I film italiani dovranno uscire prima al cinema e solo dopo in streaming

15 Novembre 2018 214

I film italiani dovranno uscire prima nelle sale cinematografiche e solo dopo in streaming. Lo stabilisce una nuova normativa introdotta dal ministro dei Beni culturali Alberto Bonisoli. Si tratta del decreto attuativo della Legge Cinema (220 del 2016). Il testo istituisce per legge quella che fino ad oggi è stata la prassi consolidata. Ci riferiamo alla finestra di esclusività che ha sempre tutelato la distribuzione nei cinema, posticipando la disponibilità dei titoli per tutte le altre piattaforme (noleggio, vendita di supporti fisici, pay TV, streaming eccetera).

Il tempo da riservare per la visione nei cinema è di 105 giorni per le produzioni che vogliono usufruire dei benefici riconosciuti ai film italiani, come ad esempio il credito d’imposta e l'accesso agli appositi fondi. Questo termine si riduce a 60 giorni se il titolo è programmato in almeno 80 sale e ha ottenuto meno di 50.000 spettatori dopo i primi 21 giorni. L'esclusiva può essere poi limitata a 10 giorni se l'opera è programmata per un massimo di 3 soli giorni feriali alla settimana, con esclusione del venerdì, sabato e domenica. La riduzione è ammessa solo se nel periodo di programmazione non è stata effettuata attività promozionale tramite i fornitori di servizi media audiovisivi (quindi se non è stata fatta pubblicità).

Non siamo quindi di fronte a nuovi criteri: il cambiamento consiste nel fissare per legge ciò che fino ad oggi è stata una consuetudine. Il ministro ha commentato il provvedimento in questo modo:

Mi accingo oggi a firmare il decreto che regola le finestre in base a cui i film dovranno essere prima distribuiti nelle sale e dopo di questo su tutte le piattaforme. Penso sia importante assicurare che chi gestisce una sala sia tranquillo nel poter programmare film senza che questi siano disponibili in contemporanea su altre piattaforme.

Ovviamente non mancano le polemiche e i riferimenti a Netflix sono inevitabili. Viene citato come esempio il caso di "Sulla mia pelle", il film di Alessio Cremonini con Alessandro Borghi che racconta l'ultima settimana di vita di Stefano Cucchi. Il film prodotto da Netflix è uscito anche in un ridotto numero di sale e ha fatto registrare un buon successo al botteghino. Con la nuova normativa Netflix avrebbe dovuto limitare la disponibilità a 3 giorni feriali per poter rilasciare il film anche in streaming 10 giorni dopo l'uscita nei cinema. In questo modo si calcola che il numero di spettatori sarebbe drasticamente calato, fino a 10 volte in meno secondo alcuni operatori. L'uscita in contemporanea sarebbe stata invece assolutamente impossibile a meno di non rinunciare ai benefici concessi per legge alle produzioni italiane.

É comunque chiaro che il mercato cinematografico stia ancora cercando un suo "centro di gravità permanente". La rivoluzione portata dallo streaming ha destabilizzato una situazione che era rimasta sostanzialmente immutata per un lunghissimo periodo. Trovare un punto di incontro tra interessi a volte divergenti è comunque necessario e anche Netflix sta iniziando a concedere qualche apertura.


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Commenti

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Utente9000

Qualsiasi TV è patetica se paragonata ad IMAX. È un dato di fatto.

ThePaq

Ho la fortuna di non avere ne un TV ne un divano patetici. Detto questo, per conto mio sono patetiche le politiche dei prezzi, dei servizi annessi e la gente che che fa casino in sala. Roba che a casa mia non c'è.

Utente9000

Se vai a vedere un film in un teatro IMAX ti verrà voglia di dare fuoco al patetico TV+divano.

No Maria, io esco!

Io non guardo pattume :)

met

Assolutamente vero

alex-b

Mah ti dirò... io vado per i 40 e quando ero ragazzo amici e familiari andavano dietro vhs e dvd pirata con i film ripresi (una me3da) in sala, pur di vedersi comodamente a casa l'ultimo film... e infatti anche all'epoca era necessaria l'esclusiva temporanea ;)

Raphael DeLaghetto

Si vota fra 3 anni per cambiarlo

Pietro Clarici

Il "problema" culturale sta proprio qua: stanno nascendo e crescendo almeno due generazioni che pensano che l'esperienza cinematografica sia vedersi un video sullo schermo del notebook, nella migliore delle ipotesi. Dirò di più: sono talmente abituati alla rapidità dei contenuti web che cominciano a manifestare insofferenza per la durata dei film e non riescono a mantenere l'attenzione sullo schermo per un'ora e mezza. Ho un collega americano che sui millennial ha smesso di farsi domande e ha deciso di assecondarli, installerà caricatori Qi su ogni bracciolo per evitare che "l'ansia da disconnessione" li allontani dalle sale.

