempo una garanzia da questo punto di vista e il Q9FN non intende interrompere questa tradizione. Il ritardo che abbiamo misurato è basso in tutte le modalità, quindi sia Full HD che Ultra HD, con o senza HDR. Il valore che abbiamo registrato è 21 ms in SDR, 22 ms in HDR e circa 24 ms con compensazione del moto attiva.

Conclusioni
Eccellente livello del neroRapporto di contrasto molto elevatoIl miglior TV attualmente in commercio per la visione in ambienti luminosiDesign e costruzioneLa Smart TV è veloce e completaOttima riproduzione dei colori in HDRPannello molto luminoso in SDR e HDRIdeale per i videogiochiOttima gestione del local dimming...
... Anche se qualche compromesso è comunque presente L'angolo di visione è migliorato ma non è ancora ampissimoLa calibrazione in HDR richiede qualche accortezza in piùPrezzo di listino impegnativo

La serie Q9FN evidenzia l'ottimo lavoro svolto da Samsung per migliorare la qualità dei QLED TV. Se si confronta la serie del 2018 con la quasi omologa serie 2017, dotata di retroilluminazione LED Edge, si nota immediatamente una differenza davvero lampante. Livello del nero, rapporto di contrasto, funzionamento del local dimming, funzionalità dedicate ai videogiochi e luminosità mostrano incrementi qualitativi facilmente apprezzabili anche dall'occhio di un neofita. Non è quindi fuori luogo parlare di un vero e proprio balzo in avanti che va ben oltre gli affinamenti che generalmente separano prodotti usciti a circa 12 mesi di distanza l'uno dall'altro.

Costruzione e design si attestano su alti livelli, come del resto accade ormai da tempo sui prodotti Samsung di questa fascia. La piattaforma Tizen si è mostrata solida e completa anche in questa occasione. La base è rimasta sostanzialmente la stessa e del resto non si avvertiva il bisogno di particolari interventi. Velocità, affidabilità e quantità di applicazioni e servizi sono punti di forza ormai da tempo acquisiti. Si sono poi aggiunte novità come l'Ambient Mode che rendono ancora più vasto il numero di funzioni offerte. Le prestazioni in gamma dinamica standard sono elevatissime: il livello del nero è il migliore tra gli LCD che abbiamo misurato nel corso degli ultimi anni. Ne deriva un alto rapporto di contrasto che, abbinato ad un'ottima elettronica, permette di offrire immagini appaganti sia in ambienti oscurati che in ambienti fortemente illuminati. La notevole potenza della retroilluminazione si sposa con quello che è probabilmente il miglior filtro anti-riflesso disponibile sul mercato. Trovare un prodotto capace di fare meglio in presenza di forti luci ambientali è impossibile.

Il box esterno è una soluzione che ci è sempre piaciuta e che continuiamo a ritenere vincente. La semplificazione portata dall'unico cavo necessario per collegarlo al TV è più che benvenuta, seppur con il limite di connettori che possono creare difficoltà a chi vorrebbe occultarli all'interno di canaline preesistenti. Nascondere il cavo semi-trasparente resta comunque piuttosto semplice. Il punto di forza del Q9FN è indubbiamente costituito dalla sua retroilluminazione. Il ritorno della configurazione Full LED con local dimming è ciò che ha permesso di fare il salto di qualità rispetto ai modelli del 2017. Gli algoritmi che gestiscono il controllo a zone sono molto efficaci nel contenere il blooming, davvero poco invasivo in quasi tutte le circostanze. Qualche compromesso è ancora presente sotto forma di pulsazioni e perdita di qualche dettaglio nelle scene più scure, ma si tratta comunque di situazioni limite che non si presentano con molta frequenza e che sono già state limate con l'ultimo aggiornamento firmware. Samsung sembra quindi intenzionata a continuare il processo di affinamento di tutto il sistema per ottimizzare ulteriormente le prestazioni e per bilanciare l'intervento dell'elettronica.

