Recensione TV Sony KD-65AF9: OLED e Android TV ai massimi livelli

18 Marzo 2019 158

AF9 è la serie OLED che attualmente si pone al vertice dell'offerta TV Sony insieme agli LCD ZF9. Il colosso giapponese ha da tempo abbracciato un duplice approccio che ha portato a realizzare modelli con entrambe le tecnologie, foriere di punti di forza diversi(secondo Sony) che ben si adattano a scenari di utilizzo differenti. I televisori AF9 sono parte della Serie Master, lanciata lo scorso anno con l'obiettivo di offrire prestazioni in linea con quelle dei monitor professionali utilizzati negli studi di produzione.

Il design rende evidente la stretta parentela che intercorre con la serie OLED A1 del 2017. I cambiamenti apportati, sia a livello di finiture sia per quanto riguarda le funzionalità, sono però numerosi. Il processore video è l'X1 Ultimate, il più potente tra quelli attualmente presenti sui TV Sony. Il supporto a HDR abbraccia i formati HDR10, HLG e Dolby Vision. Non poteva ovviamente mancare la Smart TV. Il marchio nipponico ha da tempo adottato Android TV che su AF9 è preinstallato in versione Oreo. Il SoC che gestisce tutte le operazioni è lo stesso che abbiamo già visto negli ZF9, quindi una versione potenziata che migliora notevolmente le prestazioni. Per gli utenti più smaliziati sono poi presenti numerose regolazioni aggiuntive che consentono di ottimizzare finemente la qualità delle immagini.

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Caratteristiche tecniche e dotazione

Gli OLED AF9 sono disponibili nei tagli da 55" e 65" (quello che abbiamo ricevuto in prova). Tra i due modelli non vi sono differenze in termini di qualità o funzionalità. Entrambi montano pannelli OLED WRGB a 10-bit prodotti da LG Display. Il design è mutuato dalla serie A1, tanto che li si potrebbe facilmente confonderle ad una rapida occhiata. Il frontale è praticamente privo di qualsivoglia elemento che possa distrarre l'attenzione dall'immagine su schermo. La cornice che circonda lo schermo spessa circa 2 mm sui lati superiore, destro e sinistro mentre quello inferiore è un po' più pronunciato (10 mm) per via dei LED di stato e dei microfoni integrati. In basso a sinistra è presente un piccolo logo Sony, l'unica scritta inserita sulla parte anteriore.

I bordi sono realizzati con una finitura in metallo e angoli arrotondati. Il retro è concettualmente identico a quello dell'A1 ma con soluzioni molto più elaborate e gradevoli alla vista. Il piedistallo è sempre agganciato al centro e deve essere aperto verso l'esterno, praticamente come quello di una grande cornice digitale. La stabilità garantita da un elemento in metallo da fissare alla parte inferiore del piedistallo. Per appendere il TV a parete basta richiudere il supporto da tavolo e bloccarlo in posizione. La cura costruttiva è notevole, come testimoniato da tanti piccoli particolari. L'innesto del supporto è realizzato in metallo spazzolato e riporta il logo "Bravia" a sinistra. La base ha la forma di un trapezio rovesciato che si stringe verso il basso.


Tutti i connettori (che restano paralleli al muro e facilitano quindi il posizionamento a parete) sono coperti da una griglia in tessuto realizzata con un disegno composto da triangoli. Il materiale fonotrasparente è utile anche per permette il passaggio dei suoni dai due subwoofer collocati ai lati del piedistallo. Verso il basso troviamo tutte le porte raggruppate in tre vaschette al centro, a destra e a sinistra. A destra c'è il primo degli ingressi HDMI (tutti in versione 2.0b con una banda di 18 Gbps e HDCP 2.3) e lo slot CI+. A sinistra troviamo invece una porta USB (5 V, 500 mA) e i pulsanti per gestire le funzioni di base, anche se dubitiamo che qualcuno li utilizzerà, data la posizione non esattamente semplice da raggiungere.

Al centro, in basso, sono posti l'uscita cuffie, gli altri 3 ingressi HDMI (il 2 supporta eARC), altre 2 porte USB (una da 5 V e 500 mA, l'altra da 5 V e 900 mA), l'uscita audio digitale ottica, l'ingresso video composito (con adattatore su jack da 3,5 mm), una porta Ethernet, i connettori per l'antenna digitale terrestre e satellitare e quelli per utilizzare il TV come canale centrale (torneremo sul punto tra qualche riga). Non mancano poi il Bluetooth 4.2 e il Wi-Fi 802.11 ac.


AF9 si presenta dunque come una versione ancora più elegante e rifinita della serie A1. L'aspetto minimalista, tutti i piccoli particolari molto ben curati come i passa-cavi sul fondo della base e lo spessore ancora più ridotto contribuiscono a renderlo un prodotto che non può passare inosservato. L'unico elemento che non accontenterà tutti è l'inclinazione dello schermo verso il retro (non molto accentuata), esattamente come sul predecessore. Questa scelta implica tendenzialmente un posizionamento più in basso rispetto allo spettatore.

AF9 non sfrutta un sistema di altoparlanti tradizionale. L'audio è affidato alla tecnologia Acoustic Surface Audio+, una versione migliorata del sistema che troviamo sui TV A1 e AF8. Ai due subwoofer che abbiamo già citato si aggiungono tre coppie di attuatori che diffondono i suoni tramite le vibrazioni (non percepibili ad occhio) del pannello. L'impianto a 3.2 canali si arricchisce quindi con un centrale che, nelle intenzioni di Sony, serve a migliorare i dialoghi. Il TV stesso si può inoltre integrare in un vero e proprio sistema home cinema. I connettori posti sul retro consentono di collegare l'OLED come se si trattasse di un altoparlante dedicato unicamente al canale centrale.


Il processore X1 Ultimate è il cuore di tutta l'elaborazione video. Si tratta dell'elettronica più potente tra quelle sviluppate ad oggi dal colosso giapponese. X1 Ultimate mette a frutto questa elevata capacità di calcolo per applicare funzioni come il Super Resolutionobject-based”, un algoritmo che analizza l'immagine in ciascuna scena per poi incrementare il livello di dettaglio in ogni singolo "oggetto". Gli oggetti sono particolari individuati dal processore e possono consistere, ad esempio, nella trama di un vestito. La rimasterizzazione HDR"object-based" applica lo stesso principio ai contenuti in elevata gamma dinamica, affinando ulteriormente la funzionalità già presente sui TV con processore X1 Extreme. Si aggiunge poi il Super Bit Mapping 4K HDR, sviluppato per mostrare transizioni più morbide, uniformi e precise tra le sfumature di colore. Il processore elabora il segnale in ingresso a 14-bit.


Pixel Contrast Booster è una novità introdotta proprio con la serie AF9. Si tratta di un sistema di controllo dei pixel capace di incrementare il volume colore. Le componenti cromatiche vengono riprodotte con maggiore precisione anche in scene ad elevata luminosità. Non manca poi la tecnologia Triluminos, una soluzione ormai collaudata che migliora la precisione cromatica quando si sfruttano spazi colore ampliati come DCI-P3 e BT.2020. L'OLED Sony è in grado di visualizzare video in elevata gamma dinamica nei formati HDR10, HLG e Dolby Vision.