Lo trovo di una tristezza unica, e non ho neanche 20 anni più di loro.

Pietro Clarici

Lungi da me difendere i colleghi che lavorano in maniera approssimativa che sicuramente ci sono, ma quel qualcosa "che non è possibile ricreare a casa" esiste già: è l'esperienza complessiva, anche sociale.
E pure la parte tecnica, francamente, andrebbe valutata caso per caso: nella realtà credo siano pochissimi gli appassionati con impianti con caratteristiche davvero superiori rispetto a quelli di un cinema decente. Non bastano un 65" e sei Bose per fare una sala, anche se molti credono il contrario.

Nicola Buriani

Temo che sia un mix di quello che hai riportato tu e poca informazione, perché con una lettura veloce non si apprendono tutte le sfaccettature e tutti i dettagli necessari, come ad esempio le finestre e le relative possibilità di riduzione.
Il problema è che poi molte persone si fanno idee completamente sbagliate, vedi il discorso relativo alla natura di decreto attuativo (molti non lo hanno proprio citato per nulla, non è propriamente un particolare ininfluente).
PS: ti ringrazio, mi fa piacere che l'aver approfondito un po' di più venga apprezzato.

GTX88

Sei ridicolo

Giorgio

Rileggiti e autocitati fenomeno

xpy

Se guardi è scritto anche nel biglietto che l'orario di inizio del film è 20/30 minuti dopo quello riportato sul biglietto

Davy

Ancora peggio allora. Partire in quarta per "difendere" un'azienda, Speriamo perlomeno che siano azionisti :D

GTX88

no è che in questo caso è in ballo netflix e quindi molti partono in quarta

goghicche

".. mancia alla lobby delle sale da cinema... LOL... che bel governicchio di "spostati"".

E' un decreto attuativo di una legge del governo precedente.

Davy

mi vergogno!!!... non commenterò più ma mi limiterà a chiedere quale smartphone ha la batteria che dura più al lungo Ahahaah XD

Davy

Grazie a te, ma rimango basito, e dispiaciuto, dal tenore di molte risposte. A quanto pare il dialogo costruttivo su internet è impossibile, ed infatti non commento quasi mai le notizie =).

GTX88

grande argomentazione la tua... di sicuro non hai capito nulla

GTX88

se fai una produzione estera non prendi comunque un euro dallo stato italiano, quindi cosa cambierebbe?

GTX88

ogni tanto su questo blog spunta fuori qualcuno con il cervello che prima legge e poi commenta, grazie!

GTX88

semplicemente alcuni film vanno solo nel circuito dei cinema arci od essei che non stanno aperti tutti i giorni

GTX88

si il tuo commento

Pietro Clarici

Ops, non l'avevo visto nel grassetto iniziale e mi era sfuggito. Apprezzo molto, effettivamente siete stati tra le poche testate a farlo. Altri (anche nel settore tech, non solo "Cavalli e segugi") hanno riportato la notizia come "LO STATO HA VIETATO NETFLIX !!!111!!" e nella sezione commenti s'è aperto un mondo. Evviva il clickbait.

Pietro Clarici

A me tutte le volte che sento parlare di "lobby delle sale" viene da ridere, e poi da piangere. NON CONTIAMO UNA CIPPA, perdonatemi il francese.

Semmai a non gradire saranno certi produttori, che prima prendono a mani basse dai fondi del tax credit destinati (anche) a ricadere indirettamente sul sistema-sala, e poi fanno solo finta di distribuire al cinema.