Il giudizio positivo si conferma anche per HDR. Il nero viene gestito molto meglio rispetto ad altri LCD (siamo mediamente un ordine di grandezza sotto) e la luminosità è elevatissima. Le immagini sono quindi di forte impatto, in realtà anche più del necessario con le impostazioni di base. L'esuberanza si può comunque riportare nei ranghi con i dovuti aggiustamenti. Q9FN spicca poi per le funzioni legate ai videogiochi. L'input lag, contenuto in tutte le modalità video possibili, si abbina alla possibilità di gestire segnali in Full HD a 120Hz e al FreeSync. Queste caratteristiche rendono il prodotto davvero ideale per chi usa PC o console. Gli aspetti negativi, oltre ai limiti che abbiamo già evidenziato, sono rappresentati da un angolo di visione che è sì migliorato, ma ancorano molto ampio, e dal prezzo di listino sicuramente impegnativo. Il pacchetto offerto da Samsung è molto ricco ma richiede un esborso che non è sicuramente alla portata di tutti. Si tratta comunque di un ottimo prodotto per coloro che ricercano alte prestazioni in qualsiasi tipo di ambiente e senza cedimenti particolari con le varie tipologie di contenuti, dalle trasmissioni televisive ai film, passando per lo streaming e i videogiochi.

Un ringraziamento ad Audioquality per il supporto logistico. Per ulteriori informazioni sulla disponibilità del prodotto nel mercato italiano vi rimandiamo alla scheda presente sul sito italiano di Samsung.

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Commenti

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Nicola Buriani

Dovrei mettere le mani su un LG C8 a breve.

Paolo Vangoni

E' fattibile un confronto con un Oled 2018 LG?

Jon Snow

la più famosa seguita da 50.000 persone su YouTube? Ha più fw cicciobenzina loool. Sei solo un viscido topo di fogna e hai dovuto farti un account apposito per nasconderti.
Ma ancora sto aspettando il burn-in sulla mia tv che da 2 anni rimane accesa almeno 6 ore al giorno. Un altro terrapiattista schifoso. Ban

Andy Rice

Ah quindi Rtings, la testata più famosa e seria in ambito di recensioni tv sarebbero degli idioti?? ahahahahahah
Ma ti rendi conto quanto ti stai rendendo ridicolo agli occhi del mondo?????? ahahahahahahh

Ti blocco perchè vali veramente meno di zero. Sicuramente la gente sà già chi ascoltare tra una testata come Rtings ed una testa di C come te. Ciao nullità e continua a perdere il tempo della tua unica inutile vita facendo il troll da due soldi, del resto non credo tu possa ambire a qualcosa di migliore ahahahah Addio

Jon Snow

non hai bisogno di farlo nemmeno con l'oled

Jon Snow

rosica ancora un po' che non si è capito che ti rode lel
topo di fogna

Jon Snow

non sai più che scrivere rosikone troll. Continua a far ridere il blog con le tue fregnacce, topo di fogna lel

Jon Snow

test fatti da imb3cilli come te? O test fatto da te? AHaHahaAhahah ci mancava l'hater delle tv. mamma mia che troll trisomico lel

Jon Snow

ah esiste un lavoro simile? Non lo sapevo proprio... Evidentemente lo stai già facendo tu AHAHAHAHAHAHAHA smeldato un'altra volta. Mi stai facendo scassare lel

Jon Snow

ecco un'altra cosa senza senso lol

Andy Rice

Lavorare a cosa? Uno col tuo QI potrebbero usarlo per raccogliere la merxa con la bocca, che altro potresti fare??

Andy Rice

Schermata statica per ore???????? Ma se il test è effettuato su 4 ore di:
-Live CNN
-Partite di Football
-Live NBC
-Videogames

e tu parli di schermata statica???? Ma lo vedi che essere insulso che sei? Ma che cosa esisti a fare?? Ti intrometti in discussioni su cui non sai assolutamente nulla parlando di test che nemmeno hai letto, hai fatto una figura di mexda STORICA. Se ti resta un minimo di dignità cancellati da questo forum e torna nel buco di c da dove sei uscito.

Sei appena stato smerdato come pochi ahahahahahahahah
Che essere ridicolo, non fai altro che pena

Andy Rice

Scrivi come un bambino di 12 anni e dici non fai altro che dire cose senza senso, non sai che pena che mi fai ahahahahah

Jon Snow

dai troll, sparisci che io devo lavorare. Mi hai già fatto ridere abbastanza. Adesso vai a giocare a mosca cieca sull'autostrada lol

Jon Snow

quì l'unico trollone imb3cille sei tu e l'ho pienamente dimostrato smeldandoti. Hai un'ameba al posto del cervello e parli di test. Andresti appeso per la tua imb3cillità

Jon Snow

povero trollone. Ha fatto la figura di melda e adesso se ne esce con il "se vuoi parlare con me!1!1!" a cuccia.