La piattaforma Smart TV è costituita da Android TV in versione Oreo. L'interazione vocale è garantita dai microfoni integrati nel telecomando e ne televisori. Il media-player integrato supporta numerose tipologie di file. I formati compatibili sono i seguenti: MPEG1: MPEG1/MPEG2PS: MPEG2/MPEG2TS (HDV, AVCHD): MPEG2, AVC/MP4 (XAVC S): AVC, MPEG4, HEVC/AVI: Xvid, Motion Jpeg/ASF (WMV): VC1/MOV: AVC, MPEG4, Motion Jpeg/MKV: Xvid, AVC, MPEG4, VP8.HEVC/WEBM: VP8/3GPP: MPEG4, AVC/MP3/ASF (WMA)/WAV/MP4 AAC/FLAC/JPEG. Sono inoltre supportati HEVC, VP9 (anche Profile 2) e i file system FAT16, FAT32, exFAT e NTFS.


La Serie Master comprende anche il supporto a CalMAN, il software per la calibrazione di TV, proiettori e monitor utilizzato da moltissimi professionisti (è quello che usiamo per i nostri test). Le sinergie poste in essere da Sony e da Portrait Display (che realizza l'applicativo) consentono di eseguire una calibrazione automatica di tutte le impostazioni. Per eseguire sono richiesti un PC con CalMAN, uno strumento di misura (consigliamo almeno un colorimetro X-Rite) e un generatore di segnale che può essere il computer stesso. PC e TV si collegano tramite Wi-Fi in modo da abilitare il controllo remoto. Le operazioni vanno eseguite in SDR (Standard Dynamic Range) e poi riutilizzate per regolare anche l'HDR.

Le immagini in movimento sono ovviamente affidate al Motionflow, la tecnologia proprietaria che accompagna i TV Sony da diversi anni. Su AF9 sono disponibili le impostazioni "Off" e "Personale". Quest'ultima consente di regolare separatamente la fluidità (incrementa il numero di fotogrammi a video) e la nitidezza (incrementa la risoluzione riducendo il "motion blur"). Impostando la nitidezza al massimo si attiva il Black Frame Insertion (BFI), cioè l'inserimento di un fotogramma nero al fine di ridurre la sfocatura su schermo dovuta ai rapidi movimenti.

Il telecomando è lo stesso modello che viene da tempo fornito su prodotti Sony di fascia alta. Tutta la pulsantiera presenta una copertura in gomma. Oltre ai consulenti tasti (numerici, per il controllo del media-player eccetera) sono presenti l'accesso diretto a Netflix, Google Play e il microfono per i comandi vocali. L'unità è dotata di una discreta ergonomia e piuttosto semplice da utilizzare. Durante l'uso si avverte la sensazione di avere tra le mani un dispositivo non particolarmente pregiato e quindi non esattamente all'altezza di un TV di questa fascia e con finiture di pregio.

Il TV LCD KD-65AF9 viene proposto con un listino di 3.999 euro. In rete si può acquistare a partire da circa 3.000 euro. Tra i rivenditori vi segnaliamo AudioQuality, che ci ospita per logistica e test di TV e proiettori.

Le misure e i consigli per regolare la TV

I menu degli OLED AF9 sono sostanzialmente identici a quelli degli LCD Serie Master ZF9, ad eccezione di alcune differenze dovute alle tecnologie impiegate (sull'OLED è ad esempio assente la regolazione del local dimming). Le modalità video disponibili sono diverse rispetto agli altri Bravia della gamma 2018. Troviamo Brillante, Standard, Cinema, Gioco, Grafica, Foto e Personale. Cinema corrisponde a Cinema Casa degli altri modelli mentre Personale è la nuova Cinema Pro. La modalità Personale è quindi consigliata per la massima fedeltà e per gli ambienti oscurati. Per la visione diurna la modalità da preferire è invece Cinema.

A queste opzioni si aggiungono poi Personale per professionisti 1 e Personale per professionisti 2. Per sbloccarle occorre scaricare l'applicazione CalMAN for Bravia dal Play Store. L' app è necessaria per eseguire la calibrazione automatica del TV. Anche il Dolby Vision ha ora tre modalità video dedicate: Brillante, Dolby Vision chiaro (per la visione diurna) e Dolby Vision scuro (per ambienti oscurati). A completare il quadro è poi la modalità Calibrata per Netflix.

Per i nostri test abbiamo utilizzato un colorimetro SpectraCal C6 HDR2000, un generatore di segnale DVDO TPG, HDFury Integral, HDFury Vertex, HDFury Linker, il misuratore di input lag realizzato da Leo Bodnar e Calman 5.9 Ultimate. La luminosità varia a seconda del valore impostato per "Luminanza di picco" (da lasciare fissa su "Alto" in HDR). La taratura di fabbrica si attesta a circa 190 cd/m2 - nits, una quantità di luce decisamente elevata per la visione in ambienti oscurati. Consigliamo quindi di abbassarla se l'obiettivo consiste in una visione con poca luce nella stanza.

Come su tutti gli OLED è presente l'ABL (Automatic Brightness Limiter), un sistema che limita la massima luminosità quando si visualizzano immagini ad alto APL (Average Picture Level). Quanto l'immagine la percentuale di elementi luminosi supera quelli scuri oltre una certa soglia, ecco che l'ABL interviene per abbassare la luminosità. L'intervento del limitatore è gestito piuttosto bene sugli AF9, capaci di raggiungere circa 150 cd/m2 - nits su schermata completamente bianca che copre il 100% del pannello. Se si supera questo tetto, si può incappare in qualche fluttuazione durante il passaggio da scene più scure a scene molto luminose. Disabilitando la "Luminanza di picco" si previene qualsiasi problematica di questo tipo con un picco di 140 cd/m2 - nits indipendentemente dalla percentuale di schermo occupata. Va inoltre segnalato che è presente un sistema che rileva gli elementi statici su schermo e lo scurisce dopo qualche minuto, in modo da prevenire fenomeni come lo "stampaggio" dei pannelli.

La modalità Personale offre buone prestazioni di base. Sulla scala dei grigi si evidenzia un eccesso di blu dal 50% a salire, mentre rosso e verde sono molto vicini al riferimento. Il DeltaE medio (l'errore rispetto al risultato ottimale) si attesta a 3,5 (3 è la soglia critica che l'occhio umano è in grado di cogliere) mentre quello massimo, corrispondente al bianco al 100%, è fissato intorno a 4,3. Il gamma è molto preciso e si attiene con poche e non significative variazioni al valore medio di 2,4, che corrisponde anche al nostro riferimento. Lo spazio colore Re.709 è coperto al 100%. La fedeltà cromatica è buona. Lo spostamento più significativo si registra sul ciano con un DeltaE di 2,7, comunque sotto la soglia del 3. Rosso, magenta e giallo si attestano a 1,7, il blu a 1 e il verse a 0,6. Saturazione (per il rosso) e tinta (soprattutto per ciano, magenta e giallo) presentano margini di miglioramento.