Pietro Clarici

Il tuo è un commento ragionevole e perfettamente sensato ad una notizia, non so come fai a non vergognarti! :D

Pietro Clarici

Brutto da dire, ma il pubblico dipende esclusivamente dal film. Se vai a vedere Zalone troverai il circo, per First Man in lingua originale la settimana scorsa c'era sala piena e non volava una mosca.

piero
Nicola Buriani

É un punto molto importante che infatti ho riportato nell'articolo (purtroppo mi sembra che non tutti lo abbiano notato) e che, purtroppo, mi sembra sia passato piuttosto in sordina (se non completamente ignorato) in altre notizie che ho letto in rete.
Nessuno vieta di comportarsi come meglio si crede a livello distributivo.
I limiti emergono nel caso in cui si voglia accedere ai benefici previsti dalla legge per le produzioni italiane.

Pietro Clarici

Te lo spiego io, è pensato espressamente per gli eventi, ad esempio le anteprime delle serie televisive o i documentari che vanno al cinema per tre giorni (e quasi mai nel weekend, proprio per non incidere sulla programmazione cinematografica "vera") ma poi escono in VOD, pay TV o addirittura TV free subito dopo.

In questo caso ha senso che la finestra temporale sia ridottissima, visto che sia noi esercenti che il pubblico sanno dall'inizio che si tratta di un contenuto nato per la televisione e transitato in sala solo per un periodo limitato.

Pietro Clarici

Ogni tanto nelle schede tecniche arriva l'indicazione del minutaggio "consigliato" per l'intervallo, ma al di là di questo non viene previsto più, salvo pochissimi casi tipo Hateful Eight di Tarantino.

Pietro Clarici

Cambia sala. Mai proiettato un intervallo in vita mia salvo quando espressamente richiesto dal regista o indispensabile (ai tempi della pellicola).

Pietro Clarici

C'è una cosa fondamentale da aggiungere: si parla sì dei film italiani, ma solo di quelli che hanno richiesto di accedere ai benefici del tax credit. Se tu produttore ai sensi della legge cinema (che tra le altre cose mira proprio a tutelare il sistema sala) hai dei vantaggi economici, perché dovresti approfittarne senza andare veramente in sala?

Se poi non hai chiesto il tax credit, ovviamente fai quello che vuoi.

mmhoppure

non è il mio caso...ho smesso di vedere i film in gruppo a 16 anni..

alex-b

Certamente... ma se fosse per tutti come è per te non ci sarebbe bisogno di “proteggerlo” con le esclusive temporanee... dicevo solo questo ;)
Anche io al cinema ci vado, per svago.

met

No aspetta, non ho detto superiore e fantastico...intendo che è una cosa diversa, al cinema ci si va anche per "fare serata" non per forza per vedere quel determinato film..
Come già detto, ribadisco il mio concetto: non è che se avessi la possibilità di scelta non andrei più al cinema..ma non perchè il cinema sia meglio, semplicemente è un mondo diverso.. L'uno non preclude l'altro, a mio parere

DeeoK

Al cinema ci vai anche per stare in gruppo. A me di avere ogni 3x2 7 o 8 persone in casa va poco. Organizzi una serata al cinema ed hai risolto.

qandrav

Ecco!
io non so chi tu sia, ma è evidente da come scrivi che sei una persona concreta ed anche di un certo livello culturale.

Cosa che invece non è il c0glionazzo che ha scritto una roba del genere, è il tipico burocrate ig0rantone come una capra.

Ma perché devono scrivere in quel modo ed inventare delle norme cosi complicate? bah

goghicche

Anche questi aiuti sono per tutti, per tutti i produttori, per tutti i cinema. Ma siccome paga "pantalone", si cerca di far in modo che "pantalone" ne abbia il massimo beneficio.

Unit-01
Unit-01
peyotefree

Non andarci . La mia soluzione da anni

OlioDiCozza

NO, prima c'era il cinema e poi il direct to video, basti pensare ai seguiti dei film Disney.
Solo che prima nessuno se ne interessava perché i film direct to video erano delle pezzentate, ora che Netflix sta cominciando a fare film di maggior livello qualitativo ecco che scatta la legge protezionista.

È vero, soprattutto per le famiglie, infatti ne vedo sempre meno al cinema.

alex-b

No, mi ritengo educato, a differenza tua. Saluti.

The Space.

Aster

Concordo, da un anno e mezzo non vado più perché ho una bimba piccola, quindi ben venga la comodità di casa

PassPar2_

Non è solo un impresa, è un attività culturale che merita sostegno al pari di un servizio pubblico. Se le tue aziende ti danno da faticare non sfogarti con il cinema.

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