Andy Rice

Ripeto se vuoi parlare con me di cose sensate che non siano "ho un note da anni e mi funziona benissimo" altrimenti torna nel tombino da dove sei uscito e restaci per il resto dei tuoi inutili giorni.

Andy Rice

decerebrato che non sei altro ma di cosa stai parlando imb3cille. Il tuo QI è più basso di una lattina di birra. Si stà parlando di televisori e di test effettuati da professionisti del settore e tu rispondi dicendo che hai un Note 3 che ti funziona bene???? Qui le cose sono due, o sei un troll o sei più stupido della mer..a

In entrambi i casi non meriti che io dedichi altro tempo a una nullità come te.

Jon Snow

trollone imb3cille, allora solo perché esistono samsung galaxy che soffrono di burn-in, tutti i galaxy ne soffrono? In casa c'è un note3 da 5 anni con display come la prima volta. Vai a trollare a casa tua, imb3cille! Quì ti sm3rdano subito

Jon Snow

trollone vai a cuccia

Andy Rice

Cosa vuol dire che sei possessore di Oled da 2 anni pagliaccio che non sei altro. Il fatto che ti sia andata bene a te per due anni dovrebbe significare che tutti i problemi di burn-in e vertical banding che lamentano utenti di tutto il mondo o i test di effettuati da professionisti del settore non esistano?? ahahahahah Ma sparisci e non farmi perdere tempo a ridicolo.

Andy Rice

Ma deleta il tuo cervello, io parlo di fatti, tu di nulla

Jon Snow

possessore di oled da 2 anni e il pannello è una meraviglia per gli occhi. Comprale le cose prima di giudicarle invece di basarti su quello che dice qualcuno sui forum, sempre ammesso che non sia un troll da 4 lire come te.

Jon Snow

deleta che fai più bella figura.

Jon Snow

l'hai distrutto

Andy Rice

Sempre valutato i contro ed i Pro di ogni tecnologia, ciao

Ivan Degni

"io mi affido alle decine di testate di reviews professionali che hanno già confermato tutto ciò che ho scritto"

Si ma leggile bene, non solo ciò che vuoi tu.

Andy Rice

Ma hai bevuto????
"Tra l'altro ORGANIC e proprio parte dell'acronimo del nome OLED, ma tu lo sai già ovviamente."

Ma se sono stato io a scriverti 2 messaggi più sopra Oled (Organic Light-Emitting Diodes) ahahahahahahahhahah

Ma quale immagini castrate tu non stai bene, senti continua a pensare quello che ti pare che ho già perso abbastanza tempo, io mi affido alle decine di testate di reviews professionali che hanno già confermato tutto ciò che ho scritto. Ti auguro che il tuo Oled duri più di due anni, ciao ciao

Ivan Degni

Chi ha detto che non so che sono organici?!?!?!

Tra l'altro ORGANIC e proprio parte dell'acronimo del nome OLED, ma tu lo sai già ovviamente.

Organico non vuol dire che dopo un tot anni si butta via, ci sono materiali compositi e organici che durano un eternità.
Come ti ho scritto prima, l'alto livello di nero raggiunto dai qled porta alla grande problematica di mangiarsi i colori chiari nelle scene scure.
Altro che vertical banding, o mezzo punto, qui si castrano le immagini!
Ma se sei uno che si accontenta , come si dice, contento tu.

Andy Rice

Allora hai buttato 18 anni a seguirli visto la tua profonda ignoranza in materia Oled e Micro led, nemmeno sapevi che fossero composti organici altrimenti non avresti mai detto una caxxata del tipo nei prossimi anni gli Oled risolveranno i loro problemi ahahahah Sono 20 anni che fanno ricerche sugli Oled, oramai le più importanti case hanno tutte puntato sul Micro-Led per i prossimi anni e tu credi ancora che gli Oled risolveranno magicamente i loro problemi? ahahahahahah ma quanto fai ridere????.