I TV Serie Master mettono a disposizione strumenti aggiuntivi per la calibrazione. Per accedervi è necessario installare la già citata applicazione CalMAN for Bravia e connettere il TV con il PC su cui è installato il software per la taratura del TV. Per il bilanciamento del bianco sono disponibili i controlli a 2, 10 o 20 punti ed è disponibile anche un CMS completo che consente di regolare tinta, saturazione e luminosità per primari (rosso, verde, blu) e secondari (ciano, magenta e giallo). Permane invece la condivisione di alcune impostazioni tra SDR (Standard Dynamic Range) e HDR. Va precisato che è comunque possibile ottenere ottimi risultati, specialmente con gli strumenti messi a disposizione tramite CalMAN. Auspichiamo comunque che Sony migliori anche questo aspetto, arrivando a separare completamente i controlli tra le due modalità. Questo tipo di approccio sarebbe utile per limare ulteriormente alcune imperfezioni.

Picco di luminosità in relazione all'area visualizzata su schermo

La calibrazione eseguita con tutti i 20 punti permette di ottenere un bilanciamento del bianco praticamente perfetto. Il DeltaE medio è pari a 0,16 con variazioni comprese tra 0,07 e 0,25. La stessa notevole precisione la ritroviamo nel grafico del gamma, che si sovrappone al riferimento di 2,4 con scostamenti quasi invisibili. I colori risentono positivamente degli aggiustamenti apportanti con il bilanciamento del bianco.

Le ulteriori correzioni rese possibili dal CMS permettono di ottenere un DeltaE massimo di 1,4 sul rosso. In teoria sarebbe possibile ottenere un risultato ancora più preciso che però sconsigliamo di perseguire. Il motivo è presto detto: migliorando la saturazione del rosso al 100% si vanno a diminuire tutti i livelli intermedi che risultano di conseguenza denaturati. L'errore che si vuole correggere finisce quindi per causarne altri ben più visibili (DeltaE 1,4 non è visibile ad occhio). Per quanto riguarda gli altri colori abbiamo un DeltaE 0,2 per il verde, 0,9 per il blu, 0,5 per il ciano e il giallo, 0,6 per il magenta.

AF9 è quindi capace di garantire una notevole fedeltà cromatica. Anche tutte le saturazioni intermedie (20%, 40%, 60%, 80%) evidenziano soglie di errore molto contenute con DeltaE sempre inferiore a 2. Il grafico relativo al color checker (misura vari colori oltre a primari e secondari) riporta un DeltaE medio di 0,8 ed un massimo di 2.1. Questo significa che anche gli incarnati risultano molto naturali.

AutoCAL (calibrazione automatica)

In HDR la taratura di fabbrica è abbastanza buona. SI riscontra un eccesso di blu soprattutto dal grigio al 60% a salire. Rosso e verde tendono invece a mancare leggermente soprattutto dai 70 IRE. Il TV segue piuttosto fedelmente la curva EOTF (Electro-Optical Transfer Function). Solo tra il 40% e il 60% si nota una lievissima tendenza ad accentuare la luminosità. La fedeltà cromatica è buona anche quando entra in gioco l'elevata gamma dinamica. La copertura dello spazio colore DCI-P3 è pari al 96,66% xy e al 98,43% uv mentre quella del BT.2020 raggiunge il 69,94% xy e il 73,5% uv.

Dopo aver eseguito una taratura completa abbiamo registrato i seguenti valori riguardanti il picco di luminosità:

  • Schermata al 2%: circa 735 cd/m2 - nits
  • Schermata al 5%: circa 690 cd/m2 - nits
  • Schermata al 10%: circa 639 cd/m2 - nits
  • Schermata al 25%: circa 457 cd/m2 - nits
  • Schermata al 100%: circa 146 cd/m2 - nits

Va sottolineato che al 10% il televisore richiede qualche istante in più raggiungere il picco. Ê questo il motivo per cui la misura che abbiamo ottenuto nel grafico (che viene eseguita in rapida sequenza) è più bassa del dato reale, più simile a quello ottenuto per il 5%.


La linearità sulla scala dei grigi non è molto diversa da quella ottenuta in SDR. Si tratta quindi di un risultato eccellente. L'OLED riesce a seguire la curva EOTF con precisione ancora maggiore. Anche i piccoli eccessi di luminosità sono infatti assenti. Tutti questi miglioramenti impattano anche sui colori, che acquistano precisione e naturalezza. La copertura degli spazi colore aumenta leggermente: per il DCI abbiamo il 96,74% xy e il 98,44% uv mentre il BT.2020 si attesta al 69,98% xy e al 73,58% uv.

La misura del volume colore relativo (CIE L*a*b) ha evidenziato una copertura del 117,762% per il BT.709, del 78,906% per il DCI-P3 e del 53,404% per il BT.2020. Misurare il livello del nero ha ovviamente poco senso. Il dato è così basso da non poter essere rilevato con gli strumenti in nostro possesso (ed infatti lo schermo appare completamente spento anche al buio). La gestione delle immagini in movimento senza Motionflow garantisce un dettaglio di circa 350-400 linee. Con Motionflow attivo si possono raggiungere circa 600-700 linee.

Volume colore

Concludiamo questo capitolo parlando della calibrazione automatica. La procedura è semplice e del tutto identica a quella che si segue sugli LCD ZF9. L'applicazione CalMAN for Bravia mette in comunicazione diretta PC e TV. L'utente deve selezionare l'ingresso utilizzato per il generatore di segnale. Le impostazioni si possono poi cambiare agendo direttamente sui menu a tendina presenti all'interno del software per PC (Direct Display Control, DDC). L'uso del telecomando è quindi non solo superfluo ma addirittura sconsigliato poiché più lento e farraginoso.

Il flusso di lavoro è unico: si eseguono tutte le correzioni in SDR con gamma 2.2. Le impostazioni ottenute vengono quindi riutilizzate per ottenere la calibrazione in HDR. Con 10-20 minuti (a seconda dello strumento e della precisione impostata dall'utente) si completano tutti i passaggi. Il risultato è ottimo, non troppo distante da quello che può ottenere un tecnico specializzato, che potrebbe anche eseguire una prima calibrazione in automatico per poi sgrossare ulteriormente i risultati manualmente.

La Smart TV

AF9 monta il SoC MediaTek MT5893, lo stesso che troviamo anche sulla Serie Master ZF9. I risultati sono del tutto analoghi, un fatto del resto naturale, poiché anche il software preinstallato è identico. L'abbinamento tra Android Oreo e il SoC aggiornato apporta evidenti benefici. La potenza è del resto ben superiore a quella garantita dal SoC MediaTek MT5891, diffusissimo sugli Android TV di varie marche.

Le specifiche del processore parlano di un quad-core a 64-bit basato su architettura ARM Cortex-A73 (MT5891 è un A53). La RAM passa da 2 a 4 GB. La GPU è una Mali-G71. L'interfaccia di Oreo è stata rinnovata a partire dalla home page. Gli elementi provenienti da aree con tematiche affini sono ora raggruppati nei "canali" a sviluppo orizzontale. Esempi di questo tipo sono YouTube, Netflix, Google Play Film, il canale che contiene le applicazioni eccetera. Ovviamente non manca la possibilità di personalizzare la disposizione e di aggiungere o rimuovere i canali.

Sulle prestazioni non possiamo che ripetere quanto scritto nella recensione del TV ZF9. Le sinergie create dal nuovo SoC e da Android Oreo hanno completamente rivoluzionato le prestazioni. Chi ha provato uno qualunque dei precedenti Android TV Sony deve fare tabula rasa dei preconcetti ed approcciarsi a Serie Master quasi come se utilizzassero una nuova piattaforma. In precedenza anche operazioni come la regolazione del volume potevano comportare ritardi nei comandi. Quando il processore era molto impegnato, ad esempio durante l'avvio di un video in Ultra HD, si potevano infatti notare rallentamenti, un chiaro segnale che l'hardware non era in grado di gestire al meglio il software (che nel frattempo è stato sicuramente ottimizzato).

AF9 elimina alla radice tutte queste problematiche. Qualsiasi operazione viene eseguita prontamente e senza incertezze. Si può entrare ed uscire ripetutamente dai menu, si possono aprire e chiude le applicazioni o passare dalle une alle altre. Avviare video in Ultra HD con HDR dai servizi in streaming o dal media-player integrato non mette mai in crisi il TV, nemmeno quando la qualità è la stessa di un Ultra HD Blu-ray (quindi bitrate molto elevato). Possiamo quindi affermare senza timore di smentita che Android TV ha finalmente raggiunto la piena maturità. Auspichiamo quindi che nel 2019 sempre più modelli adottino SoC di questo tipo o ancora più prestanti.

Il sistema realizzato da Google offre ovviamente una grande quantità di applicazioni e servizi. La principale fonte di approvvigionamento resta ovviamente il Play Store. Da qui si possono scaricare Netflix, Amazon Prime Video, Spotify, DAZN, Kodi (dopo aver installato l'aggiornamento che risolve il bug presente sui TV Sony), Premium Online, Premium Play, Infinity, Wuaki.tv, Chili, Rai.tv, YouTube, VLC e tante altre ancora. I più esperti possono anche avventurarsi nell'installazione di APK. Per farlo è necessario abilitare l'installazione da fonti sconosciute. La procedura prevede l'accesso al menu, poi su Personali" e infine "Sicurezza e limitazioni". Come sempre invitiamo alla massima prudenza per non incappare in malware di vario genere che potrebbero causare spiacevoli conseguenze. Ricordiamo inoltre che molte applicazioni non sviluppate per Android TV risultano poco o per nulla utilizzabili sul grande schermo con il telecomando.

Il media-player integrato è reattivo come tutto il resto del sistema, un netto miglioramento rispetto agli OLED AF8 e A1. La compatibilità con i vari formati è molto buona. Fanno eccezioni alcuni file video tendenzialmente ostici e le tracce audio in formato lossless. Nessun problema, invece, per HDR, supportato con tutti e tre i formati compatibili con i TV Sony. Segnaliamo inoltre la possibilità di vedere video in HDR su YouTube e la disponibilità di Google Cast, che permette di inviare video in streaming da smartphone e tablet così come si farebbe in presenza di un Chromecast.

Ottima come sempre l'applicazione "Video & TV SideView" per smartphone e tablet. Il software replica tutti i controlli presenti sul telecomando e aggiunge anche un touch pad utile per muovere un puntatore su schermo. Questa possibilità facilita l'utilizzo di alcune applicazioni tra cui spicca il web browser integrato. Quest'ultimo sarebbe infatti scarsamente fruibile tramite il telecomando, un sistema di controllo inadeguato e farraginoso. L'app "Video & TV SideView" consente inoltre di selezionare ed avviare tutte le applicazioni installate sul televisore.

La prova di visione

AF9 si potrebbe definire come un AF8 all'ennesima potenza. Il DNA Sony è infatti ben presente e tutte le qualità dei precedenti OLED vengono riproposte sul modello Serie Master con varie migliorie. Il primo cambiamento riguarda il numero e la qualità dei controlli disponibili. I TV Sony commercializzati negli ultimi anni dispongono del bilanciamento del bianco a 10 punti e sono privi di un sistema per regolare i colori. L'introduzione del bilanciamento a 20 punti, di impostazioni complete per tutte le componenti cromatiche e l'integrazione con CalMAN permettono di compiere un ulteriore salto di qualità. Le imperfezioni presenti nella riproduzione dei colori su altri modelli Sony sono molto più ridotte e ricadono tutte al di sotto della soglia critica per l'occhio umano, risultando quindi visibili solo per gli strumenti.

Anche la condivisione di alcune impostazioni tra SDR e HDR è meno limitante. Il flusso di lavoro presente nel software CalMAN permette di ottenere eccellenti risultati con quella che, a conti fatti, è una sola calibrazione (generalmente se ne esegue una in SDR e una in HDR). Questa procedura guidata semplifica il lavoro, specialmente se ci si affida alla calibrazione automatica. Gli utenti più esperti possono ovviamente apportare ulteriori aggiustamenti per perfezionare il quadro complessivo. I margini di miglioramento sono comunque presenti: preferiremmo ad esempio la possibilità di separare completamente i banchi per SDR e HDR. É però innegabile che Sony abbia effettivamente centrato l'obiettivo che si era prefissata con i Serie Master. I prodotti sono sicuramente più fedeli e particolarmente adatti per gli utenti più avanzati ed esigenti.

Fortunatamente tutti gli affinamenti non hanno compromesso una delle caratteristiche che apprezziamo da tempo sui televisori del marchio giapponese. Anche AF9 si è dimostrato molto equilibrato in tutte le sue principali componenti. La volontà di ricercare la massima fedeltà non ha spinto ad esagerare per impressionare lo spettatore a tutti i costi.

Come sempre, quando si parla di TV OLED, ha poco senso soffermarsi a lungo su aspetti come livello del nero e rapporto di contrasto. Il primo non è misurabile nemmeno dagli strumenti e può quindi definirsi "assoluto". Lo schermo nero appare di fatto completamente spento. Il rapporto di contrasto è quindi anch'esso non più quantificabile. Quello che si percepisce ad occhio è una dinamica delle immagini estremamente ampia che, come vedremo, viene valorizzata al massimo durante la visione di contenuti in HDR.

L'esemplare che abbiamo ricevuto in prova ha esibito un'ottima uniformità. Non è del resto una novità. Tutti gli OLED 2018 che abbiamo testato si sono dimostrati molto solidi da questo punto di vista. Ovviamente possono sempre capitare esemplari meno riusciti (l'uniformità non è perfettamente costante nel 100% degli esemplari). Possiamo però affermare con una certa sicurezza (dopo aver visionato qualche decina di prodotti) che i pannelli WRGB prodotti da LG hanno raggiunto una certa maturità sotto questo profilo.

Osservando segnali di test molto scuri (grigio al 5% o inferiore) in ambienti completamente bui si può notare una minima quantità di "banding". Questo fenomeno si manifesta sotto forma di strisce verticali in alcune zone dello schermo. L'incidenza è però molto ridotta ed è rarissimo che riesca a palesarsi (in modo appena percettibile, bisogna quasi andarlo a cercare) in condizioni di utilizzo reale e quindi non con segnali test. Come su AF8 è del resto sufficiente una minima quantità di luce (basta persino quella emessa dal TV) per mascherare completamente (o quasi) le piccole difformità ancora presenti. Si conferma invece l'assenza dell'effetto "vignettatura" (il centro diventa più luminoso dei bordi), già sparito anche nell'AF8 che abbiamo recensito lo scorso anno.