Riguardo al discorso QLed 2018. Pianeti diversi???? Ti ripeto che tutte le recensioni PROFESSIONALI mostrano come i QLED del 2018 si siano avvicinati tantissimo agli Oled, tanto che il contrasto ed il livello di neri hanno raggiunto differenze di mezzo punto. Senza contare tutti i PRO dei Qled ed il fatto che non soffrono come già detto 200 volte di Burn-in e Vertical Banding. Mi sono stufato a ripeterti sempre le stesse cose, se non vuoi capire è un problema tuo. Goditi pure il tuo Oled stando col pensiero del Burn-in ogni volta che vedi una partita di calcio, un tg o giochi al pc. Saluti

Ivan Degni

Lo stai decretando unicamente tu.
So bene che cos'è un OLED, e di che tipo di tecnologia si tratti, ne seguo gli sviluppi fin dai primi anni 2000.
Sono informato e appassionato, iscritto su AVmagazine dal lontano 2007.
So di cosa stiamo parlando!
La differenza tra Oled e LCD/qled, non è minima.
Nei
test di confronto, nel Q9 la visione alle alte luci porta a bruciare i
bianchi andando ad eliminare dettagli e sfumature, perdendo così colori e
contrasti.
Ancora peggiomnelle scene scure, dove va a bruciare i dettagli chiari per "CERCARE di CREARE" il nero.
Hai
visto il test dove viene visualizzata la via lattea, ecco, lì Q9 si
mangia qualche "miliardata" di stelle e sfuature di colori!
Non
scherziamo dai, mi allora tu NON hai letto/letto/seguito/compreso
completamente i test, ho quantomeno li hai analizzati con il oparaocchi.
Se
vuoi continuare a difendere gli LCD per me non c'è problema, dovresti
ammettere però che questa tecnologia è arrivata alla frutta e questa NON
può VISIVAMENTE competere con la tecnologia OLED.Sono su pianeti diversi.
Tu dici;
"La differenza tra Oled e Qled 2018 è ormai minima."
Io dico sì, ma solo per gente si accontenta.

Ivan Degni

Lo stai decretando unicamente tu.
So bene che cos'è un OLED, e di che tipo di tecnologia si tratti, ne seguo gli
sviluppi fin dai primi anni 2000.
Sono informato e appassiona e sono iscritto su AVmagazine dal lontano 2007.
So di cosa stiamo parlando!
La differenza tra Oled e LCD/qled, non è minima.
Nei test di confronto, nel Q9 la visione alle alte luci porta a bruciare i bianchi andando ad eliminare dettagli e sfumature, perdendo così colori e contrasti.
Ancora peggiomnelle scene scure, dove va a bruciare i dettagli chiari per "CERCARE di CREARE" il nero.
Hai visto il test dove viene visualizzata la via lattea, ecco, lì Q9 si mangia qualche "miliardata" di stelle e sfuature di colori!
Non scherziamo dai, mi allora tu NON hai letto/letto/seguito/compreso completamente i test, ho quantomeno li hai analizzati con il oparaocchi.
Se vuoi continuare a difendere gli LCD per me non c'è problema, dovresti ammettere però che questa tecnologia è arrivata alla frutta e questa NON può VISIVAMENTE competere con la tecnologia OLED.
Sono su pianeti diversi.
Tu dici;
"La differenza tra Oled e Qled 2018 è ormai minima."
Io dico sì, ma solo per gente si accontenta.

Andy Rice

Ah i test che ho linkato io non parlano di gravi problematiche? Ma stai scherzando o cosa? Secondo te avere burn in dopo un paio d'anni di real life usage non è un grave problema? Ma cosa stai dicendo. Sono problemi INSITI alla tecnologia Oled non possono essere risolti col maturare della tecnologia, mi sà che non hai ben chiaro di cosa stai parlando. A differenza dei Micro-Led gli Oled sono costituiti da componenti organici da qui il nome Oled (Organic Light-Emitting Diodes) e sono soggetti a degradazione nel tempo che sfocia nel burn-in e che come ho linkato più volte nel test è una problematica REALE e FREQUENTE, se non credi nemmeno al test di Rtings fatti un giro sui forum internazionali dove utenti lamentano questi problemi già dopo 1 o 2 anni.

Tu dici prova a immaginare cosa può cambiare, quasi nulla perchè come ti ho detto 100 volte è una problematica insita nella tecnologia stessa OLED e Samsung, Sony etc non sono stupide ad aver virato sui Micro-Led, sanno benissimo che l'Oled non sarà mai la tecnologia di riferimento dei prossimi anni. Per quanto concerne la differenza Oled ed LCD è abissale mentre la differenza tra Oled e Qled 2018 è ormai minima. Poi continua a pensare quello che ti pare. Saluti