Le immagini molto scure, appena sopra il nero assoluto, vengono riprodotte senza enfatizzare il rumore video eventualmente presente. Il controllo sulle basse luci mostra dunque la stessa cura che avevamo già apprezzato su altri Sony come gli AF8. Volendo essere particolarmente pignoli si può affermare che il quadro su AF9 risulta leggermente meno pulito, probabilmente un pegno da pagare per poter disporre di un ABL (il limitatore di luminosità) più permissivo. Come abbiamo visto AF9 raggiunge le 140 cd/m2 - nits con "Luminanza di picco" disattivata mentre AF8 si ferma a 110 cd/m2 - nits. La differenza in termini di pulizia del quadro è comunque tanto minima da non cambiare sostanzialmente nulla durante la normale visione (è difficile apprezzarla persino con i segnali test).

Eccellente come sempre la gestione delle sfumature di colore. La funzione "Gradazione uniforme" (facente parte dei filtri noti come "de-countouring") si posiziona ancora ai vertici della categoria e consente di limare il "banding" eventualmente presente nelle sorgenti. Le strisce di colore vengono quindi mitigate o eliminate, rendendo più morbida la transizione tra le varie tonalità.

Restando in tema di elaborazione video, è impossibile non citare i risultati raggiunti dal processore X1 Ultimate. L'esperienza maturata con i predecessori, tra cui spicca il già ottimo 4K HDR X1 Extreme, ha permesso di ottimizzare ulteriormente tutte le funzioni associate. Oltre alla già citata "Gradazione uniforme" citiamo, la riduzione del rumore video, più precisa nell'individuare le aree su cui intervenire senza impattare drasticamente sul livello di dettaglio. L'upscaling si conferma ai vertici della categoria come su ZF9. Gli amanti della resa particolarmente incisiva apprezzeranno il "Reality Creation", la funzione che esalta i dettagli più fini con interventi progressivi e personalizzabili. Anche i video più compressi, come ad esempio quelli disponibili in streaming, risultano più godibili e meno affetti dagli artefatti dovuti ad una qualità non eccelsa.

Ovviamente è con HDR che AF9 mette in luce tutte le sue doti. L'elevata gamma dinamica ci permette di sottolineare un'altra grande novità di questa serie. Il " tone mapping" è dinamico. L'elaborazione che adatta i contenuti alla luminosità del pannello viene eseguita scartando tutti i metadati statici (le informazioni che dicono ai TV come gestire le immagini) contenuti nelle sorgenti in HDR10. I metadati statici vengono così definiti poiché sono frutto di una media che resta immutata per tutta la lunghezza del contenuto. Non è possibile alcuna ottimizzazione. Scene in cui occorrerebbe enfatizzare i dettagli sugli scuri o evitare che quelli sulle alte luci si brucino comportano necessariamente qualche sacrificio.

Queste problematiche non sono presenti se si utilizzano i metadati dinamici, capaci di adattarsi ai video con molta più finezza, arrivando a modifiche che possono potenzialmente riguardare i singoli fotogrammi. I metadati dinamici vengono però utilizzati solo da Dolby Vision e HDR10+. Ecco dunque la soluzione: l'elettronica del TV analizza le immagini in tempo reale e applica un'ottimizzazione simile a quella garantita dai metadati dinamici. Le sorgenti vengono quindi adattate per garantire un risultato migliore rispetto al contenuto di partenza. Non si tratta di una novità in senso assoluto: LG propone una funzione analoga da tempo e anche altri marchi si stanno adeguando. Per i TV Sony si tratta un'aggiunta che funziona molto bene. Le immagini sono caratterizzate da picchi di luminosità convincenti e preservano gran parte del dettaglio presente sulle porzioni più brillanti. Rispetto ad AF8 e A1 vi sono quindi meno particolari "bruciati" (e quindi persi nel bianco indistinto).

Il Dolby Vision si comporta come sugli altri televisori Sony. Anche AF9 ricorre al profilo denominato "low-latency mode". Questa versione distribuisce diversamente il carico di lavoro. Le sorgenti devono compiere qualche operazione in più mentre ai TV spetta un compito un po' meno gravoso. Il "tone mapping" dinamico non interviene per ovvi motivi: i metadati sono già dinamici e consentono al creatore dei contenuti di operare finemente sul quadro da rappresentare su schermo. I vantaggi sono sostanzialmente quelli che abbiamo descritto qualche riga più in alto. Rispetto al "tone mapping" dinamico su HDR10 si nota una precisione maggiore in alcune circostanze (non sempre evidentissima) e a volte differenti livelli di luminosità, con il Dolby Vision che tende a risultare un po' più scuro (ma va anche detto che Dolby sta ancora ottimizzando alcuni aspetti). I colori in HDR sono naturali e conservano la giusta saturazione a livelli di luminosità più elevati rispetto ai precedenti OLED Sony.

Anche l'uso di Netflix merita un piccolo approfondimento. La modalità Calibrata per Netflix si può attivare quando si avvia l'applicazione. Questa opzione fornisce una resa simile a quella che si otterrebbe eseguendo una calibrazione eseguita con tutti i crismi. Le regolazioni apportate sono effettivamente efficaci e risultano quindi utili per tutti coloro che non possono o non vogliono eseguire una taratura completa del TV. Si deve solo prestare attenzione quando si disattiva la funzione, poiché il TV passa automaticamente alla modalità Standard se in SDR o a quella Brillante se in Dolby Vision (nessuna delle due risulta molto corretta).

Conclusa la disamina della parte video, passiamo alla sezione audio. AF9 si eleva ben sopra la media per la qualità del suono. Non è comunque un fatto inaspettato. Acoustic Surface ci aveva positivamente impressionato sia su A1 sia nella versione leggermente differente impiegata su AF8. Acoustic Surface Audio+ riprende tutti gli aspetti positivi e li potenzia ulteriormente. Il suono proviene esattamente nel punto in cui si originano i suoni sullo schermo. Il canale centrale aggiunto su questa serie rende ancora più chiari i dialoghi e li colloca nello spazio con ancora più precisione, lasciando al contempo liberi i due frontali per gli altri effetti e suoni. La sensazione può essere positivamente spiazzante per l'ascoltatore, spesso abituato a sentire le voci che escono da diffusori o soundbar collocate più in basso rispetto allo schermo.

Molto buoni anche i cosiddetti "panning", ovvero i suoni che partono da un lato e "scorrono" progressivamente fino a passare sullo speaker collocato sul lato opposto. Le alte frequenze sono riprodotte senza problemi e non presentano effetti spiacevoli come le "S" sibilanti. Buoni anche i medi mentre sui medio-bassi si comincia ad avvertire l'assenza di una risposta più robusta. Per i bassi le prestazioni sono accettabili, soprattutto se si pensa alle dimensioni e alla potenza dei subwoofer integrati. Ovviamente l'esperienza non è pari a quella di un vero impianto dedicato, le cui prestazioni sono sicuramente superiori. Va comunque ribadito che Acoustic Surface Audio+ permette di seguire qualsiasi tipo di contenuto con una buona soddisfazione.

Abbiamo inoltre testato la possibilità di trasformare il TV nel canale centrale di un sistema home cinema. I risultati sono fortemente variabili e dipendono dalla combinazione dei componenti utilizzati. Amalgamare diffusori veri e propri con la sezione audio del televisore non è sempre facile o possibile. Le caratteristiche tecniche possono differire enormemente e tradursi in una timbrica, risposta in frequenza e in generale in un suono molto diversi. Occorre quindi lavorare con le impostazioni presenti per cercare di armonizzare il centrale (il TV) con gli altri diffusori. Ottenere buoni risultati potrebbe risultare quindi difficile se non impossibile con alcuni abbinamenti.


La gestione delle immagini in movimento non introduce alcuna novità significativa. Il Motionflow si conferma come sempre efficace nell'aumentare il dettaglio in movimento. Rispetto ad altre soluzioni si apprezza un numero inferiore di artefatti (quando si spinge molto sull'incremento della fluidità) e la capacità di rispettare un po' di più la resa della sorgente originale quando non si esagera nell'uso. Come in altre occasioni, non siamo rimasti molto impressionati dal Black Frame Insertion. La sua attivazione ha effettivamente un impatto positivo sulle prestazioni ma il prezzo da pagare è troppo alto. La luminosità scende vistosamente (e questo è un problema specialmente in HDR) e viene introdotto un fastidioso "flickering" (le immagini "sfarfallano") che ben pochi riusciranno a tollerare.

Chiudiamo come sempre con l'input lag, il ritardo nella risposta ai comandi impartiti. AF9 si comporta in modo simile alla serie ZF9. X1 Ultimate ha annullato le differenze tra il ritardo in Full HD e quello in Ultra HD, presente sui Sony dotati dei precedenti. L'input lag che abbiamo misurato in tutte le situazioni (compreso l'HDR attivo) si attesta a circa 27,6 ms.

Conclusioni
Elevata qualità dell'immagine in SDR e HDRNumerose possibilità di regolazione per gli utenti avanzatiIl processore X1 Ultimate è il riferimento per il mercato TVCompatibilità con HDR10, HLG e Dolby VisionTone mapping dinamico in HDRIl Motionflow conferma le sue qualità nel gestire le immagini in movimentoBuona qualità del suono grazie ad Acoustic Surface Audio+ Android TV è molto reattivoOttima costruzione e design...
...Anche se lo schermo inclinato non piacerà a tuttiI controlli per SDR e HDR non sono ancora indipendentiIl telecomando non è altezza del TV

AF9 è una versione migliorata e in parte corretta della serie AF8. La cura con cui è stato portato avanti il progetto è evidente fin dal primo contatto con il prodotto. Il design è sostanzialmente un affinamento di quello ideato nel 2017 per gli A1. I cambiamenti apportati hanno perfezionato una soluzione che funziona benissimo anche oggi, a distanza di circa due anni dalla presentazione del primo OLED Sony. La base inclinata verso il retro non piacerà probabilmente a tutti, ma il colpo d'occhio è davvero notevole. Sul mercato non esistono altri televisori simili ed è quindi certo che AF9 si farà notare non solo per le qualità che è in grado di esprimere.

Le novità introdotte con la Serie Master sono tutte ben realizzate ed elevano ulteriormente le qualità raggiunte dai precedenti OLED. Gli strumenti aggiuntivi per la calibrazione sono ben funzionanti (attenzione solo alla regolazione dei colori, non bisogna abusarne) e garantiscono una notevole precisione. Ottima anche la calibrazione automatica e la possibilità di controllare i menu direttamente dal software CalMAN. Poter tarare in SDR e HDR con un solo passaggio è sicuramente molto comodo sia per l'utente meno esperto sia per chi ha conoscenze di altissimo livello. L'uso di tutte queste funzioni è ovviamente caldamente consigliato: AF9 riesce a dare il meglio solo quando si utilizzano tutte le opzioni disponibili, anche se la base di partenza è comunque piuttosto buona.

Il processore X1 Ultimate porta l'elaborazione video ad un livello ancora più alto. Tutti i punti forti del precedente 4K HDR X1 Extreme sono stati usati come base di partenza per quello che è ad oggi il riferimento nel mercato TV. L'upscaling riesce ad essere più efficace non solo nel recuperare dettaglio e compattezza, ma anche nel dosare l'intensità degli interventi e nella scelta delle aree dove intervenire. Sony ha evidentemente tenuto sempre in grande considerazione l'equilibrio generale delle immagini. Non si assiste quindi ad un florilegio di "effetti speciali" forzatamente portati su schermo per cercare di impressionare lo spettatore a tutti i costi.

Ottimi anche il Motionflow e il "tone mapping" dinamico, una delle novità più significative introdotte dagli AF9. La possibilità di ottimizzare i contenuti HDR analizzando le immagini in tempo reale porta concreti vantaggi che assottigliano la distanza tra HDR10 e Dolby Vision, comunque supportato dai TV. Riteniamo che soluzioni di questo tipo diverranno di uso comune su molti prodotti nel prossimo futuro. L'elevata gamma dinamica mette anche in luce le tante qualità del pannello, caratterizzato da una buona luminosità, da un'uniformità convincente e da un livello del nero ed un rapporto di contrasto che sono il tratto distintivo degli OLED.

Il SoC Mediatek MT5893 ha fatto compiere ad Android TV un decisivo balzo in avanti, quello che tutti attendevano già da qualche anno. La reattività è completamente diversa da quella dei prodotti che sfruttano i SoC precedenti. La combinazione fra hardware e software (Oreo) ha finalmente prodotto una piattaforma matura e solida. I tempi in cui anche solo l'accesso al menu o la regolazione del volume potevano causare ritardi nella risposta ai comandi sono fortunatamente lontani. Anche l'audio conferma l'approccio tenuto da Sony: la tecnologia Acoustic Surface è stata ripresa ed elaborata ed è ancora più precisa nel centrare i dialoghi su schermo.

In un quadro di così alto livello non mancano però alcune pecche. I controlli sono migliorati in numero e precisione, ma non permettono ancora una completa separazione tra SDR e HDR. Se questa limitazione non fosse presente, si potrebbe ottenere una fedeltà ancora più elevata in alcune circostanze. Si tratta sicuramente di materia per perfezionisti, ma riteniamo che, vista la qualità raggiunta, sia giusto preoccuparsi anche di queste minuzie su un televisore che si presenta come Serie Master.

A non convincere è anche il telecomando, un'unità che Sony ripropone da tempo e che non è sicuramente all'altezza del TV e della sua qualità costruttiva. Anche il produttore ne è del resto conscio e non lo includerà sui televisori di fascia alta che usciranno nel prossimo futuro. Si può invece chiudere un occhio sulla scelta di ricorrere ad una versione particolare del Dolby Vision. Quello che sulla carta può essere considerato un limite si rivela in realtà poco incisivo, poiché ormai tutti i lettori Ultra HD Blu-ray di fascia alta e la Apple TV 4K sono compatibili.