Ivan Degni

Che gli Oled abbiano "gravissimi" problemi lo hai decretato tu, i test,
anche quelli da te linkati non parlano certo di "gravissime" problematiche, ma di problemi che ha mio avviso si possono risolvere con il maturare della tecnologia.
Se come dici tu gli analisti ritengono che nel giro di 2-3 anni si
venderanno i primi pannelli 55-65-75 micro led, vol dire che per arrivare ad una commercializzazione pari a quella Oled di oggi di anni ce ne vorranno almeno 5/6.
Ora prova ad immaginare come possono cambiare le cose in tutti questi anni, considerando poi la velocità in cui la tecnologia in generale progredisce, rifletti soprattutto su quanto potrà nel frattempo maturare la tecnologia dei pannelli OLED in questi 5/6 anni.
La mia domanda è un'altra, da qui a 3/4 anni, ora che usciranno i primissimi Micro led, Samsung cosa vorrà fare?
Insisterà ancora con la produzione di LCD/Qled andando sempre più a perdere quote di mercato?
La risposta certo non sta a noi, ma io la vedo dura che stia ancora lì ad aspettare.
Che tu sia d’accordo o no il marketing dei vari brand oggi spinge fortemente sugli Oled, anche perché diciamocelo onestamente, gustarsi un film in blu ray 4k con questa tecnologia rispetto agli LCD è certo un’altra cosa, ed il passaggio di tecnologia ci sta veramente tutto.

Nicola Buriani

Solo una precisazione: il Q8 Full LED al momento non è confermato per l'Italia.

Ivan Degni

Chegli Oled abbiano "gravissimi" problemi lo hai decretato tu, i test,
anche quelli da te linkati non parlano certo di "gravissime" problematiche, ma di problemi che ha mio avviso si possono risolvere con il maturare della tecnologia.
Se come dici tu gli analisti ritengono che nel giro di 2-3 anni si
venderanno i primi pannelli 55-65-75 micro led, vol dire che per arrivare ad una commercializzazione pari a quella Oled di oggi di anni ce ne vorranno almeno 5/6.
Ora prova ad immaginare come possono cambiare le cose in tutti questi anni, considerando poi la velocità in cui la tecnologia in generale progredisce, rifletti soprattutto su quanto potrà nel frattempo maturare la tecnologia dei pannelli OLED in questi 5/6 anni.
La mia domanda è un'altra, da qui a 3/4 anni, ora che usciranno i primissimi Micro led, Samsung cosa vorrà fare?
Insisterà ancora con la produzione di LCD/Qled andando sempre più a perdere quote di mercato?
La risposta certo non sta a noi, ma io la vedo dura che stia ancora lì ad aspettare.
Che tu sia d’accordo o no il marketing dei vari brand oggi spinge fortemente sugli Oled, anche perché diciamocelo onestamente, gustarsi un film in blu ray 4k con questa tecnologia rispetto agli LCD è certo un’altra cosa.

Harry_Lime

Attualmente solo il p9 2018 è full led.
Negli stati uniti anche il q8 2018 è full led e samsung sta correndo ai ripari viste le scarse vendite del q8 in europa, importandolo anche in europa sostituendolo al modello attuale edge led.
Il problema è che è sarà un bel casino capire nei negozi quali q8 saranno edge led e quali full led.

Andy Rice

Non sparo a zero su niente mi limito ad analizzare i fatti.
Recensioni, test ed esperienze di utenti dimostrano chiaramente come gli Oled hanno dei gravissimi problemi strutturali che sono alla base della tecnologia Oled stessa, motivo per cui le più importanti aziende da anni hanno avviato ricerche ed investito tantissimi milioni per la tecnologia Micro-Led.
I Micro-Led sono superiori ed andranno a rimpiazzare gli Oled in tutto per tutto
https://www_microled-info_com/files/microled/Coherent-LCD-OLED-microLED-comparison-table.jpg

Il giorno ed il mese esatto non li sò, il The Wall è già attualmente in vendita e gli analisti ritengono che nel giro di 2-3 anni si venderanno i primi pannelli 55-65-75. Sul loro costo vedremo, ciò che è certo è che la tecnologia di riferimento per i tv del futuro non sarà sicuramente l'Oled. Saluti