L'acquisto è quindi caldamente consigliato a tutti gli utenti esperti o che intendano ricorrere ad un tecnico per eseguire una calibrazione con tutti i crismi. In questo modo si può godere di una qualità effettivamente superiore ad altri modelli come AF8, giustificando anche il prezzo di listino fissato da Sony.

Un ringraziamento ad Audioquality per il supporto logistico.


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Commenti

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Giovanni
Banjo

Grazie mille per la risposta. Aspetto le tue recensioni per i tv 2019, indipendentemente da un acquisto o meno, fa piacere leggere sempre!

Nicola Buriani

DTS è supportato ma ho letto casistiche che riportano problemi a seconda delle applicazioni utilizzate.
Se non ricordo male il media-player integrato non ha problemi, con le app di terze parti invece cominciano i guai.
Non puoi invece leggere i formati lossless quindi Dolby TrueHD, DTS-HD Master Audio eccetera.
LG supporta DTS e anche Atmos.

Nicola Buriani

Ciao, scusa se ti rispondo solo ora, non avevo visto il tuo messaggio.
Inizio dal discorso relativo al canale centrale.
Che diffusori B&W possiedi?
Per il resto tieni conto che con AF9 hai un'elettronica che ti può dare qualcosa di più mentre LG offre un input lag leggermente inferiore e la possibilità di intervenire su un maggior numero di parametri durante la calibrazione (puoi anche tararti perfettamente la modalità gioco, ad esempio).
Su LG hai anche il supporto al Dolby Atmos.

Marco Lucato

Finalmente acquistato ieri e gia in rodaggio af9 65 pollici , provengo da un lg b6 oled 55 ...che dire mostruoso, Android velocissimo e completo , video superlativo e trovo che la mancanza di luminosità non influisca per nulla dato che l'immagine pura deve essere tale non artificiosa e fastidiosa, si evita anche di affogare i neri e bruciare dettagli. L'audio è qualcosa di incredibile messo a parete ...possiedo impianto di alto livello atomos klipsch e Yamaha e sono rimasto colpito , costruzione impeccabile con materiali premium , perché scelto Sony? Perche l'unico difetto degli oled è proprio l'immagine in movimento , su lg perdevo proprio una vagonata di definizione ...qua non accade e vale molto più di qualsiasi altra pippa su colori e luminosità che si può risolvere tarandolo con sonda , sempre pulito e preciso ..canali anche sd portati a praticamente hd...troppe pippe su cavolate quando la cosa fondamentale sono le fonti che mancano e su quelle scarse Sony fa miracoli davvero .

Banjo

Questo tv supporta audio dts con il mediaplayer integrato? Magari anche atmos che mi sembra di aver letto sui nuovi tv 2019! Cosa si intende per " ostico con i formati lossles?". Io leggo compatibilità con il formato flac cioè non legge tutti i flac? Se possibile avere chiarimenti! Cmq leggendo mi sembra di aver capito che Sony è l'unica compatibile praticamente con quasi tutto, samsung e panasonic niente dts, non so di LG?

Marco Vironda Gambin

Ciao, complimenti per l'esaustiva recensione!Sto considerando l'acquisto di un tv oled ed inizialmente ero orientato per LG 55C8; tuttavia questo AF9 mi sta tentando. L'utilizzo che ne farei è al 90% per guardare film (bluray normali e 4k / netflix / skyQ), al 5% per lo sport e 5% per il gaming. In rete ho letto di tutto e di più su questi due televisori, ma non riesco a prendere una decisione: tu quale mi consiglieresti tra C8 e AF9 (escludendo il discorso prezzo)? Altra cosa: la possibilità di utilizzare l'AF9 come cassa centrale di un impianto HT mi attira molto, però leggo qui che non è così facile settarlo, se non, in alcuni casi, impossibile. Io ho un Onkyo TX-NR545 (quindi un pò datato), collegato a casse B&W: potrei avere problemi nel settare il tv come cassa centrale? Grazie mille per le eventuali risposte!Marco

Bonnie A. Vines

guardare Dumbo HD 2019 (disponibile a 1080p) con la migliore qualità e tutta la lingua SUB....
WORLD1SERIES.BLOGSPOT.COM

Nicola Buriani

Un 65" per utilizzo misto direi sui 2,5 metri, se guardi solo materiale Ultra HD (o comunque Full HD di qualità) anche sui 2 metri scarsi.

acitre

Grazie Nicola gentilissimo come sempre.

Nicola Buriani

Ho provato un OLED 873 aggiornato ad Oreo.
É sicuramente più reattivo e piacevole da usare.
Non è però uguale ai TV con MT5893.

Antonio Caiazza

ciao nicola, a quanti metri da il meglio di se questa tv? a che distanza minima\massima può andar bene?

Giovanni

La tua risposta dice tutto ... Non mi metto nemmeno a discutere con chi non ha argomenti e non sa nemmeno di quello che parla...siete convinti che panasonic come immagine sia superiore a Sony? Credetelo ma chi ne capisce (non io) sa che non è così...

The frame

Non é necessario argomentar, sei tu che dovresti farlo dato che per primo hai affermato che Sony è migliore. Per quanto riguarda gli OLED panasonic, trovi on Line tutte le informazioni del caso ed é inutile che io le ripeta scrivendo un post km. Sintetizzando al massimo, come qualità di immagine sta un filo sopra Sony. Cercare per credere. Saluti

Giovanni
The frame

Panasonic regge il passo eccome. Anzi per molti versi lo detta. Però dovresti fare lo sforzo dì informarti

Nicola Buriani

Tra domani e sabato potrò mettere le mani su un Philips aggiornato ad Oreo, ti saprò dire come va.
Mi aspetto che sia migliorato ma con il SoC vecchio (MT5891) dubito che la reattività sia la stessa dei Sony Serie Master (MT5893).

acitre

Solita recensione monster di Nicola. Bravissimo.

Detto questo, finalmente Android TV risulta finalmente veloce e reattivo ma la cosa varrà, tramite aggiornamenti software, anche per altre tv? Io vorrei prendere la 803 della Philips (per l'ambilight) ma non vorrei ritrovarmi con un bradipo di tv.

Massimo Olivieri

con quella cifra ottieni lo stesso audio di una TV media/top gamma, se avere audio migliore si una TV devi spendere di più.

TheRaptus

questo

Nicola Buriani

Non ho altri dettagli aggiuntivi rispetto a quelli che ho riportato nell'articolo sulla presentazione dei Panasonic.
Dovremo aspettare l'uscita per valutare le prestazioni del processore.

Pino Lino

Si l'ho ringraziato

Ben

In che senso?

saetta

Capisco, da questo punto di vista Android è avanti

vengeance_88
Nicola Buriani

Le coperture hanno una funzione meramente estetica, puoi tranquillamente non installarle anche se non credo influiscano significativamente sulla dissipazione del calore.
Attenzione però perché il retro è un tutt'uno, dopo hai altre piccole coperture laterali.

Pino Lino

Grazie per le risposte ;) Quindi la scelta si restringe a : AF9 , AG9 (dipende da quando uscirà), GZ1500, GZ2000 (dipende se processore rivisitato e più luminosità varranno la spesa) avere HDR10+ non credo faccia molta differenza se il Sony usa il Dynamic tone mapping, LG C9 (anche se LG ho come l'impressione che non tenga per se i migliori pannelli, almeno su B9 e C9 e, aspettiamo a vederlo, ma non mi aspetto miracoli dalla ver. 2 dell'Alfa 9).

Se Panasonic migliorerà l'HCX e continuando a disporre di una miglior calibrazione di fabbrica, forse converrà buttarsi su Panasonic. Al momento ci sono novità a riguardo del nuovo processore?

vengeance_88

Nicola Buriani
Ciao Nicola, avrei bisogno di un tuo parere.
Secondo te è veramente necessario applicare le due cover posteriori? Oppure sono prettamente per un discorso di estetica?

Perché ho paura che la dissipazione del calore venga un po' troppo bloccata da quelle cover.
Nel mio caso specifico, ho il televisore su un mobile.
Il televisore non è incassato e vi è sufficiente spazio sia ai lati che sopra (nella parte sopra anche più di quello raccomandato da Sony), però se queste cover dovessero trattenere troppo il calore, potrebbe essere un problema a lungo andare.
Magari sarebbe sufficiente anche rimuovere solamente la cover più corta (quella che copre le varie connessioni, per intenderci).

Tu cosa ne pensi?
Grazie! :)

keyvan

Perdona la mia scetticità, ma quando si parla di 4k non ci si va leggeri, ecco perchè chiedevo ma comunque ci spero poco.

g.r.

se dovessi appendere la tv alla parete prenderei un samsung Qled, ma visto che lo appoggerò ad un mobile , prenderò sicuramente questo . design e tecnologia ai massimi livelli .

Nicola Buriani

1) Problemi personali, essendo l'unico che lavora sull'audio-video il lavoro poi si accumula per forza di cose.
2) Confermo, l'avevo già notato con AF8 in Spider-Man, in quel caso avevo lasciato il beneficio del dubbio ma effettivamente la tendenza a scurire c'è. Diciamo che con HDR siamo ancora nella fase dei "lavori in corso".
3) La modalità Calibrata è di fatto quello che dice di essere, una modalità che regola piuttosto bene i principali parametri di base (è la Personale comunque, Cinema è la calibrazione per il giorno).
4) Lo standard de facto è 2.4, è quello che usano praticamente tutti i principali produttori (che si attengono al riferimento BT.1886). In realtà poi dipende anche dall'ambiente, in stanze con pareti bianche o molto riflettenti trovo che sia meglio un 2.2.
5) No perché normalmente non si guardano praticamente mai schermate con bianco sul 100% dello schermo. Un APL (rapporto tra porzioni scure e chiare) più realistico è intorno al 25%, già 50% è alto. Il Sony al 50% fa circa 270 candele, al 25% ne fa 390. Se servono ancora di più evidentemente l'ambiente è molto fortemente illuminato e allora un LCD è la scelta migliore.
6) Calibrazione di fabbrica migliore su Panasonic, fedeltà cromatica migliore sui Panasonic (sono i migliori in assoluto) anche se per certi versi è pignoleria fine a se stessa (sotto una certa soglia avere un errore infinitesimale non è realmente determinante), elaborazione video meglio Sony (anche il Motionflow).

Per il BFI su LG preferisco vedere prima di persona, doveva essere molto meglio anche nel 2018 e invece...

Vittorio

Sono fanboy o gente per cui 1000 € di differenza valgono poco. Poi dipende molto a cosa sei abituato, già passare da un LCD non recentissimo ad un OLED è un salto enorme.
Per replicare al paragone delle auto è come passare da un'utilitaria ad una berlina. Poi puoi volere la versione lusso / sport (Sony) o base (Philips) ma con il tuning (ambilight).

Lost

Che non è più inclinato e meno male

peogty

Grazie per la risposta...almeno te hai argomentato un pò a differenza di gente che fa i soliti inutili paragoni cn auto...

Giovanni

Complimenti per la recensione dettagliatissima... quando esperti del settore tra gli unici difetti riescono a trovare sono il telecomando e l'inclinazione della TV... non riesco a capire come ci sia gente pronta a criticare questo af9... capisco che avete i vostri LG Panasonic Samsung ecc ecc, ma non lo capite proprio che con Sony non reggono il passo??

Giovanni

Complimenti per la recensione dettagliatissima... quando esperti del settore tra gli unici difetti riescono a trovare sono il telecomando e l'inclinazione della TV... non riesco a capire come ci sia gente pronta a criticare questo af9... capisco che avete i vostri LG Panasonic Samsung ecc ecc, ma non lo capite proprio che con Sony reggono il passo??

Giovanni
Giovanni

Lasciali stare .. Sono tutti qui a vantare Samsung(il peggio per una tv) ...LG (ottima ma con Web OS dove andate??) e panasonic (miglior audio? Ma se manco il DTS ha!!!) ...quando sanno bene che ad ora Sony è il TOP

_e[M]a_

Aspettavano ancora un pò a recensirlo.,..a brevissimo esce il modello che lo sostituisce AG9

Cristian Louis Watta

Negli stati uniti c'è da anni

Nicola Buriani

Non esiste un input lag generico per i "TV OLED", anche perché la risposta ai comandi non dipende dalla tecnologia usata per il pannello.
Giusto per fare qualche esempio: LG e Panasonic sono più reattivi, i Philips lo sono di meno, i Sony con i processori vecchi sono ancora più lenti.

Vittorio

Io ho preso una YAS 107 che intorno ai 200 è ottima. Non aspettarti miracoli ma rispetto all'audio del TV è un'altro mondo.

Vittorio

Io ho un OLED Philips come qualità dell'immagine è ottima, l'ambilight è figo ma lo tengo spesso spento. Tutto il resto varia tra il mediocre e il pessimo: Android TV lentissimo, è difficile trovare settaggi buoni (soprattutto in HDR) e non ha DV.

MariuxReloaded

Non l'ho mai testato sul mio Sony A1, né mi sono mai informato per bene in merito, visto che non ne sento l'esigenza, però sì, lo può fare

MariuxReloaded
M C

Bhe quello che dici è solo parzialmente vero, questo televisore è indubbiamente eccezionale, ma un oled Philips (che costa meno della metà) in rapporto qualità prezzo lo distrugge, il pannello è lo stesso, l'unica differenza è nell'elettronica (gestione del movimento in particolare per i sony e se non si parla della gamma 2019 di philips il dolby vision) e flessibilità di calibrazione,per il resto se ti piace l'amblilight non c'è storia.....

M C

Che domande meglio questo.... e a parte considerazioni circa la qualità dell'immagine (o burn in degli oled), nonché dell'inutilita del 8k prima di almeno 5 anni (e della necessità di comprare un televisore da almeno 70 pollici per godere dei miglioramenti rispetto il 4k) il Samsung è in ogni caso un 8k nato vecchio.....

peogty

e basta con sti paragoni delle auto del cavolo!ho detto philips senza nemmeno indicare il modello e ti sei accesso...se non sei fanboy te....

Vespasianix

Non sono un fan, è che hai psragonato 2 prodotti di livello totalmente diverso.

Vespasianix

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