Ivan Degni

" Secondo te perché tutti stanno investendo (da anni) su questa
tecnologia"
Le aziende fanno normalmente così in tecnologie potenzialmente valide. 
Sai, ad esempio, da quanto è in studio la tecnologia OLED e da quanto le prime aziende ci hanno investito? Dal 1987!!!
Nel "si sa poco e niente" intendo come mercato consumer di largascala.
Guarda facciamo così, riparliamone quando ci sarà in giro un pannello micro led da 55 pollici in vendita a 2k, lì ci sarà "ciccia" per parlarne.
Per il momento i pannelli LCD di alta gamma vendono sempre di meno e gli Oled sempre più, e la gente vuole quelli!
E' sufficiente entrare in un MW qualunque e dirigersi verso la zona TV pervedere cosa gli utenti ammirano e bramano, gli stessi utenti che con ogni probabilità non sanno minimamente cosa sia "il micro led".
Io spero tanto che la tecnologia micro led porti vantaggi e affidabilità nel mondo delle TV, ma da qui a sparare a 0 sugli Oled come sta facendo tu aspetterei.

Nicola Buriani

Solo il Q9FN che è la versione 2018, la serie quasi omonima del 2017 è Led Edge.

Paolo Barbetta

scusate ma se qualcuno ha questa info...
anche dal sito samsung non capisco...
è solo il Q9 ad essere full led o è tutta la gamma qled del 2018 ad esserlo?
grazie

Filippo Pace

Ma anche se fossero 50 mila ore, si tratta di dieci anni a 13 ore al giorno, oppure di venti anni a 6/7 ore al giorno... Nove volte su dieci si cambia il tv prima... Quanto al burn in, già in altri post ho espresso il mio parere...

andrea55

No la ritenzione è un'effetto memoria, tanto che anche in casi estremi con più "lavaggi" va via, il burn in è legato alla ritenzione solo perchè i pixel che si usurano prima sono quelli che lavorano di più non per altro, non tutti gli oled soffrono di ritenzione, ad esempio i superamoled samsung non ne soffrono

Andy Rice

Il fatto è che come scritto anche nella discussione qui sotto "il burn in è usura dei pixel permanente e si manifesta dopo molte ore
che non devono essere per forza consecutive ma sono cumulative."

Ora se tu usi il tv solo 2 ore la sera per vedere i film sono daccordo con te ma se il tv viene usato da tutta la famiglia ed usato svariate ore al giorno per videogames, partite, tg news etc etc vedi che quello che tu non reputi un uso normale per molte famiglie lo è. E poi trovi commenti diametralmente opposti al tuo in forum e video yt. Quindi vuol dire che il problema esiste e non si può dire che sono informazioni errate come tu hai asserito poco fà. Buona serata anche a te

PUTinV2

quella delle 100.000 ore è l'aspettativa di vita del pannello ma sinceramente non credo che dopo 50.000 ore il pannello brilla ancora come il primo giorno. Poi un banale burn in sorge molto prima...

Filippo Pace

Condivido il tuo giudizio solo sull'ultimo dei tre usi: come monitor l'Oled io stesso non lo consiglierei. Ma se non ricordo male, il tv nasce per altro uso... Per vedere sport e film in condizioni di uso normale il problema, ripeto, non si pone... E questo non lo dico certo solo io, ma decine di recensioni e migliaia di possessori che non segnalano alcuna anomalia di questo tipo... Buona serata...

Andy Rice

E' un problema diffuso invece ed è bene che chi utilizza molte ore al giorno il tv per vedere partite, seguire notiziari o come monitor sappia a cosa và incontro se acquista un Oled. Saluti

Filippo Pace

Io parlo con cognizione di causa perché ho un oled da oltre due anni. A meno di non stare ore di fila con immagini statiche ed a luminosità molto alta, il problema non si pone. Farlo passare, quindi, come un problema diffuso e comune in tutte le condizioni di utilizzo degli Oled è pura disinformazione...

Andy Rice

Tra l'altro hai pure sbagliato test o evidentemente nemmeno sai l'inglese. Il test non parla di 20 ore al giorno (quello era il test precedente). Quello che ti ho linkato si chiama "Real life Oled Burn-in Test" in cui il tv viene tenuto accesso 4 ore di fila, spento una e ripetuto. Test effettuato dalla miglior testata professionistica di reviews tv.

Ribadisco la prossima volta informati bene prima di parlare di disinformazione o fatti un giro sui vari forum dove i possessori di Oled lamentano problemi di burn-in già dopo un anno di utilizzo (e ti invito a rileggerti la discussione di Andrea55 qui sotto per evitare future figuracci. Saluti

Filippo Pace

Alla prossima offesa scatta la segnalazione alla polizia postale per diffamazione...

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